Per onorare e ricordare i riminesi che contribuirono all’indipendenza e all’unità d’Italia, Giancarlo Parma ha messo insieme tante microstorie o, in mancanza di elementi sufficienti, almeno le poche notizie che ha potuto trovare su ognuno di loro.
Continuando il percorso iniziato con La Rimini che non c’è più e proseguito con La Rimini che c’è ancora, i palazzi storici e La Rimini che c’è ancora, le dimore gentilizie, in questa pubblicazione Arnaldo Pedrazzi ha rivolto il suo interesse a Covignano e dintorni, animato sempre dal desiderio che nulla delle radici vada perduto nella memoria.
La prima parte di questo volume di M. Masini segue un percorso cronologico ed è suddivisa in otto capitoli, tanti quanti sono stati i direttori dell’Opera salesiana riminese; la seconda annovera sette momenti specifici di associazionismo salesiano: l’oratorio, lo sport, gli ex allievi, la festa della patrona, la scuola il teatro e gli spettacoli; in appendice si trovano le testimonianze di alcuni ex allievi, ieri burdèll di prèt, oggi affermati professionisti o appagati pensionati.
Quella che oggi è la regina tra le terre toscane “da rosso”, è stata per secoli la terra del “moscado dorato”, il Moscadello…
E’ Borg nasce attorno ai tavolini di un bar… del Borgo San Giuliano, naturalmente!
È il tentativo di restituire un tratto di vita borghigiana, fatta di amicizia e veleni, solidarietà e scontri. Memorie di uomini capaci di abbandonarsi fino in fondo, anima e corpo, al sogno di una società di uomini eguali. Sempre a tinte forti.
Bellaria-Igea Marina non conobbe una civiltà rurale anticipatrice dell’autonomia amministrativa quale, ad esempio, realizzarono le vicine Savignano e Santarcangelo; neppure ebbe uomini dotti che si affermarono nella cultura, nelle arti, nelle armi, nei mestieri. Gli eventi clamorosi che segnarono il punto di rottura con il passato furono: la formazione dell’economia peschereccia, dopo l’Unità d’Italia; il [...]
La storia di una famiglia che si intreccia e si riflette nella storia degli eventi che tra il 1918 e il 1945 caratterizzarono l’Europa tra le due guerre.
Il volume, vincitore del premio Internazionale “Langhe Ceretto per la cultura del cibo” sezione “Libri di ricette” 1996, è il risultato di una ricerca orientata a documentare le abitudini alimentari legate al consumo di pesce attraverso interviste e racconti di chi al mare ha dedicato la sua vita: i pescatori.
Il racconto di un mondo, quello della gente di mare, rievocato attraverso i ricordi e l’esperienze di Dino Brizzi.
Oltre 200 ricette raccontate da cuochi e cuoche che con i loro piatti hanno accompagnato momenti significativi della vita e della storia di alcune famiglie dell’alta borghesia italiana tra gli anni Venti e gli anni Cinquanta del Novecento.
Un personaggio eclettico il cui spirito analitico si confrontò con le terre e le genti d’Europa, America Latina e India in tempi alieni dal turismo di consumo.
Graziano Pozzetto dedica questo ennesimo lavoro di ricerca e di codificazione antropologica all’anguila d’identità tradizionale, che nasce nel lontano Mare dei Sargassi e, dopo tre o quattro, giunge nelle acque dolci, interne, del nostro Paese. Qui trova un nutrimento e un habitat che la rendono unica. Al raggiungimento della maturità, la vitalissima e opulenta anguilla esprime superbe e peculiari caratteristiche, ambite da sempre dalla gente dei luoghi dove questa vive e dai gastronomi.
Da siti archeologici del cuore di Rimini non emergono solo i ferri, le anfore o altro, ma emerge, in questo caso, anche un mondo fatto di persone, di sofferenze e di persone che aiutavano i malati. E questa è la magia dell’archeologia in generale; è come una fotografia sbiadita che riprende il suo colore originale.
