Il 31 ottobre e il 1° novembre 2011 il Teatro Galli di Rimini aprì eccezionalmente le proprie porte al pubblico per ospitare De bello Gallico – Enklave Rimini, uno spettacolo di teatro-musica ideato da Roberto Paci Dalò con la compagnia Giardini Pensili.
L'iniziativa, promossa dal Comune di Rimini alla vigilia dei lavori di ricostruzione del teatro, riportava l'attenzione su una vicenda dell'immediato dopoguerra: la presenza dei campi di prigionia alleati dell'Enklave lungo la costa romagnola.
Alla realizzazione dello spettacolo partecipò, in qualità di collaboratore storico, Alessandro Agnoletti, autore del volume In fuga da Rimini, pubblicato da Panozzo Editore nel 2009.
Il ritorno del pubblico al Teatro Galli nell'ottobre 2011
Il Teatro Galli, colpito dai bombardamenti del 1944, era rimasto per decenni una delle testimonianze più evidenti delle distruzioni subite dalla città durante la Seconda guerra mondiale. Alla fine di ottobre del 2011, prima dell'avvio dei lavori di ricostruzione, quello spazio tornò temporaneamente ad accogliere degli spettatori.
La riapertura fu affidata a un progetto artistico appositamente concepito per il teatro. La scelta di affrontare la vicenda dell'Enklave metteva in relazione due aspetti della storia riminese: le ferite lasciate dal conflitto e la presenza dei prigionieri di guerra negli anni immediatamente successivi.
Nel comunicato del 21 ottobre 2011, il Comune presentava l'iniziativa come un'occasione per restituire temporaneamente alla città uno spazio profondamente segnato dalle vicende del Novecento.
De bello Gallico: teatro, musica e materiali d'archivio
De bello Gallico – Enklave Rimini era definito dagli organizzatori un'anamorfosi scenica per voce, clavicembalo ed elettronica dal vivo.
Il progetto portava la firma di Roberto Paci Dalò, responsabile dell'ideazione, della regia, delle musiche, delle immagini e dello spazio scenico. I testi erano di Gabriele Frasca, mentre l'esecuzione musicale era affidata alla voce di Luisa Cottifogli e al clavicembalo di Chiara Cattani.
Un ruolo significativo era riservato alla componente visiva. Davide Montecchi realizzò i contenuti video utilizzando materiali provenienti dall'archivio fotografico della Biblioteca civica Gambalunga. Il disegno delle luci era di Arnaldo Ciavatta, mentre Patrizio Piscaglia curò i costumi.
La documentazione storica entrava così nella costruzione di uno spettacolo che utilizzava immagini, parole e musica per evocare una vicenda legata alla storia contemporanea della città.
La collaborazione storica di Alessandro Agnoletti
Nel programma ufficiale Alessandro Agnoletti è indicato come responsabile della collaborazione storica.
Lo studioso aveva già dedicato all'Enklave due volumi: Enklave Rimini-Bellaria, pubblicato da Guaraldi nel 1999, e In fuga da Rimini. Evasioni e salvataggi eccellenti dai campi dell'Enklave, uscito per Panozzo Editore nel 2009.
La sua partecipazione al progetto di Roberto Paci Dalò documenta un passaggio significativo nella diffusione pubblica delle ricerche sull'Enklave: la collaborazione fra uno studioso di storia contemporanea e artisti impegnati nella realizzazione di un'opera teatrale.
Il comunicato del Comune sottolineava inoltre il contributo delle ricerche di Agnoletti alla riscoperta di questa pagina del dopoguerra riminese.
Seicento posti esauriti per le rappresentazioni
La risposta del pubblico indusse gli organizzatori ad ampliare il programma iniziale.
Erano state previste tre rappresentazioni per la sola serata del 31 ottobre, alle ore 20, 21.30 e 23, con un massimo di cento spettatori per ciascun turno. L'elevato numero di richieste portò ad aggiungere una seconda giornata, il 1° novembre.
Il 27 ottobre 2011 il Comune annunciò che tutti i seicento posti disponibili per le rappresentazioni erano già stati prenotati.
La notizia è conservata nel comunicato ufficiale del 27 ottobre 2011, che documenta l'interesse suscitato dall'apertura straordinaria del Teatro Galli.
L'iniziativa riuniva così il recupero temporaneo di un luogo simbolico della città e la rappresentazione artistica di un episodio storico poco conosciuto dal grande pubblico.
Nello stesso 2011: Ballando tra le macerie di Manlio Masini
Poche settimane prima dello spettacolo al Galli, un'altra iniziativa culturale aveva riportato l'attenzione sulla Rimini degli anni Quaranta.
Il 24 settembre 2011, al Museo della Città, Piero Meldini presentò Ballando tra le macerie. Rimini negli anni Quaranta tra avventurieri e segnorine, il volume di Manlio Masini pubblicato da Panozzo Editore.
L'incontro, inserito nelle Giornate Europee del Patrimonio, fu accompagnato dalla mostra di acquerelli L'acqua sporca della guerra di Giuliano Maroncelli, detto Giuma, e da un intervento musicale di Franco Benedetto Morri e Oreste Ruggeri. La presentazione è documentata nell'archivio degli eventi Panozzo Editore del 2011.
Le due iniziative affrontavano il periodo della guerra e della ricostruzione da prospettive differenti. De bello Gallico trasformava la storia dell'Enklave in un progetto scenico, mentre Ballando tra le macerie ricostruiva attraverso le cronache dei giornali dell'epoca la vita quotidiana, i comportamenti e le trasformazioni della società riminese nel dopoguerra.
Il libro di Manlio Masini, ancora disponibile nel catalogo Panozzo Editore, permette di approfondire il contesto cittadino degli anni nei quali l'Enklave fece parte della realtà riminese.
Per seguire invece il percorso delle ricerche e delle pubblicazioni di Alessandro Agnoletti è disponibile l'approfondimento Alessandro Agnoletti e l'Enklave Rimini: un percorso di ricerca dal 1999 al 2014.

