Lyda Borelli a Rimini: dal teatro al volo del 1911

Lyda Borelli con Romolo Manissero a Rimini nel 1911 – Collezione Alessandro Catrani

Lyda Borelli ebbe con Rimini un rapporto che precede la sua consacrazione come una delle prime grandi dive del cinema italiano. Nell’estate del 1906 arrivò in città con la compagnia teatrale di Virgilio Talli; cinque anni più tardi, il 31 agosto 1911, tornò al centro dell’attenzione partecipando a un volo con l’aviatore Romolo Manissero sopra l’Ippodromo Flaminio.

Due momenti diversi che raccontano anche la modernità della giovane attrice: prima protagonista dei palcoscenici e della mondanità balneare, poi affascinata da automobile e aviazione. È questa una delle figure che Alessandro Catrani fa riemergere attraverso immagini, documenti e cronache in Gli anni dell’Incanto. Eleganza e mondanità nella Rimini della Belle Époque.

Chi era Lyda Borelli

Nata in una famiglia di attori, Lyda Borelli iniziò giovanissima la carriera teatrale e nei primi anni del Novecento si impose rapidamente sulla scena italiana.

Nel 1904 interpretò Favetta nella prima rappresentazione de La figlia di Iorio di Gabriele D’Annunzio e negli anni successivi divenne una delle attrici più note della propria generazione. Dal 1913 il cinema avrebbe ulteriormente amplificato la sua fama, contribuendo alla nascita di un nuovo modello di diva.

La biografia di Lyda Borelli nel Dizionario Biografico degli Italiani ricostruisce il suo percorso dal teatro al cinema e il ruolo assunto nella cultura dello spettacolo del primo Novecento.

Lyda Borelli a Rimini nel 1906

Il rapporto documentato fra Lyda Borelli e Rimini risale almeno all’estate del 1906.

Dall’1 al 4 agosto l’attrice si esibì all’Arena del Lido con la compagnia d’arte drammatica di Virgilio Talli. Era ancora soprattutto una giovane protagonista del teatro, ma la sua presenza attirava già un’attenzione che andava oltre il palcoscenico.

Le cronache balneari la seguivano anche durante le sue apparizioni nella Marina. Rimini era allora per attrici, artisti e personalità pubbliche non soltanto un luogo di spettacolo, ma anche uno spazio di villeggiatura e di intensa vita sociale.

Proprio nell’estate del 1906 Borelli lasciò alla stampa una testimonianza particolarmente favorevole della località adriatica, colpita dal mare, dalla spiaggia e dalla società che vi si riuniva.

Rimini e il fascino dell’aviazione nel 1911

Cinque anni più tardi la presenza riminese di Lyda Borelli si intrecciò con una delle grandi novità tecnologiche dell’inizio del Novecento: il volo.

Nell’estate del 1911 l’Ippodromo Flaminio ospitò una riunione aviatoria alla quale parteciparono piloti italiani e stranieri. Per il pubblico dell’epoca l’aeroplano era ancora una macchina sorprendente: sport, tecnologia e spettacolo si sovrapponevano e le esibizioni attiravano spettatori anche da fuori città.

Il volo di Lyda Borelli con Romolo Manissero

Il 31 agosto 1911 Lyda Borelli salì su un monoplano insieme a Romolo Manissero, uno degli aviatori che partecipavano alla manifestazione riminese.

La presenza dell’attrice trasformò immediatamente il volo in un evento nell’evento. Una celebrità del teatro saliva su una delle macchine che, agli occhi del pubblico, rappresentavano meglio la velocità e il futuro.

Le fotografie dell’episodio sono particolarmente eloquenti: Borelli appare con l’abbigliamento necessario al volo accanto all’aviatore, lontana dall’immagine tradizionale della donna elegante sulla quale si fondava una parte della sua fama pubblica.

Il volo si concluse con il ritorno a terra dell’attrice. Manissero ripartì successivamente da solo per proseguire l’esibizione e fu coinvolto in un grave incidente.

Il sito dedicato a Lyda Borelli permette di approfondire la carriera teatrale e cinematografica dell’attrice, mentre la vicenda riminese offre una prospettiva particolare sul suo rapporto con le trasformazioni culturali dell’inizio del Novecento.

Lyda Borelli e l’immagine della donna moderna

È questo l’aspetto che rende l’episodio del 1911 più interessante di una semplice curiosità biografica.

Velocità, automobile, aviazione e spettacolo appartenevano allo stesso immaginario della modernità che stava modificando comportamenti e modelli sociali. Borelli mostrò verso queste novità una curiosità che si accordava con la sua immagine pubblica di donna elegante, indipendente e capace di interpretare i cambiamenti del proprio tempo.

Anche gli studi dedicati alla sua carriera hanno sottolineato questa dimensione. Fotografie e testimonianze mostrano Borelli accanto agli aviatori o alle automobili, mentre la sua immagine teatrale e cinematografica contribuiva contemporaneamente alla definizione di una nuova femminilità.

Lyda Borelli in Gli anni dell’Incanto

Nel percorso costruito da Alessandro Catrani, il rapporto fra Lyda Borelli e Rimini non è isolato dal contesto. L’attrice entra in una trama più ampia di luoghi, fotografie, spettacoli, personaggi e documenti attraverso i quali riemerge la società riminese di inizio Novecento.

Questo articolo ricostruisce soltanto i passaggi essenziali del rapporto fra Borelli e la città. Il volume conserva invece una documentazione molto più articolata: immagini, cronache giornalistiche dell’epoca e testimonianze che permettono di seguire l’episodio all’interno del racconto complessivo costruito dall’autore.

Per conoscere anche come la critica e la stampa hanno interpretato il progetto editoriale è possibile leggere le recensioni e le letture critiche di Gli anni dell’Incanto .

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