Quella che oggi è la regina tra le terre toscane “da rosso”, è stata per secoli la terra del “moscado dorato”, il Moscadello…
Quella che oggi è la regina tra le terre toscane “da rosso”, è stata per secoli la terra del “moscado dorato”, il Moscadello…
Il volume è esaurito.
Il volume ripropone, in anastatica, l’opera del canonico Luigi Nardi (1777-1837) Porcus Troianus o sia la Porchetta, nella seconda edizione, Bologna, tip. Nobili, 1921, preceduta da un ampio saggio critico di Luisa Bartolotti, La porchetta, sapori di storia e di tradizione.
Graziano Pozzetto dedica questo ennesimo lavoro di ricerca e di codificazione antropologica all’anguila d’identità tradizionale, che nasce nel lontano Mare dei Sargassi e, dopo tre o quattro, giunge nelle acque dolci, interne, del nostro Paese. Qui trova un nutrimento e un habitat che la rendono unica. Al raggiungimento della maturità, la vitalissima e opulenta anguilla esprime superbe e peculiari caratteristiche, ambite da sempre dalla gente dei luoghi dove questa vive e dai gastronomi.
Il volume, vincitore del premio Internazionale “Langhe Ceretto per la cultura del cibo” sezione “Libri di ricette” 1996, è il risultato di una ricerca orientata a documentare le abitudini alimentari legate al consumo di pesce attraverso interviste e racconti di chi al mare ha dedicato la sua vita: i pescatori.
Oltre 200 ricette raccontate da cuochi e cuoche che con i loro piatti hanno accompagnato momenti significativi della vita e della storia di alcune famiglie dell’alta borghesia italiana tra gli anni Venti e gli anni Cinquanta del Novecento.
Il ricco e suggestivo mosaico composto da Graziano Pozzetto comprende aspetti scientifici, saggi storico-letterari sulla simbologia delle rane attraverso i secoli, ricettari a tema dal 1400 ai nostri giorni, una mappa della tradizione regionale, ricette canoniche professionali, territoriali e il contributo di alcuni grandi maestri francesi. non mancano le istruzioni per l’uso a tavola e in cucina, un approfondimento sul delicato tema delle rane di importazione, l’indicazione dei luoghi di ristorazione a base di rane, senza trascurare feste e sagre popolari.
Il volume è esaurito.
50 ricette, accuratamente recuperate e rese sperimentabili, con cui si possono assaggiare i desinari malatestiani. Luisa Bartolotti ha indagato tra i pochi documenti superstiti della signoria malatestiana, analizzando cronache, pitture, testimonianze dirette e indirette, e ha recuperato uno spaccato di vita di una delle corti più splendide del Rinascimento italiano da un’ottica non consueta: quella della tavola.
Il volume è momentaneamente esaurito.
“Ascoltare le storie dei prodotti, lasciando che i prodotti ce le raccontino con i loro modi e i loro tempi: è questa la “magia” che Graziano Pozzetto mette in opera ogni volta che ci regala un suo nuovo lavoro. Prodotti piccoli, che hanno spesso marcati accenti locali, non sempre facili da comprendere per chi è abituato ad altre cadenze: il fricandò, il formaggio di fossa, lo squacquerone, la salama da sugo”.
Il volume è momentaneamente esaurito
Sulla piada si è scritto moltissimo e si continua a farlo, sovente con molta superficialità, sciatteria culturale, fantasia, discutibili utilizzazioni storiche.
L’opera di Pozzetto è il frutto di un appassionato e rigoroso lavoro di ricerca letteraria, storica, di codificazione culturale – gastronomica. L’autore si è avvalso, anche del contributo autorevole e scientifico di Piero Meldini, massimo studioso e storico della cucina romagnola.
E’ un suggestivo racconto sui mangiari che negli ultimi due secoli hanno accompagnato la piada nei territori romagnoli; ma anche le millanta ricette delle piade tradizionali e le consorelle della piada che nel tempo sono state presenti non solo in Romagna o in Italia, ma anche in lontane zone del mondo.
Un capitoletto è inoltre dedicato ai cassoni, impropriamente definiti crescioni in certe parti della Romagna, e uno agli utilizzi e agli abbinamenti gastronomici della piada, eccellenti, moderni, sfiziosi, di fantasia, non canonici, addirittura dolci.
La ricerca, infine, ha toccato altri temi come gli ultimi tegliai di Montetiffi; i luoghi di produzione delle piade tradizionali (famiglie, chioschi, ristorazione romagnola); la piada omologata industriale moderna e il riconoscimento IGP.
La prefazione è di Tonino Guerra: un delizioso racconto inedito, riferito ad un grande mangiatore di Santarcangelo di Romagna.
Non manca una ricca bibliografia ed una particolare e personalissima appendice dell’autore.
In questa nuova monografia del gusto, Graziano Pozzetto racconta dei mangiari tradizionali con lo squacquerone, del suo uso in cucina ai giorni nostri, delle “millanta” sfiziosità moderne, delle eccellenze casearie della Comunità di San Patrignano e delle interpretazione che dello squacquerone di Romagna danno autorevoli chef (con l’apporto di oltre 270 ricette), senza tralasciare i contributi storici e letterari sulle tradizioni casearie romagnole.
nella provincia di Rimini si realizza un’unicità per cui il tipico è nel prodotto (dal vino all’olio, dai tartufi al formaggio di fossa, dal miele fino ad arrivare al pesce azzurro), ma anche e soprattutto nel territorio, in quella commistione di terra e salsedine che sta a significare la peculiarità ambientale ma anche economica di un territorio che coniuga le opzioni del mare con quelle dell’entroterra.
Un quaderno di ricette, ritrovato per caso tra le cose di famiglia; un quaderno con la copertina anonima, manoscritto, dove tutte le ricette iniziano così: Per fare…; un quaderno compilato per tramandare i mangiari di una famiglia dell’Ottocento. Luisa Bartolotti ne ha curato l’ambientazione storica e ne ha trascritto, aggiornandone gli ingredienti e le quantità, le ricette.