La Rimini che non c'è più
Trama
Questo volume è esaurito e non è più disponibile per l’acquisto.
Per continuare il percorso nella storia della Rimini scomparsa puoi leggere Rimini nel 1939: com’era la città prima della guerra oppure scoprire La città perduta. Itinerari alla ricerca di una Rimini scomparsa di Tommaso Panozzo.
La Rimini che non c’è più è il primo volume con cui Arnaldo Pedrazzi avvia la sua ricerca dedicata agli edifici, ai luoghi e alle testimonianze scomparsi dal paesaggio riminese.
Attraverso una ricostruzione storica accompagnata da immagini, il libro riporta alla memoria una parte della città cancellata dalla guerra o dalle successive trasformazioni urbanistiche. Edifici che per decenni avevano fatto parte della vita quotidiana di Rimini tornano così a essere riconoscibili e vengono ricollocati nella storia della città.
Tra i luoghi affrontati nel volume figura il Kursaal, uno dei grandi simboli della Rimini balneare tra Ottocento e Novecento: sopravvissuto ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, venne demolito nel dopoguerra.
Pubblicato per la prima volta nel 2003, La Rimini che non c’è più inaugura il percorso che Arnaldo Pedrazzi avrebbe successivamente proseguito con La Rimini che non c’è più. Le dimore gentilizie e concluso con La Rimini che non c’è più. Spigolature.
Una ricerca sulla Rimini scomparsa
Il punto di partenza della ricerca di Arnaldo Pedrazzi è una constatazione semplice: una parte importante della Rimini conosciuta dalle generazioni precedenti non esiste più.
La Seconda guerra mondiale rappresentò una cesura decisiva nella storia urbana della città, ma non tutte le perdite furono provocate direttamente dai bombardamenti. Anche la ricostruzione e le trasformazioni del dopoguerra modificarono profondamente il paesaggio riminese, determinando la scomparsa di edifici e luoghi che avevano contribuito per decenni alla sua identità.
Pedrazzi concentra l’attenzione proprio su ciò che è scomparso. Il suo interesse non si limita però all’aspetto architettonico degli edifici: ricostruirne la storia significa anche comprendere quale funzione avessero nella città e quale posto occupassero nella memoria dei riminesi.
Edifici, immagini e memoria urbana
La Rimini che non c’è più utilizza gli edifici come punti di osservazione sulla trasformazione della città.
La documentazione iconografica consente di riconoscere luoghi ormai assenti dal paesaggio contemporaneo e di confrontare indirettamente la Rimini del passato con quella attuale. Le immagini non svolgono quindi una funzione puramente nostalgica: diventano documenti attraverso i quali leggere le trasformazioni urbanistiche e comprendere meglio ciò che la città ha perduto.
Il caso del Kursaal è particolarmente significativo. Grande protagonista della stagione balneare riminese, l’edificio era sopravvissuto alla guerra ma venne demolito nel 1948. La sua vicenda mostra come la scomparsa della Rimini precedente non possa essere spiegata soltanto attraverso le distruzioni belliche, ma debba essere letta anche alla luce delle scelte compiute durante la ricostruzione.
Cosa troverai nel volume
- una ricerca dedicata agli edifici e ai luoghi scomparsi di Rimini;
- la ricostruzione storica di una parte del paesaggio urbano precedente alle grandi trasformazioni del Novecento;
- immagini che permettono di riconoscere luoghi oggi profondamente modificati o non più esistenti;
- storie di edifici che hanno avuto un ruolo nella vita cittadina;
- un percorso attraverso la memoria urbana di Rimini;
- il primo capitolo della ricerca che Arnaldo Pedrazzi avrebbe sviluppato nei successivi volumi dedicati alla Rimini scomparsa.
Il primo volume di un percorso in tre libri
Con La Rimini che non c’è più Arnaldo Pedrazzi inaugura nel 2003 una ricerca destinata a protrarsi per oltre un decennio.
Il percorso prosegue nel 2008 con La Rimini che non c’è più. Le dimore gentilizie, dedicato specificamente alle residenze storiche riminesi, e si conclude nel 2015 con La Rimini che non c’è più. Spigolature, nel quale l’autore torna sul tema raccogliendo nuovi argomenti e luoghi rimasti fuori dai lavori precedenti.
I tre libri possono essere letti autonomamente, ma insieme costituiscono una lunga indagine sulla trasformazione del paesaggio urbano e sulla conservazione della memoria della città.
A chi si rivolge?
La Rimini che non c’è più è indicato:
- a chi è interessato alla storia di Rimini e della Romagna;
- a chi vuole conoscere edifici e luoghi scomparsi della città;
- agli appassionati di storia urbana e trasformazioni del territorio;
- a chi ricerca immagini e testimonianze della Rimini del Novecento;
- ai riminesi che desiderano ricostruire il volto assunto dalla città prima delle grandi trasformazioni del dopoguerra;
- a chi vuole conoscere il percorso di ricerca dedicato da Arnaldo Pedrazzi alla memoria urbana riminese.
L’autore
Arnaldo Pedrazzi, riminese, medico chirurgo specializzato in odontoiatria, ha affiancato alla propria attività professionale un lungo interesse per la storia locale e la ricerca storica.
Dopo gli studi dedicati alla numismatica e alla storia riminese, ha rivolto una parte importante delle proprie ricerche agli edifici, alle famiglie e ai luoghi della città, con particolare attenzione alle testimonianze scomparse o trasformate nel corso del Novecento.
La Rimini che non c’è più, pubblicato nel 2003, apre uno dei filoni più riconoscibili della sua produzione dedicata alla storia urbana di Rimini.
Scheda tecnica
- Titolo: La Rimini che non c’è più
- Autore: Arnaldo Pedrazzi
- Editore: Panozzo Editore
- Collana: Microstorie
- Prima edizione: 2003
- Edizione: seconda edizione, 2004
- Pagine: 120
- Legatura: brossura
- Illustrato: sì
- Lingua: italiano
- ISBN/EAN: 978-88-7472-028-6
- ISBN-10: 88-7472-028-9
La Rimini scomparsa: continua il percorso
La Rimini che non c’è più è attualmente esaurito.
La pagina rimane online per documentare il volume e il posto che occupa nel catalogo storico di Panozzo Editore. Per continuare a esplorare la Rimini precedente alle distruzioni della Seconda guerra mondiale puoi partire dall’approfondimento Rimini nel 1939: com’era la città prima della guerra.
Per un itinerario completo attraverso la città alla vigilia del conflitto è invece disponibile La città perduta. Itinerari alla ricerca di una Rimini scomparsa di Tommaso Panozzo, che ricostruisce la Rimini dell’estate del 1939 attraverso luoghi, persone, attività, fotografie, documenti e mappe.
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Perché leggere questo libro?
La ricerca di Arnaldo Pedrazzi ricostruisce la storia di una città profondamente trasformata dalla guerra, dalle demolizioni e dai cambiamenti urbanistici del Novecento, restituendo memoria a ciò che oggi non è più visibile.
Immagini e testimonianze storiche completano un volume pensato per chi desidera conoscere la Rimini del passato e comprendere come la città abbia assunto il volto che conosciamo oggi.
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