Il volume è momentaneamente esaurito
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Il volume è esaurito.
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Sulla piada si è scritto moltissimo e si continua a farlo, sovente con molta superficialità, sciatteria culturale, fantasia, discutibili utilizzazioni storiche.
L’opera di Pozzetto è il frutto di un appassionato e rigoroso lavoro di ricerca letteraria, storica, di codificazione culturale – gastronomica. L’autore si è avvalso, anche del contributo autorevole e scientifico di Piero Meldini, massimo studioso e storico della cucina romagnola.
E’ un suggestivo racconto sui mangiari che negli ultimi due secoli hanno accompagnato la piada nei territori romagnoli; ma anche le millanta ricette delle piade tradizionali e le consorelle della piada che nel tempo sono state presenti non solo in Romagna o in Italia, ma anche in lontane zone del mondo.
Un capitoletto è inoltre dedicato ai cassoni, impropriamente definiti crescioni in certe parti della Romagna, e uno agli utilizzi e agli abbinamenti gastronomici della piada, eccellenti, moderni, sfiziosi, di fantasia, non canonici, addirittura dolci.
La ricerca, infine, ha toccato altri temi come gli ultimi tegliai di Montetiffi; i luoghi di produzione delle piade tradizionali (famiglie, chioschi, ristorazione romagnola); la piada omologata industriale moderna e il riconoscimento IGP.
La prefazione è di Tonino Guerra: un delizioso racconto inedito, riferito ad un grande mangiatore di Santarcangelo di Romagna.
Non manca una ricca bibliografia ed una particolare e personalissima appendice dell’autore.
In questa nuova monografia del gusto, Graziano Pozzetto racconta dei mangiari tradizionali con lo squacquerone, del suo uso in cucina ai giorni nostri, delle “millanta” sfiziosità moderne, delle eccellenze casearie della Comunità di San Patrignano e delle interpretazione che dello squacquerone di Romagna danno autorevoli chef (con l’apporto di oltre 270 ricette), senza tralasciare i contributi storici e letterari sulle tradizioni casearie romagnole.
nella provincia di Rimini si realizza un’unicità per cui il tipico è nel prodotto (dal vino all’olio, dai tartufi al formaggio di fossa, dal miele fino ad arrivare al pesce azzurro), ma anche e soprattutto nel territorio, in quella commistione di terra e salsedine che sta a significare la peculiarità ambientale ma anche economica di un territorio che coniuga le opzioni del mare con quelle dell’entroterra.
Un quaderno di ricette, ritrovato per caso tra le cose di famiglia; un quaderno con la copertina anonima, manoscritto, dove tutte le ricette iniziano così: Per fare…; un quaderno compilato per tramandare i mangiari di una famiglia dell’Ottocento. Luisa Bartolotti ne ha curato l’ambientazione storica e ne ha trascritto, aggiornandone gli ingredienti e le quantità, le ricette.