Amici, burle e goliardia in Riminesi alla menta: una generazione raccontata da Giuliano Masini

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Gli amici sono una delle presenze più costanti di Riminesi alla menta. Giuliano Masini torna agli anni della propria giovinezza attraverso una compagnia che cambia ambienti, abitudini e occasioni di incontro, ma continua a rappresentare il centro di gran parte delle esperienze raccontate.

Nel libro la dimensione collettiva conta almeno quanto quella autobiografica. Scuola, università, bar, spiaggia, corteggiamenti e serate diventano occasioni nelle quali osservare i rapporti fra coetanei, i codici del gruppo e una particolare forma di goliardia. È da qui che nascono molte delle burle e delle bravate che Manlio Masini, nella prefazione all'edizione del 2023, riassume con una parola particolarmente riminese: “patacate”.

Per una lettura complessiva del volume, della sua struttura memorialistica e della Rimini che fa da sfondo ai racconti è disponibile l'hub Riminesi alla menta: memoria e vita quotidiana nella Rimini del dopoguerra.

La compagnia come filo conduttore di Riminesi alla menta

Riminesi alla menta non segue rigidamente una cronologia e non costruisce una vicenda continua. I racconti sono autonomi, ma molti sono tenuti insieme dalla presenza degli stessi amici e dalla memoria di una vita trascorsa in gruppo.

Giuliano Masini racconta raramente una giovinezza solitaria. Il pronome che ritorna idealmente dietro molte situazioni è il “noi”: ci si incontra, si progettano serate, si scherza, si corteggiano le ragazze, si affrontano insieme piccoli problemi e si costruiscono rituali comprensibili soprattutto a chi appartiene alla compagnia.

È questo carattere collettivo a trasformare una serie di ricordi personali anche nel ritratto di una generazione. Non perché gli amici di Masini rappresentino tutti i giovani riminesi del dopoguerra, ma perché attraverso la loro esperienza emergono forme di socialità, aspirazioni e comportamenti appartenenti a un preciso momento della vita cittadina.

Che cosa sono le “patacate” di Giuliano Masini?

La parola patacate è particolarmente adatta al mondo raccontato da Masini. Nel volume comprende scherzi, provocazioni, bravate, trovate improbabili e situazioni nelle quali il gruppo mette alla prova se stesso o qualcun altro.

Non esiste un unico modello. Alcune burle nascono quasi spontaneamente da una serata fra amici; altre richiedono preparazione e complicità; altre ancora finiscono per produrre conseguenze impreviste. Il meccanismo narrativo, però, è spesso simile: una situazione ordinaria viene progressivamente spinta verso il paradosso.

Queste vicende sono importanti non soltanto perché alimentano la componente comica del libro. Mostrano anche il funzionamento interno della compagnia: chi propone lo scherzo, chi lo asseconda, chi ne diventa il bersaglio, chi cerca di rimediare quando le cose prendono una piega diversa da quella prevista.

Questa caratteristica era stata notata già alla prima uscita del volume. Nel 2005 Ariminum pubblicò infatti un intervento intitolato Patacate targate anni Cinquanta. La ricezione contemporanea del libro è approfondita in Riminesi alla menta su Ariminum nel 2005: le letture di Romano Ricciotti e Mixer.

Goliardia e appartenenza al gruppo

Con il passaggio dagli anni della scuola a quelli universitari, la goliardia assume forme più riconoscibili e ritualizzate. Masini ricorda pratiche, gerarchie, scherzi alle matricole e codici che appartenevano alla vita studentesca dell'epoca.

Anche in questo caso il dato interessante non è soltanto folkloristico. Quelle regole rafforzano l'appartenenza: possedere un determinato ruolo nella compagnia, conoscere le battute, partecipare alle iniziative del gruppo significa far parte di una comunità con linguaggi e consuetudini proprie.

La goliardia raccontata da Masini conserva inoltre una forte dimensione teatrale. Molte situazioni funzionano perché ciascun partecipante accetta temporaneamente una parte: l'anziano, la matricola, il burlone, la vittima dello scherzo, l'amico incaricato di organizzare la serata. Il gruppo diventa così anche il palcoscenico sul quale si costruiscono identità e reputazioni.

Pochi soldi e molta capacità di arrangiarsi

Un'altra caratteristica della compagnia è la disponibilità economica limitata. Essere giovani nel periodo ricordato da Masini significa spesso voler uscire, incontrare persone e divertirsi disponendo di mezzi molto modesti.

La scarsità di denaro non rimane un semplice dato materiale. Entra direttamente nel modo di organizzare la vita sociale: si cercano soluzioni economiche, si sfruttano occasioni impreviste, si costruiscono serate intorno a ciò che è disponibile e si attribuisce valore soprattutto allo stare insieme.

È uno degli elementi che spiegano anche il titolo del libro. Il doppio richiamo della “menta” alla giovinezza e ai portafogli poco forniti è approfondito in Perché si chiama Riminesi alla menta? Il significato del titolo di Giuliano Masini.

Questa condizione contribuisce a distinguere la socialità descritta nel volume da immagini successive e più spettacolari della Riviera. Il mondo di Masini nasce prima di tutto da una compagnia locale e dalle possibilità concrete di giovani che stanno crescendo in una città uscita da pochi anni dalla guerra.

