Nel numero 3 di giugno-luglio 2025 della rivista Ariminum, Anna Maria Cucci dedica una recensione a La città perduta. Itinerari alla ricerca di una Rimini scomparsa di Tommaso Panozzo.
La recensione legge il volume soprattutto come un viaggio nella memoria urbana: un tentativo di ritornare alla Rimini precedente alle profonde trasformazioni che ne avrebbero modificato il volto nel corso del Novecento.
Questa pagina presenta le principali chiavi interpretative proposte da Anna Maria Cucci, senza riprodurre la successione degli itinerari, dei luoghi, dei personaggi e degli episodi raccontati nel libro.
La città perduta nella lettura di Anna Maria Cucci
Uno degli aspetti centrali della recensione è il particolare punto di osservazione scelto dal volume.
Anna Maria Cucci sottolinea come Tommaso Panozzo conduca il lettore verso l'ultima stagione precedente alla guerra, utilizzandola per osservare una città che appariva ancora provinciale ma che contemporaneamente mostrava una forte capacità di proiettarsi verso il futuro.
La Rimini descritta dalla recensione non coincide quindi soltanto con una città scomparsa materialmente.
È soprattutto una realtà sospesa fra tradizione e modernizzazione, nella quale il turismo stava già contribuendo a modificare economia, società e immagine urbana.
La guerra e le trasformazioni successive
La recensione pone in evidenza anche un elemento importante dell'impostazione di La città perduta: la città precedente non scompare soltanto a causa delle distruzioni della guerra.
Il conflitto rappresenta una cesura decisiva, ma alla devastazione bellica si aggiungono la necessità di ricostruire rapidamente e le trasformazioni urbane ed economiche degli anni successivi.
È proprio questa sovrapposizione fra distruzione, ricostruzione e cambiamento a spiegare perché molti elementi della Rimini precedente risultino oggi difficili da riconoscere.
La recensione di Cucci offre quindi una lettura che va oltre la semplice contrapposizione fra una città “prima” e una città “dopo” la guerra.
Una città orientata al turismo
Anna Maria Cucci dedica attenzione anche alla dimensione turistica della Rimini raccontata nel volume.
Dalla sua lettura emerge una località balneare che aveva già superato la prima fase del turismo esclusivamente aristocratico e che stava progressivamente ampliando il proprio pubblico.
La crescita della villeggiatura rappresentava ormai una componente fondamentale dello sviluppo riminese e contribuiva a modificare il rapporto fra la città, il mare e la propria economia.
L'interesse della recensione non sta però nella descrizione puntuale delle singole strutture o dei luoghi di divertimento: ciò che emerge è soprattutto il processo di trasformazione di Rimini in una moderna destinazione turistica.
Il valore dell'apparato iconografico
Un altro elemento particolarmente apprezzato nella recensione è la documentazione visiva che accompagna la ricerca.
L'apparato iconografico del volume, curato da Alessandro Catrani, permette di affiancare alla ricostruzione storica fotografie e testimonianze capaci di restituire visivamente una città in larga parte trasformata.
Nella lettura di Anna Maria Cucci, le immagini contribuiscono quindi alla stessa funzione svolta dagli itinerari: aiutano il lettore a immaginare gli spazi e a comprendere la distanza fra la Rimini di allora e quella contemporanea.
La loro successione non viene riprodotta in questa pagina. Il rapporto fra fotografie, documenti, mappe e racconto costituisce infatti una componente essenziale del volume.
Una recensione che segue il viaggio del libro
La recensione pubblicata su Ariminum accompagna il lettore attraverso l'impostazione complessiva di La città perduta e richiama diverse parti del percorso proposto da Tommaso Panozzo.
Proprio per questo è importante distinguere la fonte originale da questa pagina di rassegna stampa.
Qui non vengono ripresi gli esempi specifici, i personaggi, gli aneddoti, i locali, i trasporti o la sequenza degli ambienti descritti da Cucci. Anticiparli significherebbe trasformare una recensione in una sintesi sostitutiva del libro.
Chi desidera leggere integralmente il testo di Anna Maria Cucci può consultare direttamente il numero della rivista.
Leggi il numero 3 di Ariminum – giugno-luglio 2025
Una lettura della memoria, non una nostalgia del passato
Nel complesso, la recensione restituisce La città perduta come un'opera dedicata alla memoria di una città che ha attraversato trasformazioni radicali.
Ritrovare quella Rimini non significa però sostenere che il passato fosse necessariamente migliore.
Il valore della ricerca sta nel permettere di riconoscere ciò che è cambiato e nel ricostruire i legami fra spazio urbano, economia, società e memoria collettiva.
È questa prospettiva a distinguere il volume da una semplice raccolta nostalgica di immagini della Rimini che non esiste più.
La recensione di Ariminum nella vita editoriale del libro
L'intervento di Anna Maria Cucci si inserisce fra le letture critiche che hanno accompagnato La città perduta dopo la pubblicazione.
Le principali recensioni, interviste e presentazioni sono raccolte nella pagina La città perduta di Tommaso Panozzo: presentazioni, interviste e recensioni.
Questa pagina mantiene invece un intento esclusivamente specifico: documentare la recensione di Anna Maria Cucci pubblicata su Ariminum.
Per approfondire
La recensione di Anna Maria Cucci permette di conoscere una delle interpretazioni critiche del progetto, ma non sostituisce il viaggio costruito nel volume.
Gli itinerari, la successione dei luoghi, le fotografie, le mappe, i personaggi e le microstorie rimangono infatti gli elementi attraverso cui la Rimini scomparsa viene progressivamente ricostruita.
Per conoscere integralmente il percorso, consulta La città perduta. Itinerari alla ricerca di una Rimini scomparsa di Tommaso Panozzo.

