Dipingere, per Secondo Vannini, vuol dire spalancare le porte del cuore e dare libero sfogo alla voce dell’anima, a quella flebile vibrazione del cuore che lo riconduce agli anni dell’infanzia, delle speranze e dei sogni. Tra i protagonisti della pittura riminese di questo inizio di Millennio, Vannini trova in quell’intreccio di emozioni affettive la fonte inesauribile del suo immaginario artistico.