Presentazione del libro "Il guado" di Oreste Delucca

L'oro blu del Medioevo

Il guado. L’oro blu del Medioevo: Oreste Delucca racconta la storia del colore che ha trasformato l’Europa

Presentazione del nuovo libro di Oreste Delucca alla Biblioteca civica Gambalunga di Rimini. Un viaggio tra storia, economia, arte e tradizioni alla scoperta del guado, la pianta tintoria che per secoli ha prodotto il prezioso blu medievale.

Sabato 25 ottobre alle ore 17.00, presso la cineteca della Biblioteca civica Gambalunga di Rimini, Panozzo Editore presenta il nuovo libro di Oreste Delucca, Il guado. L’oro blu del Medioevo. Insieme all’autore interverrà Elisa Tosi Brandi, che accompagnerà il pubblico alla scoperta di una storia affascinante e poco conosciuta.

Con questo volume Oreste Delucca riporta alla luce la vicenda del guado (Isatis tinctoria), una pianta tintoria che per secoli ha rappresentato una delle risorse economiche più importanti dell’Europa medievale. Oggi quasi dimenticata, questa pianta fu invece protagonista di commerci, innovazioni tecniche e trasformazioni sociali, tanto da essere considerata un vero e proprio “oro blu”.

 

Il guado: la pianta che ha dato un nuovo significato al colore blu

Nel suo nuovo libro, Delucca accompagna il lettore in un lungo viaggio attraverso la storia del colore, mostrando come il blu abbia avuto un ruolo mutevole nel corso dei secoli. Se nell’antichità era un colore poco utilizzato e considerato marginale, nel Medioevo conquistò progressivamente un valore simbolico straordinario.

Grazie soprattutto alla diffusione del culto mariano, all’arte sacra, alla miniatura e alla moda delle corti europee, il blu divenne un colore associato alla spiritualità, alla nobiltà e al potere. Alla base di questa trasformazione vi fu anche il guado, la pianta da cui si ricavava il pigmento destinato a tingere tessuti preziosi e opere artistiche.

 

Una storia tra botanica, economia e cultura

Attraverso una ricca documentazione storica, fonti d’archivio e testimonianze materiali, Il guado. L’oro blu del Medioevo ricostruisce ogni fase della produzione del prezioso colorante.

La coltivazione della pianta, la raccolta delle foglie, la macinazione, la fermentazione e la produzione delle caratteristiche “coccagne” richiedevano conoscenze specialistiche e il coinvolgimento di numerose figure: agricoltori, artigiani, tintori e mercanti.

Attorno al guado nacque così una complessa filiera economica capace di generare ricchezza e di collegare territori diversi d’Europa. Dalla Francia alla Germania, dall’Inghilterra all’Italia, il commercio di questa pianta contribuì allo sviluppo di intere comunità e alla crescita dei traffici internazionali.

 

Il guado in Romagna e nel territorio riminese

Uno dei capitoli più interessanti del volume è dedicato alla presenza del guado in Italia e, in particolare, nell’area romagnola e riminese.

Attraverso un’attenta ricerca negli archivi storici, Oreste Delucca dimostra come anche Rimini e il suo territorio fossero inseriti nelle grandi reti produttive e commerciali legate a questa pianta. Contratti agricoli, documenti di compravendita, strutture di lavorazione e collegamenti commerciali restituiscono l’immagine di un’attività molto più significativa di quanto si potesse immaginare.

Il guado diventa così una chiave di lettura per comprendere aspetti importanti della storia economica e sociale del territorio, mostrando il legame tra agricoltura, artigianato e commercio nel corso dei secoli.

 

Dal declino alla riscoperta dei coloranti naturali

La fortuna del guado iniziò a diminuire a partire dal XVI secolo, quando l’indaco proveniente dall’Asia e dalle Americhe entrò nei mercati europei offrendo una maggiore resa tintoria e costi più competitivi.

La definitiva crisi arrivò poi nell’Ottocento con la diffusione dei coloranti sintetici prodotti dall’industria chimica, che sostituirono progressivamente le antiche tecniche basate sulle piante tintorie.

Oggi, però, il guado sta vivendo una nuova fase di interesse. La crescente attenzione verso la sostenibilità ambientale e la ricerca di alternative naturali ai prodotti chimici hanno riportato l’attenzione su queste antiche conoscenze. Progetti di recupero, studi scientifici e iniziative culturali stanno valorizzando nuovamente il patrimonio dei coloranti vegetali.

 

Un libro per riscoprire un patrimonio dimenticato

Il guado. L’oro blu del Medioevo non è soltanto un saggio dedicato a una pianta tintoria, ma una ricostruzione ampia e documentata di una storia che intreccia arte, economia, botanica, medicina, tecnologia e cultura.

Oreste Delucca restituisce dignità a un protagonista dimenticato della storia europea, mostrando come dietro un semplice colore si nascondano secoli di lavoro, commerci, innovazioni e trasformazioni sociali.

Un volume ricco di curiosità e testimonianze, capace di raccontare un passato lontano ma ancora sorprendentemente attuale, nel quale il blu del guado torna a rappresentare un simbolo di bellezza, memoria e sostenibilità.

L’appuntamento con la presentazione di Il guado. L’oro blu del Medioevo è per sabato 25 ottobre alle ore 17.00 presso la cineteca della Biblioteca civica Gambalunga di Rimini.