Il volume è esaurito.
Il volume è esaurito.
La vita di una famiglia, gli Albini di Saludecio, che si intreccia con la storia dell’Italia della fine dell’Ottocento e dei primi anni del Novecento, raccontata attraverso i ricordi di Guglielmo Albini.
Gli avvenimenti che dal Risorgimento vanno fino alla Grande guerra narrati attraverso i ricordi di Guglielmo Albini: non solo quindi un libro che racconta la storia della famiglia Albini, ma anche uno spaccato di momenti importanti della formazione e dei primi decenni dell’Italia.
Un altro scrocio, tutto novecentesco, della vita e delle storie di Saludecio e dei paesi vicini attraverso i racconti di Guglielmo Albini.
Luigi Tonini riminese: storico, archeologo, bibliotecario… alcune cose che sappiamo di lui. Così recita il sottotitolo. Questo volumetto infatti, è destinato a coloro che vogliono conoscere non le opere, ma la vita del grande Riminese. Non una biografia completa, ma uno strumento che ha lo scopo di offrire ragguagli sulla vita di un riminese sulla figura del quale è scesa troppo presto l’ombra dell’oblio.
Il libro ricostruisce la vicenda esistenziale di Dario Campana, giornalista sportivo riminese, che morì il 13 luglio 1938 a 31 anni, combattendo nella guerra civile di Spagna.
Tutti a Rimini conoscono la via a lui intitolata, ma pochi sanno chi fosse.
L’autrice, partendo dai ricordi di famiglia (Dario era cugino di suo nonno), si confronta con questo personaggio, collocandolo nel contesto della vita di provincia del tempo. Descrive la sua brillante, seppur breve, carriera come corrispondente sportivo e l’avventura in terra di Spagna al seguito dei legionari inviati da Mussolini a sostegno del generale Francisco Franco.
“Striscio e busso” è una minuscola antologia di “Pensieri e parole” di Manlio Masini apparsi in questi ultimi quindici anni su “Ariminum”. Piccoli saggi che traggono scintilla da fatti di cronaca o da inezie della quotidianità, il più delle volte giocati sulle capriole del sentimento o del paradosso. Riflessioni a caldo che delineano il rapporto, un po’ sfasato e un po’ anarchico, dell’autore con il mondo che lo circonda; un mondo che raramente esce dai confini dei suoi affetti, tutti ben costruiti e coccolati all’interno delle mura malatestiane. Ragionamenti, in formato bignami, di una filosofia spicciola, dove il presente gioca a tamburello con il passato e dove l’amore per la città e per la sua gente assume molto spesso i connotati rabbiosi dell’insofferenza.
Durante la campagna delle elezioni amministrative dell’anno 1999, alla quale ho partecipato a capo della lista “Alfonso Vasini per Bellaria Igea Marina”, avevo raccolto gli articoli di giornale che ne commentavano lo svolgimento. E’ bastato rimetterli in ordine cronologico e collegarli tra loro con qualche ricordo e riflessione personale per comporre questo libro. Vi si [...]
Nando Piccari è “naturaliter” giornalista. Di più un corsivista, ce lo dicono la prontezza, la precisione, a sintesi da cui nascono i suoi scritti, tre qualità che non figurano in nessun codice professionale, ma rappresentano le condizini preliminari per certificare un talento e riconoscere, sulla pagina, una vocazione. (S. Zavoli)
In uno sfondo favoloso quanto misero e duro emerge all’improvviso l’imponente edificio di Villa Torlonia: la Torre del Pascoli, con la torretta sul fronte e con i vecchi edifici della scuderia e dell’oratorio attorno. Villa Torlonia si potrebbe definire, per quei tempi, la Fiat della Romagna, nell’epoca in cui l’agricoltura era tutto e un’azienda come quella dei Torlonia possedeva centinaia di poderi. il padre di Giovanni Pascoli, Ruggero, ne era l’amministratore, prima che fosse assassinato. è da quello spazio e da quel tempo che prende il via una vicenda unica: orgoglio e rimorso della Romagna.
15 riminesi che hanno fatto la storia della squadra di calcio della città: Armondo Morri, il Naive; Carlo Cicchetti, e Cardinel; Lele Massari, l’ala sinistra; Renato Vanzolini, il Trascinatore; Gianni Lucchi, l’orgoglio e la passione; Benito Perfetti, l’uomo di Bellariva, Claudio Galassi, il Migliore; Giovanni Ceschi, il Duro; Romano Scardovi, l’Eroe; Franco Luison, il Virtuoso trapezista; Sergio Santarini, il Campione gentiluomo; Lino Carletti, implacabile, ma leale; Watler Grilli, sempre primo nelle ‘cappe’; Gianfranco Sarti, il Libero; Giulio Natali, l’Atleta.
Rimini, da Arturo Clari a Cesare Bianchini, tra piani regolatori e affaristi senza scrupoli (1944-1948)