a cura di Sandro Rogari (1990, pp. XVI - 80) Come per il carteggio Panzini-Moretti, anche in questo caso lo scambio epistolare interviene tra due personalità lontanissime: pieno di curiosità e proteso all’innovazione Prezzolini, più volto a enfatizzare le certezze del passato Panzini. Le poche notazioni politiche che emergono da questo epistolario rivelano un Panzini estimatore del fascismo, ma solo per i suoi aspetti restauratori.
a cura di Claudio Toscani (1986, pp. XXII - 146, Euro 7,75) Poco o nulla può essere reperito di simmetrico o di consentaneo tra le figure del Moretti e del Panzini; né la lunga contiguità domiciliare romagnola (Cesenatico e Bellaria) o la coincidente ascendenza marchigiana (Pesaro e Senigallia) aggiungono di per sé qualche comune denominatore, anche riguardo alla pronunciata differenza di età (ventidue anni) fra i titolari delle lettere qui raccolte.
Carducci di Carducci: ovvero la vita del grande poeta e prosatore ridisegnata attraverso il vastissimo materiale offertoci dalle sue opere e dal suo epistolario. Carducci risulta oggi “antipatico” a non pochi lettori. Eppure fu insegnante ed educatore straordinario, ricercatore serio e appassionato, amante della patria, mostrando una forza d’animo non comune che non conobbe umiliazioni. Ma ciò che fa di Carducci un personaggio esemplare nella storia della letteratura italiana è la consapevolezza di un’arte che non nasce a caso, ma richiede lavoro costante, sofferenza e fatica. Una lezione che anche oggi merita di essere meditata ed accolta.
L’amore non fu elemento secondario nella poesia del Carducci. Varie figure femminili si inserirono nella sua vita, lo ispirarono e influirono sull’evoluzione della sua poetica. L’autore, stimolato anche dall’incontro che ebbe con Annie Vivanti, ripercorre la vita e l’opera del poeta attraverso la lettura dell’epistolario.
In questa originale Guida alla Romagna, Giuliano Ghirardelli invita il lettore a ricercare la struggente poesia del Pascoli sia nella sua vicenda umana tutt'altro che arida, anzi assai ricca e feconda se pur dolente, sia, soprattutto, addentrandosi nelle campagne della pianura romagnola per rintracciare ciò che ancora permane di quel millenario mondo contadino. In uno sfondo favoloso quanto misero e duro emerge all'improvviso l'imponente edificio di Villa Torlonia: la Torre del Pascoli, con la torretta sul fronte e con i vecchi edifici della scuderia e dell'oratorio attorno. è da quello spazio e da quel tempo che prende il via una vicenda unica: orgoglio e rimorso della Romagna.
Editori Riminesi Associati Questo volume è stato realizzato in occasione della Giornata di Studi su Ignazio Silone “A occhi aperti” (Rimini, 26 febbraio 1994). La prima parte, “Silone in vita”, contiene una lettera inedita del ’68, un racconto del ’74 (Vita e morte di un uomo semplice) e i testi di diverse interviste ed interventi a convegni; la seconda parte, “Accanto alle ceneri di Silone”, raccoglie sei interventi dell’autrice scritti a ridosso della morte di Silone per ricordare l’autore italiano più appartato – e forse per questo più presente – del nostro secolo.
Editori Riminesi Associati Atti del convegno “Ad occhi aperti - Giornata di Studi su Ignazio Silone”, Rimini, 1994; la prefazione inedita di Silone a Fontamara nel ’36; uno scritto di Luce d’Eramo; gli interventi di Liliana Biondi, Giancarlo Borri, Sergio Bugiardini, Paolo Cucchiarelli, Vittoriano Esposito, Marina Gambacciani, Filippo La Porta, Sante Marelli, Chiara Mercuri e Bruno Rombi.
Silone ha percorso il proprio iter spirituale alla ricerca della “sua” verità, in un diversificato rapporto di incontri e scontri con politici e intellettuali del suo tempo, e questo saggio, unico nel suo genere, tratta dei rapporti, fino ad oggi mai indagati, tra lo scrittore e altri spiriti liberi della cultura contemporanea: Colorni, Salvemini, Chiaromonte, Ciaffi, ma anche Camus, Orwell, Bernanos, Koestler, Malraux, Péguy…
a cura di Ennio Grassi e Sergio Lani (15 foto, formato 21,5x 31,5, incorniciate in buste finestrate raccolte con spirale in elegante cartella a tre ante, con due pagine di testo, 1984,) Alfredo Panzini con la madre / a dodici anni / giovane ginnasiale / insegnante / con la moglie e la figlia / scrittore / la “casa rossa” / Panzini “Accademico d’Italia” / nella sua casa colonica / con Marino Moretti e Aldo Palazzeschi / “il padrone sono me” / con Arnoldo Mondadori e Marino Moretti / con la celebre bicicletta / l’angolo della scrivania / una cartolina postale autografa.
Solitamente si studia la storia della letteratura, ma troppo poco si parla della lingua italiana: come e dove è nata, come si è modificata durante i secoli. È quello che intende fare questo libro, con quella chiarezza di espressione che è una delle caratteristiche di Umberto Panozzo e della fortuna delle sue molte opere rivolte alla scuola.


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