Sabato 14 marzo 2026, al Museo della Città di Rimini, Panozzo Editore ha presentato il volume Divagando in Valmarecchia e dintorni di Martino Colicchio.
Nel corso dell’incontro, Enrico Santini ha dialogato con l’autore accompagnando il pubblico alla scoperta del percorso personale e culturale dal quale è nato il libro.
La presentazione non è stata soltanto l’occasione per parlare di una nuova pubblicazione. Ha offerto uno spazio di riflessione sul modo in cui osserviamo, conosciamo e raccontiamo i territori che frequentiamo.
Un incontro dedicato alla Valmarecchia
Al centro del dialogo vi è stata la Valmarecchia, intesa non soltanto come area geografica, ma come insieme di paesaggi, comunità, memorie e relazioni costruite nel tempo.
Il territorio attraversato dal fiume Marecchia cambia profondamente procedendo dall’Appennino verso la pianura e la costa. Allo stesso modo, cambiano le prospettive dalle quali può essere osservato: quella naturalistica, quella storica, quella letteraria e quella legata all’esperienza personale.
Durante la presentazione è emersa soprattutto l’importanza della curiosità. Un profilo riconosciuto all’orizzonte, una strada secondaria o una traccia incontrata durante il cammino possono generare domande e dare avvio a una ricerca.
Il libro nasce da questo atteggiamento, ma conserva per il lettore l’esperienza concreta delle scoperte, degli incontri e delle deviazioni attraverso cui il percorso prende forma.
Un libro che non è una guida tradizionale
Divagando in Valmarecchia e dintorni non propone un inventario completo di borghi, monumenti o itinerari. Non stabilisce un ordine obbligatorio nel quale visitare la valle e non pretende di racchiuderne tutti gli aspetti.
Il volume segue invece un percorso libero, nel quale l’esperienza diretta conduce alla ricerca e la ricerca apre nuove associazioni. Paesaggio, storia, natura e memoria personale si incontrano senza trasformarsi in un catalogo esaustivo.
È proprio questa impostazione a distinguere il libro da una guida turistica. Il lettore non riceve soltanto informazioni, ma viene invitato a sviluppare un proprio sguardo e a proseguire autonomamente la conoscenza del territorio.
Dall’osservazione alla ricerca
Uno dei principi alla base del volume è riassunto nell’espressione “prima vedere e poi conoscere”.
La conoscenza non inizia necessariamente da un programma già stabilito. Può partire dall’osservazione di qualcosa che ancora non sappiamo nominare. La curiosità conduce quindi verso il luogo e, successivamente, verso libri, documenti, testimonianze e altre fonti.
Nell’articolo Prima vedere e poi conoscere: un modo diverso di esplorare la Valmarecchia approfondiamo questo metodo senza anticipare gli episodi attraverso i quali viene sviluppato nel libro.
La Valmarecchia come mappa narrativa
Nel corso della presentazione si è parlato anche della forma scelta dall’autore per organizzare il racconto: una mappa narrativa volutamente personale e incompleta.
Una mappa di questo tipo non collega soltanto punti geografici. Avvicina luoghi, incontri, letture, ricordi e domande. Il percorso può cambiare direzione, aprire parentesi e seguire collegamenti che non sarebbero visibili su una cartina tradizionale.
L’approfondimento Che cos’è una mappa narrativa? Un modo per raccontare la Valmarecchia spiega le caratteristiche generali di questa forma di racconto. Le storie e le connessioni che compongono la mappa costruita da Colicchio rimangono invece affidate alle pagine del volume.
Conoscere un territorio per imparare a custodirlo
Dal dialogo è emerso anche il rapporto fra conoscenza e responsabilità. Osservare con attenzione un paesaggio significa riconoscerne il valore, ma anche comprenderne la fragilità.
Un fiume, un crinale, un piccolo borgo o un edificio abbandonato non sono elementi isolati. Appartengono a un sistema di relazioni naturali, storiche e sociali che può essere trasformato dalle scelte delle comunità e dei visitatori.
Raccontare la Valmarecchia diventa quindi un modo per generare attenzione. Il libro non presenta soluzioni definitive, ma invita a guardare il territorio con maggiore consapevolezza e a riconoscerlo come un patrimonio vivo.
Il valore delle illustrazioni
Il volume è accompagnato dalle illustrazioni di Giulia Vergnani, che partecipano alla costruzione del percorso narrativo.
Le immagini non hanno soltanto una funzione decorativa. Introducono un ulteriore livello di osservazione e interpretazione, coerente con una scrittura che procede attraverso richiami, suggestioni e associazioni.
Anche l’apparato visivo contribuisce così a distinguere l’esperienza completa del libro dai singoli approfondimenti pubblicati online.
Continuare il viaggio attraverso il libro
La presentazione al Museo della Città ha introdotto il metodo e lo sguardo da cui nasce l’opera, senza esaurirne il contenuto.
Gli episodi, i personaggi, gli incontri e le coincidenze che danno forma al percorso di Martino Colicchio non vengono ricostruiti in questo articolo. È la loro successione, insieme alle riflessioni personali e alle illustrazioni, a costituire l’esperienza narrativa del volume.
Per proseguire il viaggio è possibile scoprire Divagando in Valmarecchia e dintorni nella scheda dedicata al libro.

