Una catabasi di serie C, una nekùia di Provincia in cui, tra rimandi pasoliniani e felliniani ricorsi a un Amarcord più incazzereccio ancora che crepuscolare, le anime dei trapassati (dalla storia e dal successo, non dalla vita) sfilano timide e silenti, col cappello, vergognose d’una attenzione in genere riservata a eroi e semidei delle pelota, a un Olimpo di guerrieri che solo Omero parrebbe degno di celebrare nella luce corrusca (foscoliana appunto) della poesia