Che cosa significa «vitelloni»? Origine e significato del titolo di Fellini

Testata dell'articolo sul significato della parola vitelloni, con una scena al caffè tratta dal film di Federico Fellini del 1953.

Che cosa significa «vitelloni»? Nell'italiano corrente il termine indica, in senso figurato, giovani ormai adulti che trascorrono il tempo fra divertimenti e occupazioni poco impegnative, continuando a rimandare le responsabilità. È un'espressione che deve gran parte della propria popolarità a I vitelloni, il film diretto da Federico Fellini nel 1953.

La parola, tuttavia, ha una storia precedente al cinema. E la scelta di utilizzarla come titolo rimanda a due tradizioni linguistiche differenti, legate alla Romagna di Fellini e all'Abruzzo dello sceneggiatore Ennio Flaiano.

Vitellone: dal significato letterale a quello figurato

Nel suo significato originario, il vitellone è un bovino giovane che ha superato l'età del vitello senza avere ancora raggiunto la piena maturità. Il termine è un accrescitivo di vitello ed è normalmente utilizzato anche per indicarne la carne.

Il Vocabolario Treccani registra accanto a questo significato anche quello figurato: un giovane di provincia ozioso e indolente, incline ai divertimenti e privo di particolari aspirazioni. Una definizione che richiama direttamente il film di Federico Fellini.

Il passaggio dall'animale all'uomo si comprende attraverso un'immagine ironica: quella di qualcuno che è cresciuto, ma si trova ancora in una condizione intermedia. Non è più un ragazzo, eppure fatica ad assumere i comportamenti e le responsabilità che normalmente si associano alla vita adulta.

La metafora acquista così una sfumatura sociale. Essere un vitellone significa soprattutto vivere in una condizione di prolungata immaturità, coltivando desideri e progetti che difficilmente si trasformano in iniziative concrete.

Il Nuovo De Mauro conferma che fu il film del 1953 a favorire la diffusione del termine in questa accezione. La parola era già presente nella lingua italiana, ma il cinema contribuì a darle un significato riconoscibile da un pubblico molto più vasto.

Da dove viene il titolo I vitelloni? Le spiegazioni di Flaiano e Fellini

L'origine dell'espressione utilizzata nel titolo è più complessa di quanto potrebbe sembrare. Una testimonianza importante è riportata da Italo Moscati nella voce dedicata a Federico Fellini nel Dizionario Biografico degli Italiani.

Secondo la ricostruzione, Ennio Flaiano, nato a Pescara e collaboratore di Fellini nella scrittura del film, riconduceva la parola all'abruzzese vudellone, espressione legata all'idea di un grosso budello. In questa interpretazione il soprannome richiama chi mangia e consuma senza preoccuparsi troppo di procurarsi autonomamente ciò di cui vive.

Federico Fellini, invece, collegava il termine al romagnolo vidlòn. Anche questa spiegazione rimanda alla figura del giovane sfaccendato, incline ai piaceri e poco disposto ad assumersi impegni.

Le due interpretazioni sono particolarmente interessanti perché riflettono le esperienze culturali dei protagonisti della scrittura del film: da una parte la provincia abruzzese conosciuta da Flaiano, dall'altra quella romagnola nella quale Fellini aveva trascorso la giovinezza.

Occorre distinguere, però, l'etimologia italiana della parola, derivata da vitello, dalle spiegazioni regionali del suo impiego come soprannome. Le testimonianze riportate da Moscati documentano entrambe le tradizioni, senza consentire di attribuire con assoluta certezza a una sola di esse la scelta del titolo.

Perché Fellini chiamò I vitelloni i protagonisti del suo film?

Il titolo scelto da Fellini contiene già un giudizio sui personaggi, ma lo esprime con un'ironia che lascia spazio anche alla comprensione delle loro debolezze.

I giovani protagonisti appartengono a una compagnia di provincia. Trascorrono molto tempo insieme, frequentano i medesimi luoghi di ritrovo e immaginano un futuro diverso dalla quotidianità nella quale sono immersi. Tra i desideri e le decisioni, però, rimane spesso una notevole distanza.

Il nome vitelloni suggerisce proprio questa condizione: una giovinezza che si prolunga oltre il tempo previsto, fino a diventare un'abitudine dalla quale è difficile uscire.

La parola contiene anche un elemento di caricatura. I protagonisti hanno atteggiamenti da uomini adulti, ma conservano comportamenti adolescenziali; parlano di cambiamenti, avventure e successi, mentre le loro giornate continuano a somigliarsi.

Nella voce dedicata al film dall'Enciclopedia del Cinema Treccani, Stefano Todini sottolinea la tensione fra i valori tradizionali della società provinciale e il desiderio di sottrarsi alle responsabilità. È proprio questa contraddizione a rendere il titolo particolarmente efficace.

Il plurale, inoltre, identifica un intero gruppo. I personaggi sono differenti per carattere e aspirazioni, ma condividono una condizione che il nome riesce a riassumere in una sola parola.

Dal film del 1953 al linguaggio comune: che cosa significa oggi essere un vitellone?

Il successo del film contribuì a trasformare vitellone in una parola riconoscibile anche al di fuori dell'ambiente cinematografico. Da allora l'espressione è stata utilizzata per indicare giovani adulti che continuano a comportarsi come adolescenti, spesso dipendenti dalla famiglia e poco propensi a costruire una vita autonoma.

Il termine conserva generalmente una sfumatura ironica, ma può assumere anche un significato critico. Chiamare qualcuno vitellone significa attribuirgli una certa indolenza, una tendenza a vivere alla giornata o a evitare impegni duraturi.

Non coincide quindi semplicemente con la condizione di chi non ha un lavoro o vive ancora con i genitori. Il significato figurato riguarda soprattutto un atteggiamento verso la vita, descritto attraverso uno stereotipo che appartiene alla cultura italiana del secondo Novecento.

Da questa stessa immagine deriva anche vitellonismo, parola utilizzata per descrivere comportamenti e abitudini riconducibili a quella particolare forma di immaturità.

Il titolo felliniano è così diventato qualcosa di più del nome di un film: un'espressione capace di evocare immediatamente un modo di vivere, un ambiente sociale e una fase della giovinezza.

Dal significato della parola alla storia del film di Fellini

La fortuna linguistica del termine è soltanto uno degli aspetti della storia de I vitelloni. Il dossier dedicato al film di Federico Fellini del 1953 ne ripercorre il contesto cinematografico, i protagonisti e il posto occupato dall'opera nella carriera del regista.

Alla nascita e alla fortuna del film è dedicato anche I vitelloni. Federico Fellini applaudito e incompreso, il saggio di Carlo Dolcini pubblicato da Panozzo Editore nel 2026.

Attraverso l'esame delle fonti documentarie e dei materiali preparatori, lo storico ricostruisce il percorso che conduce dall'elaborazione del progetto cinematografico all'opera arrivata sullo schermo, tornando su una fase decisiva della formazione artistica di Federico Fellini.

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