Riminesi alla menta di Giuliano Masini guarda alla Rimini del dopoguerra da un punto di osservazione preciso: quello di chi quegli anni li ha attraversati durante la propria giovinezza. Non è una storia generale della città e non segue una cronologia sistematica. È una raccolta di memorie trasformate in racconti, nelle quali amici, linguaggi, abitudini e ambienti quotidiani restituiscono dall'interno l'esperienza di una generazione.
I ricordi si collocano tra il secondo dopoguerra e la fine degli anni Sessanta. È un arco di tempo ampio, durante il quale cambiano la città e la vita dei protagonisti, ma il centro del libro rimane soprattutto umano: la compagnia degli amici, le relazioni, gli anni della formazione e il modo in cui quelle esperienze vengono ricordate a distanza di tempo.
Pubblicato da Panozzo Editore nella nuova edizione Riminesi alla menta. I favolosi anni del dopoguerra, il volume permette così di avvicinarsi a un periodo della storia riminese attraverso una prospettiva autobiografica, diversa da quella di una ricostruzione documentaria.
Una memoria personale della Rimini del dopoguerra
Il valore particolare di Riminesi alla menta sta anzitutto nella posizione del narratore. Giuliano Masini non osserva il passato dall'esterno: torna sulle proprie esperienze, sugli amici e sugli ambienti frequentati, recuperando situazioni che appartengono alla sua formazione.
La città entra quindi nei racconti attraverso la vita vissuta. Il dopoguerra non viene spiegato mediante una successione di avvenimenti, date o trasformazioni urbanistiche, ma affiora nelle condizioni materiali, nelle consuetudini, nelle forme di socialità e nelle possibilità a disposizione dei giovani.
Questo limite dichiarato è anche una delle caratteristiche più interessanti del libro. Una memoria autobiografica non sostituisce la ricerca storica: conserva però elementi che una ricostruzione generale può difficilmente restituire con la stessa immediatezza, come il lessico quotidiano, i rapporti tra coetanei, i piccoli rituali e il modo in cui una generazione percepiva il proprio presente.
Gli amici come filo del racconto
Nonostante la struttura frammentaria, nel libro esiste una presenza capace di tenere insieme molti dei racconti: la compagnia.
Gli amici accompagnano Giuliano Masini attraverso età e situazioni differenti. Cambiano gli ambienti, aumentano le responsabilità e mutano le aspettative, ma la dimensione collettiva rimane centrale. È attraverso il gruppo che prendono forma molte delle esperienze ricordate dall'autore e che emergono comportamenti, complicità, rivalità e forme di solidarietà caratteristiche di quel mondo.
Per questo Riminesi alla menta può essere letto anche come il ritratto di una generazione osservata su scala quotidiana. Non una generazione definita attraverso programmi, statistiche o grandi eventi, ma attraverso le relazioni fra persone che crescono nello stesso contesto e imparano progressivamente a confrontarsi con la vita adulta.
Oratorio, scuola, bar e spiaggia: gli ambienti della formazione
I ricordi attraversano una geografia riconoscibile, ma i luoghi non sono descritti come tappe di un itinerario storico o turistico. Sono innanzitutto ambienti di vita.
L'oratorio appartiene agli anni più giovani; la scuola e il liceo segnano altre esperienze e altri rapporti; l'università amplia progressivamente l'orizzonte; i bar diventano luoghi di incontro e organizzazione della vita di gruppo; la spiaggia entra nella socialità di una città nella quale il mare costituisce una presenza quotidiana.
Seguendo questi ambienti si accompagna quindi soprattutto la crescita dei protagonisti. La geografia di Riminesi alla menta è inseparabile dalla biografia: ogni luogo acquista significato perché associato a incontri, abitudini e stagioni della vita.
Ironia, gergo e vita quotidiana
Una parte consistente del libro è attraversata dall'umorismo. Burle, bravate, equivoci e situazioni portate fino al paradosso diventano materia narrativa e contribuiscono a dare ai racconti un ritmo spesso rapido e costruito intorno a un rovesciamento.
