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E' paés di minadór

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Prezzo di vendita €10,00 Prezzo normale
Tasse incluse
Formato
N. di pagine
60
Autore
Gilberto Grazia
Pubblicazione
2026
Lingua
Italiano
Genere: Narrativa e Poesia  •  ISBN: 9788874725212

Trama

E’ paés di minadór è la raccolta poetica di Gilberto Grazia dedicata alle radici familiari, a Perticara e alle persone che hanno vissuto intorno alla sua miniera.

In versi brevi ed essenziali riaffiorano genitori, amici, minatori, musicanti ed emigranti. Il ricordo passa attraverso immagini concrete: l’odore dello zolfo, gli scarponi portati a casa dopo il lavoro, il suono della sirena, un soprannome, una battuta o il profilo di un monte riconosciuto dopo una lunga lontananza.

Italiano e dialetto convivono nella raccolta, permettendo all’autore di conservare il ritmo del parlato e le voci della comunità. Alla memoria mineraria e familiare si affiancano inoltre ironia, giochi linguistici, natura, spiritualità e riflessioni sulla vita contemporanea.

 

Una raccolta poetica tra radici e memoria

La prima parte del volume è legata alle radici. Gilberto Grazia ritorna alla famiglia, all’infanzia e alle persone che hanno contribuito alla sua formazione.

Il padre e la madre emergono attraverso il lavoro, la guerra, le difficoltà quotidiane e gli insegnamenti trasmessi ai figli. Il ricordo non assume però la forma di una biografia completa: viene affidato a gesti, oggetti e impressioni capaci di restituire la presenza di una persona in pochi versi.

La memoria privata si apre così verso una storia più ampia. Le esperienze familiari richiamano quelle di molte comunità appenniniche attraversate dal lavoro minerario, dalle partenze, dalla guerra e dalla necessità di ricostruire la propria vita.

 

Perticara e il paese dei minatori

Il centro ideale della raccolta è Perticara, ricordata attraverso i suoi abitanti e le tracce lasciate dalla miniera di zolfo.

Grazia non propone una storia tecnica dell’attività estrattiva. La miniera viene osservata dalla prospettiva delle persone: gli uomini che scendevano nel sottosuolo, le famiglie rimaste ad attendere, i figli che ne conservano odori e immagini e gli abitanti che continuano a riconoscersi in nomi e soprannomi.

Il paese non coincide però soltanto con il lavoro. Nelle poesie trovano spazio anche la scuola di musica, la Banda dei minatori, le convinzioni politiche, le relazioni familiari, le fragilità individuali e le forme di solidarietà che tenevano insieme la comunità.

Perticara diventa così il punto dal quale prende forma una memoria collettiva composta da tante vite differenti, senza trasformarsi in una rappresentazione idealizzata del passato.

 

Dal paese verso l’Istria, il Belgio e l’Argentina

La geografia del libro non si ferma a Perticara. Guerra, emigrazione e lavoro conducono alcune delle persone ricordate verso l’Istria, le miniere del Belgio e l’Argentina.

Il motivo minerario collega luoghi lontani, ma resta sempre legato a nomi, famiglie ed esperienze individuali. Anche eventi storici di grande portata vengono avvicinati attraverso il modo in cui hanno cambiato la vita delle persone.

Le partenze sono accompagnate dal ricordo della terra d’origine. Monti, grotte, case e paesi continuano a vivere nella memoria di chi è lontano e assumono un significato nuovo quando il ritorno avviene dopo molti anni.

La raccolta non ricostruisce integralmente queste vicende. Lascia che siano poche immagini e brevi passaggi a suggerire il peso della lontananza, della perdita e del ritorno.

 

Italiano e dialetto nella stessa voce poetica

Il dialetto non è utilizzato come un elemento decorativo o folcloristico. È la lingua delle relazioni familiari, delle battute, dei soprannomi, del lavoro e della musica.

In alcuni componimenti l’italiano introduce una persona o una situazione, mentre il dialetto riporta nella pagina il tono diretto del parlato. Il passaggio fra le due lingue consente di percepire non soltanto che cosa viene ricordato, ma anche come quella memoria veniva raccontata.

Rime, assonanze, ripetizioni e cambiamenti di registro fanno parte dell’esperienza di lettura. Il significato non dipende quindi soltanto dalla traduzione letterale delle parole, ma anche dal loro suono e dalla posizione che occupano nel verso.

 

Una scrittura breve, concreta e lontana dalla retorica

La poesia di Gilberto Grazia procede frequentemente attraverso versi rapidi e immagini materiali. Un lume, un paio di scarponi, un albero, uno strumento musicale o una casa possono contenere una storia senza che il poeta debba raccontarne ogni passaggio.

Il dolore, la nostalgia e la tenerezza rimangono spesso trattenuti. Non vengono spiegati in modo insistito, ma emergono dalle cose e dai gesti che l’autore sceglie di conservare.

