Venerdì 27 marzo 2026 La città dell’estate. Itinerari alla ricerca della Marina di Rimini. Anni ’50 e ’60 di Tommaso Panozzo è stato presentato nella Sala della Cineteca della Biblioteca civica Gambalunga di Rimini.
L’incontro, inserito nella rassegna Libri da queste parti, ha rappresentato la prima presentazione pubblica del volume e l’avvio del suo percorso editoriale.
Accanto a Tommaso Panozzo sono intervenuti Oreste Ruggeri e Gianni Morolli, coinvolti nel racconto anche come testimoni e conoscitori di alcuni aspetti della Rimini del dopoguerra.
Più che ripercorrere capitolo per capitolo il libro, la serata ha permesso di chiarirne il progetto: osservare la trasformazione sociale e urbana della Marina attraverso fonti, testimonianze e luoghi oggi scomparsi o profondamente modificati.
La città dell’estate come seguito di La città perduta
All’inizio dell’incontro Tommaso Panozzo ha collocato il nuovo volume all’interno di un percorso iniziato nel 2024 con La città perduta. Itinerari alla ricerca di una Rimini scomparsa.
I due libri condividono la forma della guida narrativa a una città che non esiste più, ma si concentrano su due momenti differenti della storia riminese.
La città perduta prende come riferimento la Rimini del 1939, prima della frattura provocata dalla guerra. La città dell’estate riprende il percorso nel dopoguerra e sposta lo sguardo principalmente sulla Marina, seguendone le trasformazioni fra il 1948 e il 1968.
La continuità fra i due titoli è quindi metodologica e temporale, senza cancellarne le differenze: due città diverse, due stagioni della storia di Rimini e anche due differenti possibilità di ricerca.
Documenti e testimonianze per ricostruire la Marina
Durante la presentazione Panozzo ha sottolineato proprio la diversa natura delle fonti utilizzabili per i due volumi.
Per la Rimini precedente alla guerra il lavoro dipende in larga parte dalla documentazione scritta e iconografica. Avvicinandosi agli anni Cinquanta e Sessanta, invece, è stato ancora possibile incontrare persone capaci di restituire ricordi diretti della città.
Le testimonianze orali non sostituiscono i documenti: li affiancano, permettendo di recuperare percezioni, abitudini e aspetti della vita quotidiana che difficilmente emergerebbero dalle sole fonti ufficiali.
Oreste Ruggeri e Gianni Morolli hanno partecipato alla serata proprio all’interno di questa dimensione, accompagnando Panozzo nel racconto di una Rimini conosciuta anche attraverso memorie ed esperienze personali.
Dal 1948 al 1968: vent’anni di trasformazioni
Uno dei punti chiariti durante l’incontro riguarda l’arco cronologico del volume.
Il 1948 viene utilizzato come una soglia simbolica fra la Marina precedente alla guerra e la città che si prepara ad accogliere il turismo di massa. Nel giro di pochi anni cambiano il paesaggio urbano, la capacità ricettiva, i mestieri e il rapporto stesso dei riminesi con la fascia balneare.
Il percorso arriva fino al 1968, altra data simbolica di una società ormai entrata in una fase nuova.
Per approfondire questo passaggio storico senza riprodurre l’itinerario del volume è disponibile il dossier La Marina di Rimini dal 1948 al 1968: nascita di una città delle vacanze.
Il boom turistico senza una lettura nostalgica
La presentazione ha chiarito anche un altro elemento essenziale del libro: raccontare la Rimini degli anni Cinquanta e Sessanta non significa semplicemente celebrare un’età dell’oro.
Gli anni del boom portarono entusiasmo, lavoro, iniziativa privata e una straordinaria crescita dell’economia turistica. Allo stesso tempo modificarono profondamente la città e produssero trasformazioni urbanistiche che cancellarono parte del paesaggio precedente.
La città dell’estate nasce proprio dal tentativo di osservare entrambe le dimensioni: la forza creativa di quella stagione e il prezzo pagato da una città che cambiava con enorme rapidità.
La presentazione non ha quindi proposto una semplice rievocazione nostalgica, ma una riflessione sul rapporto fra sviluppo, memoria e trasformazione urbana.
Oreste Ruggeri e Gianni Morolli: memoria e racconto
La presenza di Oreste Ruggeri e Gianni Morolli ha permesso alla serata di assumere una forma dialogica.
Panozzo li ha presentati come due persone che avevano contribuito anche alla messa a punto di alcuni aspetti della ricerca e che potevano affiancare alla documentazione la memoria di quel periodo.
Il valore di questi interventi non sta nel costruire una seconda versione del libro durante la presentazione. Le testimonianze hanno piuttosto mostrato come la storia della Marina possa essere letta attraverso l’incrocio di fonti differenti: documenti, immagini e ricordi personali.
È la stessa impostazione che caratterizza il volume, nel quale la dimensione documentaria e quella della memoria vengono continuamente messe in relazione.
Il ricordo di Manlio Masini
Nelle conclusioni dell’incontro Tommaso Panozzo ha dedicato un ringraziamento particolare a Manlio Masini, autore della prefazione di La città dell’estate.
Panozzo ne ha ricordato soprattutto il lungo lavoro di ricerca sulla storia della Marina di Rimini e il valore delle informazioni raccolte nel corso dei decenni.
Il richiamo è importante anche per comprendere il metodo del volume: una ricerca sulla città non nasce soltanto dal lavoro svolto per un singolo libro, ma può poggiare su una tradizione di studi, raccolte documentarie e indagini precedenti che rendono possibile continuare a interrogare il passato.
Una presentazione che non sostituisce l’itinerario del libro
Durante la serata sono emersi numerosi temi legati alla Marina del dopoguerra. In questo resoconto scegliamo però deliberatamente di non trasformarli in un elenco di luoghi, personaggi ed episodi.
La struttura di La città dell’estate si fonda infatti proprio sulla scoperta progressiva di quella geografia: luoghi oggi scomparsi, microstorie, testimonianze, fotografie e documenti acquistano significato perché inseriti all’interno di un itinerario.
Riprodurre online quella successione significherebbe sottrarre al volume una parte importante della propria esperienza di lettura.
Il compito di questa pagina è diverso: documentare la prima presentazione pubblica di La città dell’estate e le principali chiavi metodologiche emerse durante l’incontro.
Il percorso editoriale di La città dell’estate
L’appuntamento alla Biblioteca Gambalunga è stato il primo passo della vita pubblica del volume. Nei mesi successivi sono arrivate recensioni, interviste e nuove occasioni di approfondimento.
Per seguirle insieme puoi consultare il percorso editoriale di La città dell’estate, che raccoglie e aggiorna le principali tappe pubbliche del libro.
Scopri La città dell’estate
La presentazione alla Gambalunga ha introdotto il progetto e il metodo della ricerca. Il volume conserva invece il percorso completo attraverso la Marina, con la successione dei luoghi, le testimonianze, le fotografie, i documenti e le mappe che permettono di ricostruire una città oggi profondamente trasformata.
Scopri La città dell’estate di Tommaso Panozzo.
Per conoscere invece il quadro storico generale della trasformazione della Riviera puoi partire dal dossier sulla Marina di Rimini fra il 1948 e il 1968.

