Come è nato Scilicet 2026 – Non c’è rapporto sessuale? La struttura del volume nasce da una scelta editoriale precisa: affidare a 22 cartelli multilingue altrettanti aforismi tratti dalle opere di Sigmund Freud, dall’insegnamento di Jacques Lacan e dall’Orientamento lacaniano di Jacques-Alain Miller.
Da questo lavoro sono nati 107 brevi contributi, preceduti da tre testi di Christiane Alberti, Jacques-Alain Miller e Ricardo Seldes. Il risultato è un volume collettivo costruito in preparazione al XV Congresso dell’Associazione Mondiale di Psicoanalisi.
La particolarità di Scilicet 2026 non riguarda quindi soltanto il tema affrontato, ma anche il modo in cui il libro è stato concepito, elaborato e preparato.
In questa pagina ci concentriamo proprio su questa architettura editoriale. Per una prima introduzione alla formula che dà il titolo al volume puoi invece leggere che cosa significa “non c’è rapporto sessuale” in Lacan.
Una nuova costruzione per Scilicet 2026
Scilicet accompagna il lavoro dei Congressi dell’Associazione Mondiale di Psicoanalisi, ma per l’edizione 2026 è stata adottata una costruzione particolare.
Il punto di partenza non è stato un unico tema suddiviso in capitoli secondo una progressione tradizionale. Il volume è stato organizzato intorno a 22 aforismi, ciascuno affidato a un cartello chiamato a interrogarlo e a svilupparne alcune conseguenze.
Gli aforismi sono stati scelti nelle opere di Sigmund Freud, nell’insegnamento di Jacques Lacan e nell’Orientamento lacaniano di Jacques-Alain Miller. La selezione è stata curata da Ana Lydia Santiago e Hervé Castanet.
È da questa struttura che deriva la fisionomia del libro: non una trattazione uniforme, ma un insieme di elaborazioni brevi che nascono da punti di partenza differenti e partecipano a una ricerca comune.
Perché 22 aforismi?
L’aforisma occupa una posizione centrale nella costruzione di Scilicet 2026. Una formulazione breve e concentrata non chiude necessariamente una questione: può, al contrario, costringere a tornarvi sopra, a precisarla e a metterne alla prova le conseguenze.
Nel volume, i 22 aforismi funzionano dunque come punti di partenza del lavoro. Non vengono semplicemente raccolti o commentati in successione, ma affidati a gruppi differenti affinché ciascun cartellizzante possa produrre una propria elaborazione.
È una scelta coerente con il carattere della ricerca indicato nello stesso volume: non basta ripetere una formula, occorre interrogarne le ragioni a partire dall’esperienza.
Proprio per questo non riportiamo qui l’elenco completo dei 22 aforismi né il contenuto delle elaborazioni che ne derivano. La loro successione e il confronto tra le differenti letture fanno parte dell’esperienza del libro.
Che cos’è il lavoro dei 22 cartelli
Ogni aforisma è stato affidato a un cartello multilingue. Il cartello è una forma di lavoro propria della tradizione lacaniana, fondata sull’elaborazione in un piccolo gruppo e sulla responsabilità singolare di ciascuno rispetto al sapere prodotto.
La costruzione di Scilicet 2026 mette quindi insieme due dimensioni che potrebbero sembrare opposte: un lavoro comune intorno allo stesso aforisma e, nello stesso tempo, testi nei quali ciascun autore mantiene il proprio percorso di elaborazione.
Questo è uno degli aspetti più importanti per comprendere la struttura del volume: i 107 contributi non costituiscono una spiegazione collettiva unica. Sono testi distinti, nati da un dispositivo comune, che permettono di seguire la pluralità del lavoro sviluppato all’interno dell’Associazione Mondiale di Psicoanalisi.
Un lavoro tra le sette Scuole dell’AMP
La dimensione internazionale di Scilicet 2026 non riguarda soltanto la diffusione del libro. È presente fin dalla sua preparazione.
Il volume riunisce il lavoro proveniente dalle sette Scuole dell’Associazione Mondiale di Psicoanalisi: Escola Brasileira de Psicanálise, École de la Cause freudienne, Escuela Lacaniana de Psicoanálisis, Escuela de la Orientación Lacaniana, Nueva Escuela Lacaniana, New Lacanian School e Scuola Lacaniana di Psicoanalisi.
