Che cosa significa «non c’è rapporto sessuale» in Lacan?

Che cosa significa “non c’è rapporto sessuale” in Jacques Lacan

«Non c’è rapporto sessuale» è una delle formulazioni più note di Jacques Lacan e, allo stesso tempo, una delle più facili da fraintendere se viene letta nel significato corrente delle parole.

Lacan non sta affermando che non esistano rapporti sessuali, incontri tra corpi, relazioni amorose o coppie. La questione è diversa: nell’essere parlante non esiste una formula universale, già scritta, capace di stabilire una complementarità necessaria tra i sessi e di garantire in anticipo il rapporto con l’altro.

In breve, «non c’è rapporto sessuale» significa che non esiste un sapere o una legge universale che possa scrivere una corrispondenza completa e prestabilita tra le posizioni sessuate. Esistono invece incontri, desideri, modi di amare e rapporti con il sesso, che assumono per ciascuno forme singolari.

È intorno a questa formula che è stato costruito il XV Congresso dell’Associazione Mondiale di Psicoanalisi e che nasce Non c’è rapporto sessuale. Scilicet 2026, pubblicato in italiano da Panozzo Editore.

Questa pagina ha però un compito preciso: offrire alcune coordinate per comprendere l’aforisma di Lacan. Non ricostruisce i 22 aforismi né le 107 elaborazioni raccolte in Scilicet 2026, che costituiscono il percorso specifico del volume.

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“Non c’è rapporto sessuale” non significa che non esistano rapporti sessuali

Il primo equivoco da evitare nasce dal significato quotidiano della parola “rapporto”. Se la formula viene letta letteralmente, può sembrare che Lacan neghi l’esistenza della sessualità o della relazione tra due persone.

Non è questo il punto.

Gli esseri umani si incontrano, si innamorano, desiderano, costruiscono coppie e hanno rapporti sessuali. L’aforisma riguarda invece l’impossibilità di ricondurre questi incontri a una formula universale che stabilisca come un sesso debba rapportarsi all’altro.

Il problema, quindi, non è l’esistenza concreta delle relazioni. È l’assenza di una legge capace di renderle necessarie, complementari e garantite.

Proprio questa distinzione permette di comprendere perché la formula di Lacan non chiuda la questione della sessualità: al contrario, la apre.

Che cosa significa “rapporto” per Lacan

Per comprendere l’aforisma bisogna quindi soffermarsi sulla parola “rapporto”.

Nel senso lacaniano non indica semplicemente una relazione empirica fra due persone. Riguarda la possibilità che il rapporto tra le posizioni sessuate possa essere scritto come una relazione necessaria, secondo una regola valida universalmente.

È proprio questa scrittura a mancare.

Il linguaggio consente di nominare, raccontare, immaginare e interpretare la sessualità, ma non offre una formula capace di prescrivere una complementarità perfetta. Non contiene un sapere che dica una volta per tutte come due esseri parlanti possano costituire un’unità.

Da questo punto di vista, il “non c’è” di Lacan non indica semplicemente un’assenza. Segnala un punto d’impossibile con il quale ciascuno si trova, in modi differenti, a confrontarsi.

Perché non c’è una complementarità già scritta

Una delle conseguenze dell’aforisma riguarda l’idea della complementarità.

Se esistesse un rapporto sessuale nel senso indicato da Lacan, dovrebbe esistere una corrispondenza capace di mettere in relazione le posizioni sessuate secondo una legge comune: una formula attraverso la quale l’una troverebbe nell’altra il proprio complemento.

La psicoanalisi incontra invece qualcosa di diverso. Il rapporto con il desiderio, il corpo e il godimento non coincide perfettamente da un soggetto all’altro e non può essere ricondotto a un programma universale.

Per questo la differenza non viene risolta in un incastro prestabilito. L’incontro con l’altro conserva una parte di contingenza, di malinteso e di invenzione.

Dire che non esiste una complementarità già scritta non significa quindi sostenere che ogni legame sia impossibile. Significa riconoscere che nessun legame dispone in partenza della formula che possa garantirne l’armonia.

Rapporto sessuale e rapporto con il sesso non sono la stessa cosa

Questa distinzione è decisiva.

Il fatto che per Lacan non ci sia rapporto sessuale non implica che l’essere parlante non abbia un rapporto con il sesso.

