Il Circolo Tennis Rimini nel dopoguerra deve quasi ricominciare da zero. Quando nel 1944 il fronte supera la città, la Marina è profondamente devastata e anche i campi che avevano ospitato il tennis degli anni precedenti portano i segni del conflitto.
La ripartenza sarà lenta e tutt'altro che lineare. Prima bisogna recuperare gli spazi per giocare, poi trovare una nuova sede e infine adattarsi a una Rimini che sta cambiando rapidamente, pronta a trasformarsi nella grande città delle vacanze del secondo Novecento.
È il capitolo successivo alla stagione internazionale del Circolo prima della guerra e una fase decisiva della più ampia storia del tennis a Rimini.
In questo approfondimento
1944: il tennis riminese tra macerie e campi abbandonati
Quando le truppe alleate entrano a Rimini nel settembre del 1944, il paesaggio della Marina è molto lontano da quello della stagione turistica dell'anteguerra. Viali, ville, spiaggia e Lungomare hanno subito le conseguenze del passaggio del fronte e dei bombardamenti.
Anche il tennis ha pagato un prezzo pesante. L'attività si era già ridotta durante la guerra e, al momento della liberazione, i campi ancora esistenti sono soltanto pochi.
La voglia di ricominciare, tuttavia, non manca. Si tenta di recuperare uno dei terreni di gioco sul Lungomare, ma per un periodo viene utilizzato dalle truppe alleate.
Il contrasto con la Rimini degli anni Trenta è evidente: il Circolo che aveva ospitato incontri internazionali deve ora affrontare problemi molto più elementari, a partire dalla possibilità stessa di trovare un campo sul quale scambiare qualche palla.
1947: tornare a giocare in una città da ricostruire
Bisogna attendere il 1947 per vedere i primi segnali di una ripresa più riconoscibile. Durante l'estate vengono nuovamente organizzate competizioni e decine di giocatori tornano a incontrarsi con la racchetta in mano.
È un passaggio importante soprattutto per ciò che rappresenta: attorno al tennis comincia a ricostituirsi una comunità di appassionati dopo gli anni della guerra.
La ripartenza sportiva si scontra però immediatamente con quella urbanistica. Rimini sta ridisegnando il proprio Lungomare e alcuni degli spazi che avevano ospitato il tennis vengono sacrificati alla nuova organizzazione della Marina.
Il vecchio campo sopravvissuto alla guerra viene demolito e anche i terreni legati alla precedente sede sono destinati a scomparire. Il tennis deve così cercare un nuovo posto nella città che sta nascendo.
1951: il Circolo riparte a Marina Centro
Per alcuni anni i giocatori riminesi utilizzano soluzioni provvisorie e campi legati agli alberghi della Marina. La vera svolta arriva nel 1951.
Nella zona compresa fra il nuovo Lungomare e viale Cristoforo Colombo vengono realizzati tre nuovi campi. Il contributo dell'ingegnere Nicola Palloni è decisivo e il Circolo può finalmente ricostituirsi su basi più solide.
Non si tratta semplicemente di sostituire gli impianti perduti. Il nuovo Circolo nasce ormai dentro una Rimini diversa, che sta abbandonando il modello della località balneare d'élite per prepararsi ad accogliere un numero sempre maggiore di turisti.
Questa relazione fra ricostruzione della città e ricostruzione del tennis è uno degli aspetti più significativi della vicenda: i campi cambiano posizione e funzione perché sta cambiando il territorio che li circonda.
Il boom turistico cambia Rimini e il Circolo Tennis
Negli anni Cinquanta la Marina si trasforma rapidamente. Le macerie lasciano spazio ad alberghi, ristoranti, gelaterie e locali e Rimini comincia a costruire quella dimensione turistica di massa che la renderà conosciuta in tutta Europa.
Il Circolo vive pienamente dentro questo ambiente. Continua a essere un luogo di socialità e sui suoi campi si incontrano riminesi e villeggianti, mantenendo vivo quel rapporto fra tennis e turismo che esisteva fin dalle origini.
Ma il contesto sociale è ormai diverso. La crescita della città porta con sé un pubblico nuovo e più ampio e, nel corso degli anni, anche il modo di percepire il tennis comincia a cambiare.
Lo sport della racchetta perde progressivamente l'immagine di passatempo riservato a un ambiente aristocratico o altoborghese e conquista giocatori provenienti da fasce sempre più varie della società.