Amicizie, ragazze e primi amori

La compagnia non è esclusivamente maschile. Nei racconti entrano continuamente ragazze, fidanzamenti, corteggiamenti, amori desiderati o soltanto immaginati. La socialità giovanile viene così osservata anche attraverso i rapporti fra ragazzi e ragazze e attraverso regole familiari e comportamenti molto legati all'epoca.

Masini registra questi rapporti dalla prospettiva del proprio gruppo. Ne emergono entusiasmi, competizione, insicurezze e strategie di corteggiamento, spesso trattati con lo stesso registro ironico riservato alle altre esperienze.

Proprio perché autobiografico, lo sguardo conserva anche mentalità e linguaggi della generazione raccontata. Alcune espressioni e alcuni atteggiamenti appartengono chiaramente al loro tempo: sono parte della testimonianza offerta dal libro e aiutano a misurare anche la distanza culturale rispetto al presente.

Lo scherzo come linguaggio dell'amicizia

In Riminesi alla menta prendersi in giro è quasi una forma di comunicazione. Gli amici vengono riconosciuti anche attraverso soprannomi, debolezze, abitudini e caratteristiche che il gruppo conosce abbastanza bene da trasformarle in materia di scherzo.

La burla può essere affettuosa, competitiva oppure decisamente pesante. Proprio questa oscillazione rende interessante la compagnia raccontata da Masini: non viene idealizzata come una comunità priva di conflitti. Esistono rivalità, risentimenti e scherzi che superano il limite previsto, accanto a solidarietà e legami destinati a durare.

L'umorismo diventa così uno strumento con cui il narratore recupera non soltanto ciò che gli amici facevano, ma anche il modo in cui stavano insieme. Molti anni dopo, una battuta o una bravata conservano significato perché rimandano immediatamente alle persone con cui furono condivise.

Una generazione che cresce insieme

La compagnia non rimane immobile. I protagonisti attraversano la scuola, l'università e progressivamente l'ingresso nella vita professionale. Con il passare del tempo cambiano le possibilità, le relazioni e le responsabilità.

Manlio Masini osserva nella prefazione come quella giovinezza fosse consapevole che la stagione della libertà e della goliardia sarebbe prima o poi terminata, lasciando spazio al lavoro, alla famiglia e all'integrazione nella società adulta.

È un passaggio essenziale per comprendere il significato generazionale del libro. Le burle non vengono ricordate soltanto perché divertenti: acquistano valore perché appartengono a un'età delimitata. Sono esperienze possibili prima che la vita assuma un'altra struttura.

Per questo la compagnia permette di seguire indirettamente anche una trasformazione. I ragazzi delle prime pagine crescono, studiano, iniziano professioni, costruiscono famiglie e progressivamente si allontanano dalla stagione nella quale stare insieme costituiva una parte così rilevante delle loro giornate.

Tra “vitelloni” e vita quotidiana riminese

Nella prefazione alla nuova edizione compare anche l'espressione “vitellonismo alla buona”. Il riferimento è comprensibile in un libro ambientato a Rimini e incentrato su giovani amici, ma non dovrebbe essere spinto fino a trasformare Masini in una semplice variante letteraria dei Vitelloni felliniani.

La materia di Riminesi alla menta nasce infatti dalla memoria autobiografica e da esperienze specifiche. La compagnia viene osservata attraverso episodi realmente vissuti e successivamente rielaborati dall'autore, con i propri luoghi, il proprio gergo e le proprie dinamiche interne.

Il riferimento ai “vitelloni” aiuta semmai a individuare una condizione: giovani ancora relativamente liberi dalle responsabilità adulte, molto legati agli amici e impegnati a trasformare la quotidianità in occasione di divertimento.

Come leggere oggi la goliardia di Riminesi alla menta

Leggere questi racconti a molti decenni di distanza significa anche incontrare comportamenti che non appartengono più al presente. Alcuni scherzi possono apparire ingenui, altri molto lontani dalla sensibilità contemporanea.

Il loro interesse sta proprio nel fatto che Masini non costruisce a posteriori una giovinezza adattata ai valori di un'altra epoca. Conserva linguaggi, comportamenti e contraddizioni del gruppo al quale apparteneva, affidandoli alla memoria con un tono prevalentemente ironico.

È quindi possibile leggere la goliardia del libro su due livelli: come componente narrativa, capace di produrre molte delle situazioni più comiche, e come testimonianza di forme di socialità giovanile appartenenti alla Rimini del secondo Novecento.

Gli amici al centro di Riminesi alla menta

Dietro la varietà degli episodi rimane una costante: Giuliano Masini ricorda la propria giovinezza soprattutto attraverso le persone con cui l'ha condivisa.

Burle, goliardia e “patacate” sono importanti proprio perché rendono visibile quella rete di rapporti. Il risultato non è soltanto una raccolta di storie divertenti, ma il ritratto dall'interno di una compagnia che attraversa insieme una parte decisiva della propria formazione.

La dimensione comica non esaurisce tuttavia il rapporto fra Masini e i suoi amici. Il trascorrere del tempo modifica progressivamente il significato di quei ricordi: un aspetto che assume particolare rilievo nelle pagine più mature del volume e che costituisce un'altra chiave di lettura dell'opera.

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