Questa pluralità si riflette nella composizione dei cartelli, nella provenienza degli autori e nel lavoro editoriale necessario per portare i contributi nelle diverse edizioni linguistiche.
L’edizione italiana pubblicata da Panozzo Editore si inserisce quindi in una rete internazionale di elaborazione e trasmissione che costituisce una parte essenziale del progetto Scilicet.
Scrittura, lettura, traduzione e revisione
Il lavoro non si esaurisce nella produzione dei contributi.
Il colophon dell’edizione italiana documenta una struttura editoriale articolata, con responsabili delle diverse edizioni, un ampio gruppo di lettori, traduttori dalle diverse lingue e una successiva fase di revisione.
Per l’edizione italiana risultano coinvolti traduttori dal francese, dallo spagnolo, dal portoghese e dall’inglese, oltre al lavoro finale di revisione.
Questa dimensione rende Scilicet 2026 anche un progetto editoriale fondato sul passaggio fra lingue differenti. È un tema che merita però uno spazio autonomo: verrà approfondito nel nostro articolo dedicato al rapporto tra Scilicet, traduzione e psicoanalisi, senza sovrapporlo alla ricostruzione della genesi del volume.
Dai cartelli ai 107 contributi
Il risultato del lavoro dei 22 cartelli è una raccolta di 107 contributi brevi.
La brevità non significa uniformità. Ogni testo conserva un proprio taglio e un proprio punto di elaborazione, mentre l’organizzazione per aforismi permette di riconoscere il terreno comune dal quale i contributi prendono avvio.
Il libro assume così una forma diversa sia dal manuale sistematico sia dalla semplice raccolta miscellanea: la pluralità delle voci è organizzata attraverso una precisa architettura di lavoro.
All’inizio del volume, tre testi di Christiane Alberti, Jacques-Alain Miller e Ricardo Seldes introducono il tema e il quadro nel quale si colloca il percorso. Da lì prendono avvio i 22 nuclei che costituiscono il corpo di Scilicet 2026.
Un volume preparatorio, non gli atti del Congresso
Un altro elemento importante riguarda la cronologia.
Non c’è rapporto sessuale è stato pubblicato nel 2025 come volume preparatorio al XV Congresso dell’Associazione Mondiale di Psicoanalisi, svoltosi a Parigi dal 30 aprile al 3 maggio 2026.
Non si tratta quindi degli atti successivi del Congresso. Il libro appartiene al lavoro che lo ha preceduto e ne ha accompagnato la preparazione.
Questa distinzione aiuta anche a comprendere la funzione di Scilicet: non registrare a posteriori ciò che è già avvenuto, ma contribuire ad aprire e alimentare il lavoro intorno al tema scelto.
Perché la struttura di Scilicet 2026 è importante
La costruzione attraverso aforismi e cartelli consente di mantenere insieme orientamento comune e pluralità delle elaborazioni.
Il lettore non incontra una successione di capitoli pensati per fornire una risposta progressiva e definitiva. Incontra invece diversi punti di accesso a una stessa questione, sviluppati da autori appartenenti a Scuole, lingue e contesti differenti.
È proprio questa pluralità a costituire una parte significativa del valore del volume.
Per questa ragione abbiamo scelto di raccontarne qui il metodo e la costruzione, ma non di anticipare il contenuto dei 22 nuclei: ricostruirli uno per uno significherebbe trasformare l’articolo in un surrogato del libro e perdere il carattere di scoperta che nasce dal confronto diretto con i singoli testi.
Scoprire Scilicet 2026
Per conoscere la struttura completa, gli autori e le differenti elaborazioni nate dai 22 aforismi puoi consultare Non c’è rapporto sessuale. Scilicet 2026, edizione italiana pubblicata da Panozzo Editore.
Se invece vuoi orientarti prima di entrare nel volume, puoi leggere il nostro approfondimento Che cosa significa “non c’è rapporto sessuale” in Lacan?, dedicato al significato dell’aforisma e distinto dal percorso dei 107 contributi raccolti nel libro.
Gli altri titoli dedicati alla psicoanalisi sono disponibili nella sezione Psicologia e sociologia del catalogo Panozzo Editore.
Per la presentazione istituzionale del volume è possibile consultare anche la pagina dedicata a Non c’è rapporto sessuale della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi.

