Sabato 19 novembre 2022 la Sala del Giudizio del Museo della Città di Rimini ha ospitato la presentazione di Bonviàz. Cronache famigliari dalla Rimini del dopoguerra, il libro di Grazia Nardi pubblicato da Panozzo Editore.
L'incontro, in programma alle ore 17 con ingresso libero, si è svolto nell'ambito della rassegna Le radici della memoria e ha visto l'autrice dialogare con Piero Meldini, scrittore e studioso riminese che firma anche la nota introduttiva del volume.
Grazia Nardi e Piero Meldini ancora insieme al Museo della Città
Quello del 19 novembre non è stato il primo incontro pubblico al Museo della Città fra Grazia Nardi e Piero Meldini.
Nel luglio 2021 i due avevano già presentato nello stesso museo Armidiè. Storie di vita nella Rimini degli anni '50 e '60, il libro con cui Nardi aveva raccolto ricordi, persone, consuetudini e frammenti della vita quotidiana della Rimini della propria infanzia.
Con Bonviàz quel percorso ha trovato una nuova tappa.
I due volumi restano opere autonome, ma condividono un medesimo territorio della memoria: il centro storico di Rimini degli anni Cinquanta e Sessanta e una società popolare nella quale il dialetto non costituiva semplicemente una lingua, ma accompagnava relazioni familiari, lavoro e vita quotidiana.
Una presentazione dedicata alle voci della Rimini del dopoguerra
La presenza di Piero Meldini alla presentazione è stata particolarmente significativa proprio per il ruolo avuto nella costruzione editoriale del libro.
Nella sua introduzione a Bonviàz, Meldini individua infatti uno degli elementi centrali dell'opera nel tentativo di restituire un contesto a detti, proverbi, motti e modi di dire che il trascorrere del tempo rischia di rendere incomprensibili.
Non si tratta quindi di compilare un semplice repertorio dialettale. Dietro le parole tornano le persone che le pronunciavano e le circostanze nelle quali venivano utilizzate.
È questa dimensione a collegare in maniera particolarmente efficace il libro al titolo della rassegna che lo ha ospitato: Le radici della memoria.
La memoria personale diventa infatti uno strumento per conservare una parte della memoria collettiva della città, facendo riaffiorare modi di parlare e di vivere appartenenti a una Rimini ormai profondamente trasformata.
Dal ricordo personale alla memoria della città
Grazia Nardi è nata a Rimini nel 1951 e ha costruito parte della propria scrittura intorno ai ricordi dell'infanzia e alla riminesità popolare.
Al centro di Bonviàz rimane il mondo familiare dell'autrice e, più in generale, quello delle famiglie dialettofone di modesta condizione che abitavano il centro storico nel secondo dopoguerra.
Il libro osserva questo universo attraverso le parole che vi circolavano. Sono espressioni che appartenevano alla casa e alla strada, ai rapporti familiari e ai mestieri, e che acquistavano significato non soltanto per ciò che dicevano letteralmente, ma per il tono, il contesto e le persone che le utilizzavano.
La presentazione al Museo della Città ha così riportato quelle memorie all'interno di uno dei luoghi istituzionalmente dedicati alla conservazione e al racconto della storia riminese.
Bonviàz e Le radici della memoria
L'incontro con Grazia Nardi ha aperto un percorso autunnale nel quale i libri hanno offerto differenti occasioni per tornare sulla memoria e sull'identità di Rimini.
Dopo Bonviàz, la rassegna Le radici della memoria è proseguita il 26 novembre con Se ci fosse un po' di silenzio. Sguardi felliniani di Ernesto Venturini e si è conclusa il 10 dicembre con Kwèl k a vòi di Carlo Rusconi.
Tre libri diversi, accomunati dal rapporto con la città e con le forme attraverso le quali una comunità conserva e rielabora la propria memoria.
Per approfondire: scopri Bonviàz. Cronache famigliari dalla Rimini del dopoguerra di Grazia Nardi.

