L’attesa di aprire il forno; l’emozione di aprire lo sportello quel tanto che occorreva per spiare “com’era venuto”; il timore per qualche scricchiolio di troppo nonostante la cautela di un calcolato raffreddamento; lo stupore per la bellezza degli smalti vetrosi che ricoprivano vasi e piatti con effetti di alchimie cromatiche mai completamente prevedibili, seppur intuiti e magistralmente provocati; infine il premio di una rilassante sigaretta: se dovessi concentrare in un unico ricordo la figura e il carattere di Guido Baldini, tra i tanti che conservo nella memoria, non esiterei a scegliere appunto questo.
Vittorio D’Augusta
Una mostra, a soli quattro anni dalla scomparsa, ha voluto ricordare la figura e le opere di Guido Baldini, con particolare riguardo a quelle, forse meno note, relative agli anni ‘50 e ‘60 e metterne in evidenza l’evoluzione artistica e stilistica maturata nel corso del tempo.