Emiliana Stella recensisce Guida alla Rimini di Fellini su Ariminum nel 2004

Recensione I luoghi di Amarcord di Emiliana Stella dedicata a Guida alla Rimini di Fellini su Ariminum nel 2004

Nel numero di gennaio-febbraio 2004 di Ariminum, Emiliana Stella dedicò una recensione a Guida alla Rimini di Fellini, il volume curato da Giuliano Ghirardelli e pubblicato da Panozzo Editore nel 2001.

L'articolo portava un titolo particolarmente significativo, I luoghi di Amarcord, ma la lettura proposta andava oltre una semplice individuazione degli spazi collegati a Federico Fellini. Al centro della recensione c'era soprattutto il movimento fra presente e passato, fra la Rimini contemporanea e quella conservata nei ricordi della giovinezza del regista.

A quasi tre anni dalla pubblicazione, la guida continuava così a essere letta come uno strumento per interrogare il rapporto fra Fellini, la città e la memoria.

Un «andare e venire nel tempo» attraverso Rimini

Emiliana Stella definiva la guida come un percorso capace di muoversi continuamente nel tempo, attraversando angoli centrali e periferici della città e seguendo le tracce degli anni giovanili di Federico Fellini.

Nella recensione compaiono alcuni riferimenti alla Rimini della formazione del regista: il liceo e gli amici, la Palata avvolta dalla nebbia, il Grand Hotel e altri frammenti della vita cittadina. Non vengono però trattati come semplici punti di un itinerario turistico.

La loro funzione è soprattutto quella di mettere in comunicazione epoche diverse. I luoghi della Rimini contemporanea diventano occasioni per richiamare persone, atmosfere ed esperienze appartenenti a una città ormai trasformata.

È proprio questa oscillazione fra spazio e tempo a caratterizzare la lettura di Stella e a distinguere la guida da un normale repertorio di indirizzi felliniani.

La Rimini della giovinezza attraverso le testimonianze

La recensione attribuiva un ruolo importante anche alle voci raccolte nel volume. Fra queste emergeva Luigi “Titta” Benzi, amico di Federico Fellini fin dagli anni della scuola, attraverso il quale riaffioravano episodi e atmosfere dell'adolescenza riminese.

Accanto alla sua testimonianza venivano ricordati gli interventi di Gianfranco Angelucci, amico e collaboratore del regista, e di Giuseppe Chicchi.

Il valore di queste presenze non consisteva soltanto nell'aggiungere informazioni biografiche. Le testimonianze permettevano di osservare la città attraverso memorie individuali differenti, facendo emergere una Rimini che non coincideva più interamente con quella visibile all'inizio degli anni Duemila.

Guida alla Rimini di Fellini assumeva così anche il carattere di documento su una città scomparsa o profondamente trasformata, recuperata attraverso il racconto di chi l'aveva conosciuta.

Fra la Rimini contemporanea e quella ricordata

Uno dei passaggi più interessanti della recensione riguarda la possibilità per il lettore di muoversi contemporaneamente «nello spazio e nel tempo».

La Rimini del presente e quella della memoria non vengono sovrapposte come se fossero identiche. La città contemporanea appare accanto a un'altra Rimini, più lontana e ormai irrecuperabile nella sua forma originaria, che riemerge attraverso i personaggi, i racconti e i ricordi.

È questa distanza a rendere particolarmente significativa la recensione del 2004. La guida non viene letta soltanto come testimonianza su Federico Fellini, ma anche come strumento attraverso il quale osservare le trasformazioni di Rimini e la progressiva costruzione della memoria cittadina del regista.

Il volume è oggi esaurito, ma la scheda di Guida alla Rimini di Fellini rimane consultabile nel catalogo storico di Panozzo Editore.

Dalla memoria di Rimini alle ricerche oggi disponibili

Il rapporto fra città vissuta, ricordo e rappresentazione che emerge dalla recensione di Emiliana Stella continua a essere affrontato nel catalogo Panozzo attraverso opere autonome, nate in periodi e con obiettivi differenti.

Per seguire soprattutto la biografia riminese di Federico Fellini e il rapporto fra formazione, memoria e trasformazioni urbane è disponibile Sulle tracce della Rimini di Fellini di Tommaso Panozzo. Il volume accompagna il lettore nella città del regista attraverso un percorso autonomo rispetto alla guida del 2001.

Una vicenda specifica del rapporto successivo fra Fellini e Rimini è invece ricostruita in ...ma la casa mia 'n dov'è? - Fellini e la casetta sul porto di Giorgio Franchini, dedicato al progetto della casa sul porto che avrebbe dovuto accompagnare il riavvicinamento del regista alla propria città.

La relazione fra esperienza vissuta, memoria e trasformazione cinematografica diventa invece il centro di Amarcord e la Mille Miglia. La leggendaria corsa nella Rimini di Fellini di Carlo Dolcini e Tommaso Panozzo. Il libro parte da un episodio preciso della Rimini dell'anteguerra, il passaggio della Mille Miglia, e mette a confronto ciò che può essere ricostruito attraverso le fonti con il modo in cui quell'esperienza riemerge nell'immaginario di Amarcord.

Il rapporto fra avvenimento storico, memoria felliniana e cinema è introdotto anche nel dossier La Mille Miglia a Rimini e in Amarcord: storia, memoria e cinema, che presenta le coordinate generali della ricerca senza sostituire le fonti, le immagini e l'analisi sviluppate integralmente nel volume.

La recensione pubblicata da Ariminum nel 2004 conserva quindi un valore preciso nella storia editoriale di Guida alla Rimini di Fellini: mostra come, a distanza di alcuni anni dall'uscita, il libro continuasse a offrire uno strumento per interrogare il rapporto fra la città reale, la memoria dei suoi abitanti e la Rimini trasformata dal ricordo di Federico Fellini.

Fonte: Emiliana Stella, «I luoghi di Amarcord», recensione di Guida alla Rimini di Fellini, Ariminum, gennaio-febbraio 2004, p. 43.

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