Alberto Sordi e il personaggio di Fernando Rivoli

Alberto Sordi interpreta Fernando Rivoli nel film Lo Sceicco Bianco di Federico Fellini

Alberto Sordi nei panni dello sceicco bianco è una delle immagini più riconoscibili del primo cinema di Federico Fellini. Dietro il costume esotico e il nome altisonante si nasconde Fernando Rivoli, interprete di fotoromanzi e oggetto dell’ammirazione della giovane Wanda.

Il personaggio permette a Fellini di mettere in scena la distanza fra il divo immaginato e l’uomo reale. Allo stesso tempo, offre ad Alberto Sordi un ruolo nel quale comicità, vanità e debolezza si mescolano continuamente.

Nel volume Lo Sceicco Bianco. Antonioni, Fellini e la metamorfosi di un film, Carlo Dolcini ricostruisce la scelta dell’attore, la lavorazione del film e il significato assunto dal personaggio all’interno dell’opera.

Alberto Sordi è lo sceicco bianco

Nella storia del film, lo sceicco bianco è il protagonista delle avventure che Wanda legge e sogna lontano dalla propria vita quotidiana. La giovane sposa arriva a Roma con il marito Ivan, ma porta con sé il desiderio segreto di incontrare l’eroe che conosce attraverso i fotoromanzi.

Quando il sogno sembra diventare realtà, Wanda non incontra però un personaggio leggendario. Dietro lo sceicco si trova Fernando Rivoli, un attore circondato da costumi, comparse e scenografie che esistono soltanto per costruire un’illusione.

Alberto Sordi interpreta questa distanza senza trasformare il personaggio in una figura unicamente negativa. Lo sceicco è seducente e ridicolo, sicuro di sé e impacciato, capace di alimentare il sogno di Wanda ma anche di rivelarne rapidamente la fragilità.

Una scelta importante per Federico Fellini

All’epoca dello Sceicco Bianco, Alberto Sordi non aveva ancora raggiunto la popolarità cinematografica degli anni successivi. Federico Fellini riconobbe però nell’attore una capacità particolarmente adatta al personaggio.

Il volto, la voce, i gesti e le improvvise variazioni di tono permettevano di passare dalla figura del divo alla sua parodia senza una separazione netta. Lo spettatore può comprendere perché Wanda ne sia affascinata e, nello stesso tempo, osservare tutto ciò che rende quell’ammirazione illusoria.

La scelta di Sordi diventa così parte del processo con cui Fellini trasforma il mondo dei fotoromanzi in uno spettacolo insieme seducente e grottesco. Il libro di Carlo Dolcini ricostruisce il contesto nel quale maturò questa decisione, tornando alle testimonianze e ai documenti della produzione.

Fernando Rivoli, un divo costruito dalle immagini

Fernando Rivoli esiste come celebrità soprattutto attraverso le fotografie, le pose e le storie che arrivano alle lettrici. Wanda non conosce la sua vita reale: conosce l’immagine pubblica dello sceicco bianco.

Il film mostra così un meccanismo che conserva una sorprendente attualità. Il divo non coincide necessariamente con la persona che lo interpreta. È una figura costruita per essere osservata, desiderata e idealizzata da chi si trova lontano dal luogo nel quale quell’immagine viene prodotta.

Fellini non si limita a denunciare l’inganno. Mostra anche il bisogno che rende possibile il sogno di Wanda: il desiderio di uscire da un’esistenza regolata dalle convenzioni e di incontrare qualcosa di apparentemente straordinario.

Lo sceicco bianco diventa quindi il punto di contatto fra due mondi. Da una parte si trova la vita ordinaria della giovane coppia; dall’altra una fabbrica di fantasie che promette avventura e libertà, ma che dietro le quinte rivela una realtà molto meno affascinante.

La celebre scena dell’altalena

Il primo incontro fra Wanda e lo sceicco è legato alla celebre scena dell’altalena. Alberto Sordi appare davanti alla giovane protagonista come una figura sospesa, quasi appartenente a una dimensione diversa da quella quotidiana.

L’immagine è diventata uno dei simboli dello Sceicco Bianco perché racchiude il rapporto fra immaginazione e realtà sul quale si fonda il film. Wanda guarda l’uomo che ha idealizzato; lo spettatore è invece condotto gradualmente a percepire la distanza fra quella visione e ciò che si trova realmente davanti a lei.

La sequenza non va però isolata dal percorso complessivo dell’opera. La sua costruzione, le circostanze delle riprese e il rapporto con il nascente linguaggio di Fellini richiedono un’analisi più ampia di quella possibile in un singolo articolo.

Carlo Dolcini affronta questo passaggio mettendo in relazione le immagini con le testimonianze sulla lavorazione e con le letture critiche formulate nel tempo. È nel libro che la scena viene esaminata all’interno della metamorfosi complessiva del film.

Tra comicità e disillusione

La forza del personaggio interpretato da Alberto Sordi nasce dal continuo passaggio fra il sogno e la sua smentita. Fernando Rivoli vorrebbe apparire come l’eroe dei racconti, ma ogni suo gesto lascia intravedere una personalità assai più comune.

La comicità non cancella però la disillusione di Wanda. Il film mostra quanto possa essere doloroso scoprire che l’immagine nella quale si è creduto non corrisponde alla realtà.

Lo sceicco non è soltanto un falso eroe: rappresenta un sistema nel quale le apparenze vengono costruite per offrire al pubblico una temporanea evasione. Sordi rende visibile quel meccanismo attraverso un personaggio che fa sorridere proprio mentre comincia a perdere la propria aura.

Alberto Sordi nel primo cinema di Fellini

Con Lo Sceicco Bianco, Federico Fellini affrontava il suo primo film come unico regista dopo l’esperienza condivisa con Alberto Lattuada in Luci del varietà.

La presenza di Alberto Sordi contribuì a dare al film un’identità precisa. Nel personaggio di Fernando Rivoli si incontrano l’interesse per lo spettacolo popolare, la deformazione comica e il contrasto fra ciò che i personaggi desiderano essere e ciò che sono realmente.

Questi elementi continueranno a occupare un posto importante nel cinema di Fellini. Comprendere come nacquero, tuttavia, richiede di tornare alle condizioni concrete della lavorazione e alle diverse fasi attraverso le quali il progetto arrivò sullo schermo.

Il libro di Carlo Dolcini

Lo Sceicco Bianco. Antonioni, Fellini e la metamorfosi di un film ricostruisce il ruolo di Alberto Sordi all’interno di una vicenda molto più ampia: il passaggio dal progetto legato a Michelangelo Antonioni al film diretto da Federico Fellini.

Il volume esamina fonti, testimonianze e documenti della produzione per comprendere come furono scelti gli interpreti e come le decisioni prese durante la lavorazione contribuirono a trasformare l’opera.

Questo articolo introduce il personaggio dello sceicco e il valore simbolico della sua immagine. La ricostruzione della scelta di Sordi, delle riprese e delle interpretazioni critiche si trova invece nel percorso completo sviluppato da Dolcini.

Per conoscere la storia documentata del personaggio e della lavorazione, scopri Lo Sceicco Bianco. Antonioni, Fellini e la metamorfosi di un film di Carlo Dolcini.

Per approfondire

Gli altri contenuti dedicati alla nascita dell’opera sono raccolti nel dossier Lo Sceicco Bianco di Federico Fellini: genesi del film e approfondimenti.

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