I misteri dell’Enklave: Romano Ricciotti recensisce In fuga da Rimini nel 2009

  I misteri dell'Enklave, recensione di Romano Ricciotti a In fuga da Rimini di Alessandro Agnoletti, pubblicata su Ariminum nel 2009

Nel numero di novembre-dicembre 2009 della rivista Ariminum, Romano Ricciotti dedicò un'ampia recensione a In fuga da Rimini, il libro di Alessandro Agnoletti pubblicato pochi mesi prima da Panozzo Editore nella collana Quaderni di Ariminum.

L'articolo, intitolato I misteri dell'Enklave e apparso alle pagine 42-43 del periodico, costituisce una testimonianza della prima accoglienza riservata all'opera. Ricciotti riconosce il contributo dello studioso alla conoscenza dei campi di prigionia alleati nel Riminese, ma manifesta un dissenso su alcune delle interpretazioni proposte.

Il documento permette di ricostruire un confronto storico e culturale sviluppatosi a Rimini nell'anno stesso della pubblicazione del volume.

Il riconoscimento alle ricerche di Alessandro Agnoletti

La recensione si apre con un riconoscimento al lavoro compiuto da Alessandro Agnoletti e Patrizia Dogliani, autori di due precedenti studi sull'Enklave Rimini: Enklave Rimini-Bellaria, pubblicato da Agnoletti nel 1999, e Rimini Enklave 1945-1947, uscito nel 2005 a firma di Dogliani.

Ricciotti ricorda come quelle pubblicazioni avessero contribuito a far conoscere ai riminesi l'organizzazione e la vita quotidiana dei campi di prigionia. Fra gli aspetti richiamati figurano le attività culturali e religiose dei detenuti, le produzioni artigianali, l'esperienza dell'Alma Mater Bellariensis e la pubblicazione di giornali all'interno dei campi.

Con In fuga da Rimini, osserva il recensore, Agnoletti aveva ampliato l'orizzonte della ricerca, spostando l'attenzione verso vicende meno conosciute, legate a prigionieri eccellenti, fughe e rapporti internazionali.

Una recensione favorevole al valore della ricerca, ma critica sulle conclusioni

Romano Ricciotti riserva particolare attenzione alla parte del libro dedicata alla divisione ucraina «Galizia» e ai contrasti diplomatici fra le autorità britanniche e quelle sovietiche sul destino dei prigionieri.

È proprio da queste vicende che emerge una prima differenza di valutazione. Agnoletti interpreta la protezione accordata ad alcuni ex appartenenti alle SS e ad altri collaboratori del nazismo nel contesto dei nuovi interessi strategici occidentali. Ricciotti, pur dando conto della ricostruzione, guarda diversamente al comportamento britannico, attribuendo particolare rilievo alla volontà di sottrarre i prigionieri alla consegna all'Unione Sovietica.

Il dissenso riguarda dunque il giudizio politico e morale sulle scelte delle autorità inglesi nel dopoguerra. Ricciotti respinge l'interpretazione di quelle scelte come una forma di complicità con i nazisti, mentre Agnoletti sottolinea le responsabilità connesse alla protezione e alla fuga di persone coinvolte nei crimini del regime.

La divergenza, esposta sulla rivista nel 2009, mostra quanto la ricostruzione dell'Enklave fosse legata anche alle differenti valutazioni delle responsabilità maturate dopo la conclusione della guerra.

Le osservazioni sul ruolo del clero cattolico

Il secondo punto di contrasto riguarda l'assistenza prestata da ambienti ecclesiastici ai profughi e ai fuggiaschi nel corso della guerra e negli anni successivi.

Ricciotti si sofferma in particolare sulla figura del vescovo Alois Hudal, richiamata da Agnoletti nell'indagine sulle reti che favorirono l'espatrio di ex nazisti. Nel formulare le proprie obiezioni, il recensore torna su una testimonianza di Gitta Sereny utilizzata nel volume e ne richiama alcuni passaggi relativi all'assistenza offerta agli ebrei negli anni Trenta.

Secondo Ricciotti, quella documentazione consente di collocare l'attività assistenziale ecclesiastica in un quadro più articolato. A sostegno della sua posizione cita anche uno studio di padre Giovanni Sale pubblicato nel 2008 su La Civiltà Cattolica, relativo ai rifugiati accolti in Laterano durante l'occupazione nazista di Roma, e il volume collettaneo In difesa di Pio XII, uscito nel 2009.

Il punto controverso rimane il rapporto fra l'attività umanitaria svolta in determinate circostanze e le responsabilità individuali nell'assistenza ai criminali di guerra. Il richiamo alle iniziative di soccorso introduce elementi rilevanti per il giudizio complessivo, ma non risolve da solo la questione delle singole fughe e delle eventuali complicità.

Il giudizio conclusivo di Romano Ricciotti

Le riserve espresse da Ricciotti non cancellano il suo apprezzamento per il lavoro di Alessandro Agnoletti. Nelle conclusioni della recensione, infatti, lo studioso definisce meritorio il volume per l'attenzione rivolta ai misteri dell'Enklave, alle esperienze dei prigionieri, alle fughe e ai contrasti fra britannici e sovietici.

Il testo pubblicato su Ariminum conserva così un duplice interesse: documenta l'accoglienza riservata a In fuga da Rimini nel 2009 e testimonia la presenza, fra gli studiosi riminesi, di interpretazioni differenti su una pagina complessa del secondo dopoguerra.

La recensione integrale, firmata da Romano Ricciotti, è consultabile nell'archivio digitale della rivista Ariminum, novembre-dicembre 2009, pagine 42-43.

Romano Ricciotti e Soldati e soldataglia

Il confronto con Agnoletti costituisce anche una testimonianza dell'interesse di Romano Ricciotti per la rilettura critica degli avvenimenti della guerra e del dopoguerra.

Nel 2010 lo studioso pubblicò per Panozzo Editore Soldati e soldataglia, un volume di 90 pagine nel quale affronta alcune vicende della Rimini degli anni Quaranta attraverso una prospettiva dichiaratamente revisionale, attenta al modo in cui gli avvenimenti sono stati raccontati e interpretati.

Il libro appartiene alla stessa collana che aveva accolto In fuga da Rimini ed è tuttora disponibile nel catalogo Panozzo Editore.

Per ricostruire invece il percorso delle pubblicazioni di Alessandro Agnoletti dal 1999 al 2014 è disponibile l'approfondimento Alessandro Agnoletti e l'Enklave Rimini: un percorso di ricerca dal 1999 al 2014.

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