Anche il linguaggio partecipa a questa ricostruzione. Espressioni dell'epoca, termini dialettali e modi di dire non vengono inseriti come repertorio linguistico autonomo: appartengono alle persone e alle situazioni dalle quali nasce il racconto.
È uno degli aspetti attraverso i quali emerge la distanza fra quel mondo e il presente. Parole, comportamenti e forme di goliardia possono appartenere a sensibilità molto diverse da quelle contemporanee. Leggerli nel loro contesto permette di considerarli come parte della testimonianza di una società e di una generazione, senza confondere la memoria con un modello da riproporre.
Non soltanto il ricordo di anni spensierati
Ridurre Riminesi alla menta alle sole vicende comiche significherebbe però perdere una parte importante del libro.
La prospettiva dalla quale Giuliano Masini scrive è quella di chi torna molti anni dopo sui propri ricordi. Alla leggerezza delle esperienze giovanili si sovrappone perciò la consapevolezza del tempo trascorso. Alcune persone appartengono ormai soltanto alla memoria, alcune amicizie hanno attraversato trasformazioni e separazioni, alcuni ambienti sono diventati testimonianze di un'altra stagione della città.
Il tono può così passare dalla comicità alla riflessione senza cambiare l'oggetto del racconto. Sono sempre gli amici e la vita vissuta a rimanere al centro, ma osservati da una distanza che attribuisce loro un significato diverso.
Dal ricordo individuale a una memoria generazionale
È in questo passaggio che una raccolta autobiografica può assumere un interesse più ampio. Giuliano Masini racconta innanzitutto ciò che ricorda e ciò che ha vissuto: non pretende che la propria esperienza coincida con quella di tutti i riminesi della stessa età.
Eppure, attraverso esperienze individuali, il libro conserva numerosi elementi condivisi: forme di socialità, rapporti familiari, luoghi di aggregazione, disponibilità economiche limitate, divertimenti, corteggiamenti, scuola, università e progressivo ingresso nel mondo adulto.
Riminesi alla menta permette quindi di osservare come una vicenda personale possa diventare una delle testimonianze utili per comprendere una generazione, purché se ne conservi la natura: quella di una memoria raccontata, non di una ricostruzione esaustiva della Rimini del secondo Novecento.
Riminesi alla menta oggi
La nuova edizione pubblicata nel 2023 ha riportato in circolazione un testo nato molti anni prima e ha creato una nuova occasione di confronto intorno alle memorie raccolte da Giuliano Masini.
Il 15 aprile 2023 il volume è stato presentato alla Biblioteca Gambalunga di Rimini nell'ambito di Libri da queste parti. Manlio Masini e Oreste Ruggeri hanno affiancato al libro riflessioni e testimonianze sulla città e sugli anni raccontati. Il resoconto della presentazione di Riminesi alla menta alla Gambalunga raccoglie anche il video integrale dell'incontro.
L'appuntamento faceva parte della rassegna Un bel tempo andato? Vivere a Rimini nel dopoguerra, nata per mettere a confronto prospettive differenti sulla città uscita dalla guerra.
Approfondire Riminesi alla menta
Questo articolo costituisce il punto di partenza per gli approfondimenti dedicati al libro: il significato del titolo, gli amici e la dimensione generazionale, gli ambienti della vita quotidiana, il rapporto fra umorismo e memoria e la storia editoriale dell'opera saranno affrontati separatamente, per mantenere distinti i diversi percorsi di lettura senza anticipare i racconti raccolti nel volume.
- Riminesi alla menta. I favolosi anni del dopoguerra – scopri il libro di Giuliano Masini.
- La presentazione di Riminesi alla menta alla Biblioteca Gambalunga – resoconto e video dell'incontro del 2023.
- Un bel tempo andato? – il percorso di incontri dedicato alla Rimini del dopoguerra.

