L’esistenza delle lettere, scritte da Marina Cvetaeva a Konstantin Rodzevic durante la breve e burrascosa stagione del loro amore, era nota agli studiosi da parecchi anni. Conservate nell’Archivio Statale di Mosca, sono state aperte solo alla fine del 2000. Si tratta di trentuno lettere scritte fra il 1923 e il 1938; obiettivo principale della traduzione è stato quello di rendere il linguaggio epistolare spontaneo e sorgivo, proprio della Cvetaeva, altrettanto vivace e immediato, come se l’interlocutore fosse presente e in grado di percepire anche i minuti cambi di umore, le pause, il non detto fino in fondo.