Carlo Dolcini sul Resto del Carlino: Francesco De Marchi, pioniere del Gran Sasso

Articolo del Resto del Carlino su Carlo Dolcini, Francesco De Marchi e la prima salita del Gran Sasso

Il Resto del Carlino ha dedicato un approfondimento al libro di Carlo Dolcini La prima salita del Gran Sasso. La vera data (1563), pubblicato da Panozzo Editore.

Nel servizio firmato da Benedetta Cucci, Francesco De Marchi viene presentato come un esploratore curioso: un bolognese del Cinquecento, uomo d’armi e tecnico, capace di affrontare esperienze molto diverse, dall’architettura militare all’esplorazione del Monte Corno, l’antico nome del Gran Sasso.

L’articolo porta inoltre all’attenzione dei lettori la nuova datazione proposta dalla ricerca di Dolcini per la celebre salita di De Marchi. Più che ripercorrere qui la dimostrazione, affidata al libro e agli approfondimenti specifici, interessa osservare il modo in cui il quotidiano restituisce la figura del protagonista e il legame della ricerca con Bologna.

Francesco De Marchi, un bolognese da riscoprire

Uno degli aspetti centrali del servizio del Resto del Carlino è proprio il rapporto con Bologna.

Francesco De Marchi nacque nella città nel 1504. La sua biografia lo mostra come una figura pienamente inserita nella cultura tecnica e militare del Rinascimento: uomo d’armi, ingegnere e autore di un importante trattato, ma anche osservatore interessato all’esperienza diretta.

L’articolo insiste su questa curiosità concreta e presenta la salita al Gran Sasso non come un episodio isolato, ma come parte di una personalità abituata a verificare direttamente territori, tecniche e problemi.

Il Gran Sasso e la nuova datazione raccontati sulla stampa

Il contributo giornalistico dà risalto alla proposta formulata da Carlo Dolcini di anticipare la prima salita documentata del Gran Sasso rispetto alla cronologia tradizionalmente accolta.

La questione nasce dalla rilettura delle fonti manoscritte e dal confronto con la biografia di De Marchi. È però il volume a sviluppare il percorso documentario completo e a mostrare su quali elementi si fonda la proposta.

L’articolo del Resto del Carlino svolge quindi una funzione differente: rende accessibile la notizia, introduce il personaggio e riporta all’attenzione pubblica una vicenda che coinvolge insieme storia dell’alpinismo, cultura rinascimentale e memoria bolognese.

Il ruolo dell’Archiginnasio di Bologna

Il servizio viene pubblicato in occasione della presentazione del libro all’Archiginnasio di Bologna.

La sede possiede un valore particolare perché conserva materiali legati alla tradizione manoscritta dell’opera di De Marchi e riporta la ricerca nella città natale del protagonista.

La presentazione bolognese diventa così un punto d’incontro fra la vicenda del Gran Sasso e il contesto culturale dal quale proveniva il capitano cinquecentesco.

Dall’articolo del Resto del Carlino al libro

Il profilo pubblicato dal quotidiano permette di avvicinarsi soprattutto a Francesco De Marchi e alle ragioni che rendono ancora interessante la sua impresa.

La prima salita del Gran Sasso. La vera data (1563) affronta invece integralmente la questione documentaria e il problema della cronologia. La distinzione è importante: l’articolo introduce la ricerca, mentre il volume permette di seguirne fonti, confronti e argomentazioni.

Per approfondire

Le altre conversazioni sulla stampa dedicate alle ricerche dello storico sono raccolte nella pagina Le interviste a Carlo Dolcini sui libri Panozzo Editore.

Per il contesto storico e il dibattito sulla cronologia consulta il dossier Prima salita del Gran Sasso: la data che cambia la storia.

La presentazione bolognese è raccontata nell’articolo All’Archiginnasio, Carlo Dolcini dialoga con Franco Farinelli.

Per conoscere caratteristiche e disponibilità del volume visita la scheda di La prima salita del Gran Sasso. La vera data (1563).

Consulta il documento conservato nell’archivio del blog →

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