Max Loreau (1928- 1990) rivela in questa “opera da camera” l’aspetto più emblematico della sua scrittura: una miscela di esultanza linguistica, irrisione, insofferenza, angoscia, intonazione squisitamente erotica e mentale, destinata a coniugarsi con la composizione musicale. I due testi (Dans l’Eclat du Moment e Le Matin d’Orphée), distinti e inseparabili, rappresentano lo sviluppo estremo di una vocazione a pensare poeticamente l’origine del mondo. L’elemento ritmico è prioritario rispetto alla narrazione e l’impatto immediato della sonorità delle parole è più essenziale del loro potere referenziale. Più che un libretto d’opera ne risulta un oratorio o un’opera da camera.