Il Resto del Carlino ha dedicato un articolo al libro di Carlo Dolcini La prima salita del Gran Sasso. La vera data (1563), pubblicato da Panozzo Editore.
Nell’articolo firmato da Benedetta Cucci, Francesco De Marchi viene presentato come un “esploratore curioso”: un bolognese del Cinquecento capace di immergersi nel lago di Nemi, di studiare architettura militare e di affrontare il Monte Corno, l’antico nome del Gran Sasso.
Il servizio del quotidiano dà risalto alla nuova datazione proposta da Dolcini: la prima salita documentata del Gran Sasso non sarebbe avvenuta nel 1573, come tramandato per secoli, ma dieci anni prima, nel 1563.
Francesco De Marchi, un bolognese da riscoprire
Uno degli aspetti più interessanti dell’articolo del Resto del Carlino è il legame con Bologna.
Francesco De Marchi nacque infatti a Bologna nel 1504, ma oggi è una figura poco conosciuta nella sua stessa città. Il libro di Carlo Dolcini contribuisce a riportarlo al centro dell’attenzione, non soltanto come protagonista della prima salita del Gran Sasso, ma come personaggio pienamente rinascimentale.
De Marchi fu uomo d’armi, tecnico, ingegnere militare e autore di un importante trattato. Ma fu anche un uomo animato da una curiosità concreta, capace di spingersi dove altri non erano ancora arrivati.
Il titolo scelto dal quotidiano, Pioniere De Marchi, “esploratore curioso”, coglie bene questa dimensione: dietro la questione della data si intravede una personalità avventurosa, inquieta e sorprendentemente moderna.
La nuova datazione della prima salita del Gran Sasso
Al centro dell’articolo c’è la scoperta raccontata da Carlo Dolcini.
La tradizione ha indicato a lungo il 1573 come anno della salita di Francesco De Marchi al Gran Sasso. Dolcini propone invece di retrodatare l’impresa al 1563, sulla base di una rilettura delle fonti manoscritte e della cronologia del capitano bolognese.
Il Resto del Carlino sottolinea in particolare il ruolo dell’Archiginnasio di Bologna, dove è conservata una copia importante del manoscritto di De Marchi. Proprio la consultazione di questo materiale ha consentito a Dolcini di rivedere una data accolta per generazioni.
Il punto decisivo, però, non è soltanto stabilire se l’impresa sia avvenuta nel 1563 o nel 1573. Il libro mostra come una tradizione storica possa essere controllata, discussa e corretta attraverso il ritorno ai documenti.
Il ruolo dell’Archiginnasio di Bologna
L’articolo è uscito in occasione della presentazione del volume all’Archiginnasio di Bologna.
La scelta del luogo aveva un significato particolare. Bologna è la città natale di Francesco De Marchi e l’Archiginnasio conserva uno dei manoscritti legati alla ricerca di Dolcini.
Presentare lì La prima salita del Gran Sasso. La vera data (1563) significava quindi ricondurre la vicenda anche alla sua radice bolognese: non solo Abruzzo, Gran Sasso e storia dell’alpinismo, ma anche storia culturale di Bologna e riscoperta di un protagonista dimenticato.
Per approfondire l’incontro con Carlo Dolcini e Franco Farinelli, leggi anche All’Archiginnasio, la montagna cambia prospettiva.
Un personaggio molto avventuroso
Il profilo di De Marchi tracciato dal Resto del Carlino insiste su un elemento essenziale: la sua passione per l’esperienza diretta.
Prima della salita al Gran Sasso, De Marchi si era immerso nel lago di Nemi con uno scafandro preparato personalmente, per osservare da vicino i resti di una nave romana. Anche la salita al Monte Corno nasce dallo stesso impulso: togliere ogni dubbio, vedere con i propri occhi, verificare ciò che altri avevano soltanto tramandato.
La sua non è ancora una passione alpinistica nel senso moderno. È piuttosto una curiosità rinascimentale, un desiderio di conoscenza che passa attraverso il corpo, il rischio, il territorio e la scrittura.
Il libro di Carlo Dolcini
La prima salita del Gran Sasso. La vera data (1563) ricostruisce l’impresa di Francesco De Marchi e il percorso documentario che porta alla nuova datazione.
Il volume è un saggio breve e illustrato, pensato per chi si interessa al Gran Sasso, alla storia dell’alpinismo, al Rinascimento, alla ricerca storica sulle fonti e alla figura di Francesco De Marchi.
Per conoscere il libro, visita la scheda di La prima salita del Gran Sasso. La vera data (1563).
Per approfondire
Quando avvenne davvero la prima salita del Gran Sasso: nel 1563 o nel 1573?
Scopri il contesto storico, i protagonisti e il dibattito sulla nuova datazione nel nostro dossier sulla prima salita del Gran Sasso.