Alberto Angela
Il ritrovamento dei ferri chirurgici riminosi, così numerosi, ha portato nuova e preziosa conoscenza sulla medicina romana. Gran parte di questa nuova frontiera della medicina del II secolo era invisibile. Molti ferri non erano conosciuti e solo la scoperta riminese ha effettuato uno squarcio sostanziale sulla chirurgia di quel tempo.
Ralph Jackson
Tina Crico rappresenta uno dei più interessanti ed ancor oggi enigmatici protagonisti minori del Novecento italiano ed europeo, dai contorni biografici sfuggenti e volutamente avvolti nel mistero.
Rimini e la sua storia, dal dopoguerra in poi si intrecciano con quella dell’artigianato, della sua evolozione e trasformazione e di quei valori economici, sociali e culturali del comparto che rimangono una costante nel tempo. In particolare la cultura del fare, dell’intraprendere, della responsabilità, ma anche della genialità creativa e il coraggio dell’innovazione.
Il volume ripropone, in anastatica, l’opera del canonico Luigi Nardi (1777-1837) Porcus Troianus o sia la Porchetta, nella seconda edizione, Bologna, tip. Nobili, 1921, preceduta da un ampio saggio critico di Luisa Bartolotti, La porchetta, sapori di storia e di tradizione.
Autobiografia dell’abate riminese Giovanni Antonio Battarra (1714-1789) erudito storico locale, partecipe di quella schiera di intellettuali formatisi alla scuola di Giovanni Bianchi (Jano Planco).
Nelle campagne militari, agli ordini delle grandi potenze dell’epoca, Sigismondo Malatesta era famoso come guerriero dalla tattica irruente… decideva con straordinario coraggio uno scontro con l’impeto e la sorpresa… Spendendo somme veramente ingenti perr finanziare castelli, chiese e palazzi le cui forme hanno segnato un’epoca, ha avuto parimenti una parte di prim’ordine nella promozione della cultura del Rimascimento, dalla quale proviene la nostra cultura moderna.
Il volume è esaurito.
Il ricco e suggestivo mosaico composto da Graziano Pozzetto comprende aspetti scientifici, saggi storico-letterari sulla simbologia delle rane attraverso i secoli, ricettari a tema dal 1400 ai nostri giorni, una mappa della tradizione regionale, ricette canoniche professionali, territoriali e il contributo di alcuni grandi maestri francesi. non mancano le istruzioni per l’uso a tavola e in cucina, un approfondimento sul delicato tema delle rane di importazione, l’indicazione dei luoghi di ristorazione a base di rane, senza trascurare feste e sagre popolari.
Il volume nasce dal desiderio che i palazzi distrutti non vadano perduti nella memoria di chi ha vissuto quei tempi e anche di farli conoscere alle tante persone che, perché nate dopo quei tristi momenti, possono ignorare che siano mai esistiti: le pietre sono la testimonianza delle radici e della storia della città.
“Solo una viscerale e mai sopita passione per l’attività venatoria mi spinge a scrivere di tempi passati in cui era ancora possibile vagare per ogni dove con l’inseparabile doppietta e il fido cane. Tempi nei quali la selvaggina, cresciuta libera nella natura, si dimostrava furba e imprevedibile…”
50 ricette, accuratamente recuperate e rese sperimentabili, con cui si possono assaggiare i desinari malatestiani. Luisa Bartolotti ha indagato tra i pochi documenti superstiti della signoria malatestiana, analizzando cronache, pitture, testimonianze dirette e indirette, e ha recuperato uno spaccato di vita di una delle corti più splendide del Rinascimento italiano da un’ottica non consueta: quella della tavola.
L’importante lavoro di ricerca delle fonti, il confronto dei testi e l’analisi dei manoscritti ha consentito all’Autore di restituire un importante spaccato della nascita e della crescita di Morciano e della sua interrelazione con la Valconca e il territorio di Rimini.
Il volume è momentaneamente esaurito.