Da sport per pochi a tennis di massa
Il passaggio al tennis di massa a Rimini non avviene in un solo momento. È il risultato di un processo che attraversa gli anni Sessanta e accelera decisamente nel decennio successivo.
L'interesse cresce, aumenta il numero dei praticanti e i campi disponibili devono rispondere a una domanda sempre maggiore. Il Circolo amplia progressivamente le proprie strutture e si prepara a una pratica sportiva molto più intensa rispetto a quella dei primi decenni del secolo.
Anche il successo nazionale del tennis italiano negli anni Settanta contribuisce a questo fenomeno. Le partite vengono seguite in televisione, cresce il desiderio di provare la racchetta e sempre più famiglie avvicinano i figli allo sport.
A Rimini l'effetto è evidente: nella seconda metà degli anni Settanta trovare un campo libero diventa difficile e il numero dei soci cresce fino a sfiorare le cinquecento unità.
È la distanza più evidente dal 1900: quello che allora era un elegante svago della colonia balneare è ormai diventato una pratica sportiva capace di coinvolgere centinaia di persone.
Più campi e una stagione che non può più essere soltanto estiva
La crescita del numero dei giocatori obbliga il Circolo ad adeguare progressivamente gli impianti.
Vengono realizzati nuovi campi e, nel corso degli anni Settanta, emerge un altro problema: non è più possibile pensare al tennis come a uno sport praticato soltanto durante la bella stagione.
La possibilità di allenarsi con continuità diventa particolarmente importante per i giovani. Si cercano quindi spazi coperti e soluzioni che permettano di giocare durante l'inverno, mentre nel 1977 l'illuminazione artificiale consente di prolungare l'attività anche nelle ore serali.
Sono trasformazioni apparentemente tecniche, ma hanno una conseguenza molto più profonda: il Circolo passa da una vita fortemente legata alla stagione turistica a un'attività sportiva sempre più continua durante l'anno.
1977: la scuola tennis e le nuove generazioni
Il cambiamento trova una delle sue espressioni più evidenti nel 1977, quando nasce la Scuola di Avviamento Tennis.
I primi corsi coinvolgono circa novanta ragazzi. È l'inizio di una nuova funzione del Circolo: non soltanto offrire campi ai soci o organizzare tornei, ma costruire un percorso stabile attraverso il quale avvicinare i più giovani alla racchetta.
Negli anni successivi la scuola crescerà e si strutturerà ulteriormente. Ma entrare nei nomi dei maestri, nei gruppi di allenamento, nei giovani protagonisti e nei risultati significherebbe raccontare online una parte consistente della seconda metà del volume.
Per questo è più utile fermarsi al significato del passaggio: alla fine degli anni Settanta il tennis riminese ha ormai completato la trasformazione da sport prevalentemente estivo e sociale a pratica organizzata, continuativa e aperta alle nuove generazioni.
Dal campo recuperato nel 1947 al tennis per centinaia di persone
In poco più di trent'anni il Circolo attraversa una trasformazione radicale.
Nel primo dopoguerra il problema era riuscire a trovare un campo sul quale giocare. Alla fine degli anni Settanta la questione è ormai opposta: soddisfare una domanda crescente, prolungare la stagione, formare i giovani e dotarsi di strutture adeguate.
Questa evoluzione racconta contemporaneamente quella di Rimini. La città devastata dalla guerra diventa una grande destinazione turistica e il tennis passa dalla dimensione relativamente esclusiva delle origini a una presenza molto più diffusa nella società.
Il volume Circolo Tennis Rimini. 100 anni ricostruisce questo passaggio con una profondità molto maggiore attraverso fotografie, cronache, testimonianze, personaggi e numerosi episodi della vita quotidiana del club.
La seconda parte del libro, firmata da Tommaso Panozzo, segue infatti il Circolo dalla ricostruzione fino al presente, restituendo anche quel patrimonio di ricordi e microstorie che abbiamo scelto volutamente di non riprodurre in questo approfondimento.
Scopri il volume Circolo Tennis Rimini. 100 anni
Per ripercorrere tutte le grandi fasi senza entrare nei dettagli riservati al volume, torna alla storia del tennis a Rimini .
Per conoscere invece il lavoro editoriale e il valore assunto dalle immagini nella ricostruzione del centenario, puoi leggere l'intervista a Tommaso Panozzo sul volume .

