Il libro di Marina Zaoli è un testo che non è strettamente né scientifico, né psicanalitico, né religioso, proprio perché tenta di intessere queste varie discipline. “È un lavoro magmatico e irruente”, scrive Francesco Cavalli-Sforza nella prefazione, “scritto da chi ha esperienza quotidiana, nella propria attività di psicoterapeuta, di come l’inconscio si rispecchi parimenti nei comportamenti e nel mito. La sua ricchezza sta nella folla di esempi e di riferimenti, nella moltitudine di racconti che introduce. Il filo tessuto dall’Autrice avvolge il materiale nel presentarcelo”.
“L’opus hegeliano, quando venga assunto all’interno di una ricerca che, proprio perché non pensa di avere esaurito la verità, ma si trova in una inesauribile tensione verso di essa, si trasforma in un efficace e assai importante strumento di riflessione. I saggi qui raccolti sono una testimonianza emblematica di come l’autore abbia saputo con rara perizia rapportarsi ad Hegel facendo convergere la sua riflessione non sul suo sistema, ma, al contrario, sui problemi che non cessano di inquietare e muovere la riflessione filosofica. Inoltre, la indiscutibile padronanza dei grandi temi dell’ontologia aristotelica e di quella tomista spoglia ulteriormente questi saggi da preoccupazioni storiografiche e li proietta su un piano teorico di cui oggi, più di ieri, la filosofia ha un enorme bisogno” (dalla prefazione di Emmanuele Morandi).
La prima traduzione italiana del testo brahmanico Purvamimamsa Sutra è corredata del testo sanscrito, di un’introduzione, di un limpido commento, di un lessico e di un’esaustiva bibliografia. Lo scopo del trattato, testo basilare della scuola Mimamsa (molto probabilmente la più antica tra le sei visioni ortodosse della filosofia brahmanica, è attingere la realtà celeste (svarga)attraverso il sacrificio periodico del Mondo, ovvero dell’uomo stesso. La logica di base di questa “visione” è l’intima solidarietà tra l’uomo e il Mondo stesso, il quale non è altro che un suono senza origine e indistruttibile. Qui, infatti, l’essenza primordiale del Mondo è considerata come una grande parola che tutto permea di sé e che unisce Cielo e Terra.
M. A. Ricotti ricostruisce la genesi della fiaba popolare seguendo due filoni fondamentali: quello storico, che risale a lontane origini preistoriche; e quello psicologico, che ricerca gli ideali e i bisogni inconsci della mente umana espressi nelle formule precise della fiaba. Il linguaggio semplice e volutamente discorsivo sottolinea l’intento divulgativo dell’autrice.
L'opera di Orlando Luca Carpi, Kant i problemi della metafisica, è significativa in quanto si propone due scopi: il primo è quello di fare risaltare come Kant abbia notevolmente contribuito al ridimensionamento della ragione teoretica speculativa, la quale di fronte a oggetti come l'anima (e la sua immortalità), Dio (nella sua esistenza e essenza), non riesce a fornirne la conoscenza all'uomo, considerato da Kant come essere ragionevole sì ma finito.
Il secondo scopo, strettamente legato al primo, consiste nel considerare la dimensione religiosa dell'etica kantiana, dimensione spesso sottovalutata, ma molto importante; infatti solo facendo riferimento all'imperativo categorico, cioè alla legge morale, l'uomo può superare i limiti del mondo sensibile e pervenire alla trascendenza.
(1989, pp. 116, Euro 6,19) L’autore cerca di dimostrare come Kant abbia elaborato razionalmente una morale; un’etica della ragione è il risultato della speculazione kantiana e, di conseguenza, si perviene ad una morale laica non eteronoma, ma nello stesso tempo non immanentistica. Nella prima parte dell’opera l’Autore segue, l’iter kantiano; nella seconda parte l’Autore affronta le principali obiezioni rivolte all’etica kantiana da parte dei più famosi filosofi.
Raccolta di burle-insegnamento impartite da maestri di diverse tradizioni culturali (sufi, taoista, zen, hindu e chassidica) come forma di training psicologico: le parabole sono esercizi psicopedagogici per aprire le porte a un diverso funzionamento della mente e portare la coscienza a un livello più profondo. La Via dell’Umorismo è una raccolta di parabole tratte da varie fonti orali e scritte, adattate da Magi ai problemi dell’uomo del nostro tempo.
(1980, Panozzo - Pantanelli) Il libro, pur nella sua brevità, vuol portare un contributo, il più possibile obiettivo, sullo spiritismo e, particolarmente, sulle sue implicazioni nella vita religiosa, morale, psicologica di chi lo pratica. Pur essendo l’argomento di per sé arduo, l’Autore usa una tale chiarezza di linguaggio da offrire una lettura accessibile a tutti.
(1992, pp. 128, Euro 8,26) Carlo Antoni scolaro “non inerte” di Croce, com’egli stesso amò definirsi, è tra i non pochi seguaci del filosofo dello storicismo assoluto quello che più di altri ha chiosato e interpretato, in modi personali, la dottrina del maestro, che non sempre sembrò appagare compiutamente il suo spirito, alla ricerca di una propria verità. Il presente lavoro prende in esame: storicismo relativistico e giusnaturalismo, liberalismo e liberismo, socialismo e assistenzialismo, crisi della civiltà e difesa ferma dei suoi fondamentali principi positivi, potere politico e libertà di coscienza…
L’autore delle Note individua la ragione della composizione del Cantico nella volontà del Giudeo del post-esilio di ripercorrere spiritualmente i grandi fatti vissuti da Israele. Dal punto di vista letterario il Cantico vive di una poesia stupenda e può ben dirsi il Cantico dei Cantici. Lo scrittore sacro chiama a “parlare” le cose, i colori, le stagioni; costruisce immagini, traccia episodi che forniscono una luce intensa sulle vicende interiori della Sposa e che diventano temi di inesauribile meditazione.


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