“Ascoltare le storie dei prodotti, lasciando che i prodotti ce le raccontino con i loro modi e i loro tempi: è questa la “magia” che Graziano Pozzetto mette in opera ogni volta che ci regala un suo nuovo lavoro. Prodotti piccoli, che hanno spesso marcati accenti locali, non sempre facili da comprendere per chi è abituato ad altre cadenze: il fricandò, il formaggio di fossa, lo squacquerone, la salama da sugo”.
Amedeo Montemaggi ricostruisce la storia di Adelio Pagliarani, Luigi Nicolò e Mario Cappelli, tre giovani riminesi impiccati dai nazifascisti nell’allora piazza Giulio Cesare a Rimini, oggi piazza Tre Martiri; un episodio della storia di Rimini a cui tutta la cittadinanza è profondamente legata, un ricordo ancora vivissimo che unisce generazioni diverse.
Il volume è esaurito.
nella provincia di Rimini si realizza un’unicità per cui il tipico è nel prodotto (dal vino all’olio, dai tartufi al formaggio di fossa, dal miele fino ad arrivare al pesce azzurro), ma anche e soprattutto nel territorio, in quella commistione di terra e salsedine che sta a significare la peculiarità ambientale ma anche economica di un territorio che coniuga le opzioni del mare con quelle dell’entroterra.
In questa nuova monografia del gusto, Graziano Pozzetto racconta dei mangiari tradizionali con lo squacquerone, del suo uso in cucina ai giorni nostri, delle “millanta” sfiziosità moderne, delle eccellenze casearie della Comunità di San Patrignano e delle interpretazione che dello squacquerone di Romagna danno autorevoli chef (con l’apporto di oltre 270 ricette), senza tralasciare i contributi storici e letterari sulle tradizioni casearie romagnole.
Un quaderno di ricette, ritrovato per caso tra le cose di famiglia; un quaderno con la copertina anonima, manoscritto, dove tutte le ricette iniziano così: Per fare…; un quaderno compilato per tramandare i mangiari di una famiglia dell’Ottocento. Luisa Bartolotti ne ha curato l’ambientazione storica e ne ha trascritto, aggiornandone gli ingredienti e le quantità, le ricette.
La vita di una famiglia, gli Albini di Saludecio, che si intreccia con la storia dell’Italia della fine dell’Ottocento e dei primi anni del Novecento, raccontata attraverso i ricordi di Guglielmo Albini.
Sulla piada si è scritto moltissimo e si continua a farlo, sovente con molta superficialità, sciatteria culturale, fantasia, discutibili utilizzazioni storiche.
L’opera di Pozzetto è il frutto di un appassionato e rigoroso lavoro di ricerca letteraria, storica, di codificazione culturale – gastronomica. L’autore si è avvalso, anche del contributo autorevole e scientifico di Piero Meldini, massimo studioso e storico della cucina romagnola.
E’ un suggestivo racconto sui mangiari che negli ultimi due secoli hanno accompagnato la piada nei territori romagnoli; ma anche le millanta ricette delle piade tradizionali e le consorelle della piada che nel tempo sono state presenti non solo in Romagna o in Italia, ma anche in lontane zone del mondo.
Un capitoletto è inoltre dedicato ai cassoni, impropriamente definiti crescioni in certe parti della Romagna, e uno agli utilizzi e agli abbinamenti gastronomici della piada, eccellenti, moderni, sfiziosi, di fantasia, non canonici, addirittura dolci.
La ricerca, infine, ha toccato altri temi come gli ultimi tegliai di Montetiffi; i luoghi di produzione delle piade tradizionali (famiglie, chioschi, ristorazione romagnola); la piada omologata industriale moderna e il riconoscimento IGP.
La prefazione è di Tonino Guerra: un delizioso racconto inedito, riferito ad un grande mangiatore di Santarcangelo di Romagna.
Non manca una ricca bibliografia ed una particolare e personalissima appendice dell’autore.
Il volume, arricchito da un’ampia documentazione fotografica, quasi sempre personale -sono 184 le fotografie scattate dall’Autore-, parla di cinquantadue palazzi storici, alcuni molto noti e con una lunga storia alle spalle, mentre di altri le notizie sono più scarse, ma non meno interessanti.