A cura di Chiara Elefante Un commerciante sull'orlo del fallimento, un giovane scienziato inglese e un professore-poeta hanno escogitato una costossissima macchina del tempo che permette di rivedere alcuni episodi del passato. Nel laboratorio sede degli incontri, una partita a scacchi diviene così una sorta di rivisitazione cinematografica della battaglia di Waterloo, nell'attesa che un evento giunga a modificarne l'esito e a far "inceppare" la macchina-tempo....
Con il Diario dell’Analogista Suzanne Lilar opera una rottura nella discussione estetica del XX secolo intorno al genere del diario. L’opera non è infatti memoria autobiografica, né confessione affabulatrice; è piuttosto destinata a interrogarsi su poesia e vita unite e distinte. ...
A cura di Giovanni Saverio Santangelo
Testo francese a fronte
L’opera dipinge la straodinaria epopea di Gengis Khan. Nell’opposizione tra Gengis Khan (l’Imperatore Oceano) e la Cina si può leggere l’immutabile titanica lotta tra le forze oscure, le armate dell’ombra e dell’istinto, e il paese dei giardini, della luce, dello spirito. Il dramma ha un andamento epico, poderoso, totale, e Gengis Khan giganteggia, estremo, sacrilego e sacro al tempo stesso.
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A cura di Licia Reggiani
La signora Orpha racconta la storia di una passione: quella scoppiata all’improvviso fra il giardiniere Louis e la bella moglie di un funzionario. La vicenda viene narrata attraverso lo sguardo attento di una bambina che nello scorrere delle pagine raggiunge l’adolescenza. Un po’ autobiografia un po’ romanzo di formazione, il testo ripercorre i sentieri della memoria per offrirci l’immagine di un’infanzia immersa nella natura.
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A cura di Manuela Raccanello
I testi di Sortilèges (dodici racconti non brevissimi, elaborati tra il 1939 e il 1940 – nel pieno della maturità dell’autore – e pubblicati nel 1941) rientrano a pieno titolo nel racconto fantastico, nella migliore tradizione del roman noir, a causa delle perturbanti stravaganze tematiche, delle apparizioni demoniache e della persistente atmosfera mistico-sacrilega, che rende quest’opera originale anche per il contenuto.
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A cura di Chiara Elefante
Il narratore racconta, in dieci capitoli che corrispondono al succedersi di sei giornate e quattro notti, l’agonia e la morte di sua madre. Nel racconto irrompono i ricordi e i sogni dell’infanzia, l’immagine materna, allora verticale e fredda, compensata dalla figura della domestica Madrenza. Così, raccontando la fine della madre reale, la ritrovata presenza della madre detentrice del linguaggio e l’agonia del discorso analitico, il narratore finisce col rivelare la propria rinascita.
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A cura di Anna Soncini Fratta
Scritto a Bruxelles nel 1881, Un maschio denuncia, attraverso la storia d’amore fra Cachaprès, “uomo rude della foresta” e Germaine, “donna scissa fra due mondi”, il conflitto fra apparire ed essere, difendendo il diritto a non subire ruoli prefissati. Anticipatore di concetti di cui Freud scriverà solo nel 1923, non sembra aver sentito lo scorrere del tempo.
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A cura di Anna Soncini Fratta
Il volume è frutto di un’intesa tra l’Autore, al contempo scrittore e critico d’arte, e il pittore Gaston Bogaert: ne risultano 15 racconti che traggono ispirazione da altrettanti quadri(riprodotti in 15 tavole a colori) di cui mantengono il titolo. Sono due mondi, quello del pittore e quello dello scrittore, che si creano e si fondono attorno a un nucleo comune: le case.
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a cura di Chiara Elefante
introduzione di Ruggero Campagnoli
traduzione di Elena Ricci.
Peter Brueghel e la sua pittura rinascono in questo romanzo di Dominique Rolin scritto in prima persona. L’artista fiammingo, sul letto di morte, ripercorre la sua vita e si immerge, attraverso la memoria, nel proprio profondo universo ove la distruzione e la morte si sono sempre trasformate in esperienze creative e vitali.
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