Il libro comincia così:
Bastava attendere qualche giorno e la Grande Guerra sarebbe finita. Tre settimane, un mese, non di più. E con la pace e il ritorno alla vita normale e produttiva del paese quella fabbrica si sarebbe salvata. Nessuno avrebbe avuto la sfrontatezza di abbattere il più grande stabilimento industriale della città, completamente integro nelle sue strutture e nei suoi macchinari. Sarebbe stato sufficiente riattivare il fumo della ciminiera e un centinaio di persone avrebbe ripreso il proprio lavoro. Ma l’ingordigia di avventurieri senza scrupoli e l’inettitudine di una classe politica e amministrativa incapace di guardare oltre il proprio naso non consentirono ripensamenti e la fabbrica della Birra Spiess venne demolita, sotto gli occhi attoniti dei riminesi…