Nel numero di gennaio-febbraio 2004 di Ariminum, il bimestrale di storia, arte e cultura diretto da Manlio Masini, Silvana Giugli dedicò una recensione al volume Vita illustrata di Sigismondo Pandolfo dei Malatesti. Signore di Rimini e Fano, pubblicato da Panozzo Editore nel 2003.
Il titolo scelto dalla recensora, Amori e guerre a «strisce», richiamava la particolare impostazione dell'opera di Francesco Ambrogiani: una biografia di Sigismondo Pandolfo Malatesta affidata al linguaggio del fumetto. Nella sua lettura Giugli si soffermava soprattutto sulla qualità delle illustrazioni, sulla ricostruzione visiva degli ambienti e sulla possibilità di avvicinare i giovani alla storia attraverso le immagini.
La prefazione di Giovanni Rimondini nella lettura di Silvana Giugli
La recensione prende avvio dalla prefazione di Giovanni Rimondini, costruita come un dialogo fra Richard, un ragazzo che non ha voglia di studiare, e un anziano professore che lo guida alla scoperta della storia.
Richard trova su Internet un fumetto dedicato a Sigismondo Malatesta e ne parla con il suo interlocutore. La curiosità per il racconto illustrato diventa il punto di partenza per interrogarsi sulle vicende del signore di Rimini e sulle ragioni delle sue scelte.
Giugli apprezza questa soluzione narrativa. Il fumetto offre al giovane protagonista un'occasione per avvicinarsi agli avvenimenti storici, ma anche per osservare il carattere dei personaggi e riflettere sui comportamenti umani. La recensora riconosce così nella prefazione una chiave di lettura dell'intero lavoro di Ambrogiani.
Il disegno di Ambrogiani: precisione, bianco e nero e ritmo narrativo
La parte più propriamente critica della recensione riguarda il lavoro grafico dell'autore. Giugli definisce il disegno di Francesco Ambrogiani «nitido, curato nei dettagli, professionale», sottolineandone la precisione nella rappresentazione degli ambienti, delle architetture, degli abiti e degli oggetti.
La recensora ricorda anche alcune precedenti esperienze di Ambrogiani nella divulgazione storica illustrata, fra cui la Storia per immagini della Banda Grossi del 1985 e i disegni realizzati per Forma Urbis. Richiama inoltre la sua collaborazione con la rivista Pesaro. Città e Contà.
L'apprezzamento per la qualità delle tavole è accompagnato da una riserva. Secondo Giugli, una minore rigidità delle inquadrature e un maggiore dinamismo avrebbero potuto rendere il racconto visivamente più efficace. La recensora distingue però le libertà narrative del fumetto d'invenzione dalle esigenze di una ricostruzione dedicata a personaggi e avvenimenti storici.
Un'altra osservazione riguarda la scelta del bianco e nero. Giugli riconosce che l'assenza del colore può ridurre l'immediatezza delle immagini, ma ne apprezza il risultato artistico: il lettore è portato a soffermarsi sui particolari del disegno, senza essere distratto dagli effetti cromatici.
La Rimini del Quattrocento vista attraverso le vignette
Uno degli aspetti che colpiscono maggiormente la recensora è la possibilità di riconoscere nelle illustrazioni luoghi familiari, rappresentati però nel loro contesto storico.
Giugli richiama la fontana della piazza prima dell'aggiunta della pigna, il Ponte di Tiberio e le fortificazioni della città. Si sofferma inoltre sulle immagini dell'antico complesso di San Francesco, sulla costruzione del Tempio Malatestiano e sulla raffigurazione dell'odierna piazza Tre Martiri in un'ambientazione medievale innevata.
Questi riferimenti hanno un significato particolare nel suo giudizio. La cura dei dettagli permette di osservare il rapporto fra gli avvenimenti e gli spazi nei quali si svolgono, restituendo attraverso il disegno una dimensione visiva della memoria cittadina.
Il ritratto di Sigismondo fra guerra, sentimenti e arte
Nella parte conclusiva della recensione, Silvana Giugli considera anche la rappresentazione del carattere di Sigismondo Pandolfo Malatesta.
La rivalità con Federico da Montefeltro, la durezza delle vicende militari e le ambizioni del condottiero si accompagnano, nella lettura della recensora, alla dimensione sentimentale del rapporto con Isotta. Giugli riconosce in questo contrasto uno degli aspetti più interessanti della narrazione illustrata.
Un rilievo particolare viene attribuito anche al Tempio Malatestiano, interpretato come espressione delle ambizioni artistiche e della memoria del signore di Rimini.
Un libro che la recensora avrebbe voluto nelle scuole riminesi
Il giudizio di Giugli si conclude con una proposta: diffondere il volume di Ambrogiani nelle scuole elementari e medie di Rimini, utilizzandolo come strumento per avvicinare gli studenti alla storia, al disegno e alla conoscenza della città.
La conclusione chiarisce il valore che la recensora attribuiva all'opera. Alla precisione delle illustrazioni e alla capacità narrativa del fumetto si aggiungeva la possibilità di riconoscere, attraverso le immagini, luoghi e testimonianze della storia riminese.
La recensione pubblicata su Ariminum conserva così una testimonianza significativa della ricezione critica del libro: un giudizio favorevole, accompagnato da osservazioni puntuali sulle scelte grafiche dell'autore e sulle potenzialità didattiche del progetto.
Dal libro illustrato alla storia della collana Microstorie
La biografia illustrata di Francesco Ambrogiani appartiene oggi al catalogo storico di Panozzo Editore. L'edizione del 2003 è esaurita.
Il volume era stato pubblicato nella collana Microstorie, un percorso editoriale nato attorno alla prima edizione, nel 1988, di A tavola con i Malatesti di Luisa Bartolotti.
Le due opere offrono prospettive differenti sulla civiltà malatestiana. Ambrogiani ne affronta la vicenda politica e umana attraverso il racconto illustrato; Bartolotti si concentra invece sulla cultura conviviale della corte, sui cerimoniali e sulle testimonianze storiche legate alla tavola.
A tavola con i Malatesti è tuttora disponibile nel catalogo di Panozzo Editore e permette di proseguire la lettura sulla cultura della corte riminese del Rinascimento.
Fonte: Silvana Giugli, «Amori e guerre a “strisce”», Ariminum, anno XI, n. 1 (58), gennaio-febbraio 2004, p. 39. Consulta la recensione originale nell'archivio digitale di Ariminum, conservato dal Rotary Club Rimini.