Questa essenzialità permette ai componimenti di mantenere una voce intima senza diventare celebrativi. Le persone ricordate conservano caratteri, contraddizioni e fragilità individuali.

 

Un libro che non si esaurisce nella memoria mineraria

La famiglia, Perticara e i minatori costituiscono il nucleo più riconoscibile della raccolta, ma non ne esauriscono tutte le direzioni.

Nell’ultima parte del volume prevalgono il gioco linguistico, la musicalità delle rime e delle assonanze, l’ironia e una scrittura più libera. Compaiono inoltre testi dedicati alla natura, all’amore, alla solitudine, alla spiritualità e ad alcuni aspetti della società contemporanea.

Il passaggio dalla memoria alla leggerezza non rappresenta una rottura. La componente ironica e dissacratoria appartiene alla stessa voce poetica che affronta il passato, il dolore e le persone scomparse.

 

Cosa troverai nel volume

  • poesie in italiano e in dialetto;
  • ricordi dedicati ai genitori, alla famiglia e all’infanzia;
  • la memoria di Perticara e della sua comunità mineraria;
  • ritratti costruiti attraverso nomi, soprannomi, gesti e voci;
  • il rapporto fra miniera, musica e vita del paese;
  • partenze, emigrazione e ritorni alla terra d’origine;
  • componimenti ironici, giochi di parole, rime e assonanze;
  • una prefazione di Sabrina Foschini dedicata alla scrittura e all’immaginario dell’autore.

 

Tre sezioni, tre movimenti della raccolta

Il libro è organizzato in tre parti che permettono di seguire diverse direzioni della scrittura di Gilberto Grazia.

Le radici familiari

La prima sezione raccoglie poesie legate alla famiglia, all’infanzia, alla guerra e alla formazione personale. Il ricordo nasce da dettagli essenziali e da immagini rimaste impresse nel tempo.

Il paese dei minatori

La seconda parte è dedicata soprattutto a Perticara. Miniera, dialetto, musica, persone ed emigrazione compongono il ritratto di una comunità osservata attraverso la memoria poetica.

Ironia, natura e giochi linguistici

La terza sezione riunisce testi differenti per tema e tono. La musicalità delle parole, l’ironia, le rime e le associazioni verbali mostrano il lato più giocoso e sperimentale dell’autore.

Questa presentazione non riproduce l’indice completo e non riassume i singoli componimenti, lasciando alla lettura del volume la scoperta della loro successione e delle loro conclusioni.

 

A chi si rivolge

E’ paés di minadór è indicato:

  • a chi legge poesia contemporanea e poesia dialettale;
  • a chi è interessato alla storia umana e alla memoria di Perticara;
  • ai lettori legati alla Valmarecchia e ai territori dell’Appennino;
  • a chi desidera avvicinarsi alla vita delle comunità minerarie attraverso una prospettiva personale;
  • a chi apprezza componimenti brevi, concreti e costruiti attraverso immagini;
  • a chi cerca un libro sul rapporto fra famiglia, territorio, dialetto ed emigrazione.

 

La prefazione di Sabrina Foschini

Nella prefazione, Sabrina Foschini presenta Gilberto Grazia come un autore capace di raccogliere parole, persone, oggetti e suggestioni della natura.

La sua lettura mette in evidenza la concretezza dei versi, la rapidità delle immagini e la capacità di evitare la retorica. Sottolinea inoltre il passaggio dalla memoria familiare e mineraria alla componente musicale, ironica e giocosa della terza parte del libro.

 

Gilberto Grazia e la poesia delle cose

La scrittura di Gilberto Grazia nasce dall’osservazione e dalla memoria. Le persone non vengono introdotte attraverso lunghe descrizioni, ma mediante ciò che hanno lasciato: una voce, un oggetto, un’abitudine, un odore o un’espressione.

La stessa attenzione è rivolta alla natura e al paesaggio. Erbe, alberi, sassi, monti e grotte non sono semplici elementi decorativi, ma parti di un mondo nel quale esperienza personale e memoria collettiva continuano a incontrarsi.

 

Scheda tecnica

  • Titolo: E’ paés di minadór
  • Autore: Gilberto Grazia
  • Prefazione: Sabrina Foschini
  • Editore: Panozzo Editore
  • Anno di pubblicazione: 2026
  • Pagine: 60
  • Lingua: italiano e dialetto
  • Formato: cartaceo
  • ISBN: 978-88-7472-521-2

 

Approfondimenti su Perticara e sul libro

Per approfondire il rapporto fra paese, poesia, miniera, dialetto e memoria, leggi Perticara, paese di minatori: poesia, dialetto e memoria dell’alta Valmarecchia .

L’incontro con l’autore e con Sabrina Foschini è raccontato nella pagina dedicata alla presentazione di E’ paés di minadór alla Cineteca di Rimini .

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Copertina di E’ paés di minadór, raccolta poetica di Gilberto Grazia

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