È esattamente il contrario: ciascuno incontra la sessualità, il proprio corpo, il desiderio e il godimento secondo modalità particolari. Ciò che manca è la possibilità di trasformare questi modi singolari in una relazione universale e prestabilita tra due termini.

Il “rapporto con il sesso” appartiene quindi all’esperienza concreta e singolare. Il “rapporto sessuale” che non c’è riguarda invece l’assenza di una scrittura universale capace di stabilire la relazione tra i sessi.

Questa differenza aiuta anche a comprendere perché l’aforisma non equivalga a una teoria della solitudine o dell’impossibilità di incontrare l’altro. Gli incontri avvengono. È la loro formula universale a non essere disponibile.

Che cosa accade allora all’amore e al legame

Se nessuna formula garantisce il rapporto, amore e legame non scompaiono. Assumono, piuttosto, un altro rilievo.

Nell’insegnamento di Lacan l’amore può essere pensato proprio a partire da ciò che non è assicurato in anticipo. Non dimostra l’esistenza di una complementarità universale: può diventare uno dei modi attraverso i quali due singolarità costruiscono un legame là dove non esiste una legge già pronta a farlo al loro posto.

La questione si sposta così dalla ricerca di una presunta armonia naturale alle forme attraverso le quali gli esseri parlanti inventano, sostengono o trasformano i propri rapporti.

È un passaggio importante, ma anche il punto nel quale è opportuno non semplificare ulteriormente: le conseguenze che Lacan e l’orientamento successivo traggono per amore, sintomo, godimento e partner richiedono distinzioni che vanno ben oltre una definizione introduttiva.

Perché l’aforisma continua a interrogarci

La forza della formula sta anche nel fatto che non descrive un modello particolare di coppia e non dipende da una specifica convenzione sociale.

I modi di vivere, nominare e rappresentare la sessualità possono cambiare; possono cambiare le forme della famiglia, della coppia e del legame. La domanda posta da Lacan rimane però più radicale: esiste una formula capace di garantire il rapporto tra esseri parlanti sessuati?

È questo livello della questione a spiegare perché l’Associazione Mondiale di Psicoanalisi abbia scelto Non c’è rapporto sessuale come tema del suo XV Congresso.

L’aforisma non viene quindi ripreso come una formula da ripetere, ma come una proposizione da interrogare nuovamente a partire dall’esperienza della psicoanalisi.

Scilicet 2026 e il lavoro sul non-rapporto

Il volume Non c’è rapporto sessuale. Scilicet 2026 nasce precisamente da questa esigenza di rimettere la formula al lavoro.

Dopo tre testi iniziali di Christiane Alberti, Jacques-Alain Miller e Ricardo Seldes, il libro raccoglie 107 contributi elaborati attraverso 22 cartelli multilingue, ciascuno a partire da un aforisma tratto da Freud, Lacan o dall’Orientamento lacaniano di Jacques-Alain Miller.

La struttura del volume mostra già che il tema non viene affrontato attraverso una spiegazione unica. I differenti contributi seguono direzioni e problemi distinti e consentono al lettore di osservare come l’aforisma continui a produrre conseguenze nella teoria e nella pratica della psicoanalisi.

Questa pagina non ripercorre quelle elaborazioni: farlo significherebbe trasformare un approfondimento introduttivo in un riassunto del libro e togliere al lettore proprio la pluralità del percorso che costituisce il valore di Scilicet 2026.

Dove questa pagina si ferma e il libro comincia

Per orientarsi nell’aforisma di Lacan è sufficiente fissare una distinzione fondamentale: “non c’è rapporto sessuale” non significa che non esistano sessualità, incontri o relazioni; significa che non esiste una formula universale capace di scrivere e garantire la complementarità tra i sessi.

Da qui, però, le domande si moltiplicano.

Che cosa cambia se il godimento non si organizza secondo una complementarità prestabilita? Quale posto assumono l’amore e il sintomo? Come si modificano le forme del legame? E che cosa accade quando l’aforisma viene messo alla prova della pratica analitica contemporanea?

Sono precisamente queste aperture a rendere necessario un lavoro più ampio. Non vengono sviluppate qui, perché costituiscono il terreno sul quale si muovono le differenti elaborazioni raccolte nel volume.

Per proseguire il percorso puoi scoprire Non c’è rapporto sessuale. Scilicet 2026, edizione italiana pubblicata da Panozzo Editore.

Per altri titoli dedicati alla psicoanalisi puoi consultare anche la sezione Psicologia e sociologia del catalogo Panozzo Editore.

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