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(1992, pp. 128, Euro 8,26) Carlo Antoni scolaro “non inerte” di Croce, com’egli stesso amò definirsi, è tra i non pochi seguaci del filosofo dello storicismo assoluto quello che più di altri ha chiosato e interpretato, in modi personali, la dottrina del maestro, che non sempre sembrò appagare compiutamente il suo spirito, alla ricerca di una propria verità. Il presente lavoro prende in esame: storicismo relativistico e giusnaturalismo, liberalismo e liberismo, socialismo e assistenzialismo, crisi della civiltà e difesa ferma dei suoi fondamentali principi positivi, potere politico e libertà di coscienza…
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“Un fiume in piena di parole non dette scorreva ad occhi chiusi, fluido di pensiero e vibravo limpida di fantasia…”. Lorena Bianchi è quello che scrive e nella sua quinta originalissima opera si dona al lettore con sfrontata generosità, svelando l’incanto del disincanto e le impressioni di una vita che, parafrasando il suo romanzo, più profondamente è vissuta, più diventa favola.
Dall’esperienza di una mamma nasce un manualetto ricco di consigli e di ricette semplici, veloci, variate, adatte ai bambini, prima di ogni cosa, e a tutta la famiglia.
Le ricette sono tratte dal volume L’apprendista cuciniere, un ampio manuale di cucina “per famiglie, ristoranti, alberghi, pensioni”, scritto da Salvatore Ghinelli e pubblicato a Milano nel 1928. Ghinelli, nato a Rimini nel 1873, dopo essersi perfezionato in diversi alberghi e sulle navi-passeggeri, entrò al servizio della principessa di Venosa, intima di Gabriele D’Annunzio; fu più volte convocato alla Rocca delle Camminate a cucinare per Mussolini. Negli anni Venti aprì a Rimini un buon ristorante di tradizione, il “San Michele”, meglio noto come “d’e’ Gnaf” (letteralmente “del camuso”).
Appuntamento con la ripresa della vita, con la voglia di benessere, con il risveglio della natura, del corpo e dello spirito: largo a pane, pasta ed erbe spontanee.
Poesie in dialetto di Villa Verucchio. La microstoria di Villa verucchio, della sua vallata e della sua gente, attraverso una miniera di aneddoti di vita vissuta e di amabili commenti conditi di sentimento popolano. Il tutto snocciolato in vernacolo da Lazzaro Lazzarini, senza la pedanteria del saccente, ma con la semplicità e la schiettezza dell'autodidatta che ha l'umiltà di ritenersi un buon manovale della rima.
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