Sulla piada si è scritto moltissimo e si continua a farlo, sovente con molta superficialità, sciatteria culturale, fantasia, discutibili utilizzazioni storiche.
L’opera di Pozzetto è il frutto di un appassionato e rigoroso lavoro di ricerca letteraria, storica, di codificazione culturale – gastronomica. L’autore si è avvalso, anche del contributo autorevole e scientifico di Piero Meldini, massimo studioso e storico della cucina romagnola.
E’ un suggestivo racconto sui mangiari che negli ultimi due secoli hanno accompagnato la piada nei territori romagnoli; ma anche le millanta ricette delle piade tradizionali e le consorelle della piada che nel tempo sono state presenti non solo in Romagna o in Italia, ma anche in lontane zone del mondo.
Un capitoletto è inoltre dedicato ai cassoni, impropriamente definiti crescioni in certe parti della Romagna, e uno agli utilizzi e agli abbinamenti gastronomici della piada, eccellenti, moderni, sfiziosi, di fantasia, non canonici, addirittura dolci.
La ricerca, infine, ha toccato altri temi come gli ultimi tegliai di Montetiffi; i luoghi di produzione delle piade tradizionali (famiglie, chioschi, ristorazione romagnola); la piada omologata industriale moderna e il riconoscimento IGP.
La prefazione è di Tonino Guerra: un delizioso racconto inedito, riferito ad un grande mangiatore di Santarcangelo di Romagna.
Non manca una ricca bibliografia ed una particolare e personalissima appendice dell’autore.