a cura di Sandro Rogari (1990, pp. XVI – 80) Come per il carteggio Panzini-Moretti, anche in questo caso lo scambio epistolare interviene tra due personalità lontanissime: pieno di curiosità e proteso all’innovazione Prezzolini, più volto a enfatizzare le certezze del passato Panzini. Le poche notazioni politiche che emergono da questo epistolario rivelano un Panzini estimatore del fascismo, ma solo per i suoi aspetti restauratori.