Una delle più incredibili vicende della storia dell’arte italiana diventa un docufilm. Il celebre furto avvenuto nel 1975 al Palazzo Ducale di Urbino, raccontato da Nevio Monaco nel libro “Il carabiniere e l’antiquario. Il furto del secolo tra intrighi, rivalità ed encomi”, pubblicato da Panozzo Editore, sarà al centro di una nuova produzione destinata alla Rai.
Come riportato dal Resto del Carlino, le riprese del docufilm “Il furto di Urbino” sono già iniziate. La regia è affidata ad Alice Ierinò, mentre a guidare il pubblico attraverso la storia sarà la voce di Natasha Stefanenko, per la prima volta impegnata come narratrice di un documentario storico.
Dal libro di Nevio Monaco al docufilm “Il furto di Urbino”
L’idea del documentario nasce proprio dal libro di Nevio Monaco. Il produttore e coautore Alberto Gangi Chiodo ha spiegato al Resto del Carlino di avere trovato nel volume il punto di partenza per costruire un racconto dalle atmosfere crime, capace di unire indagine, storia dell’arte e valorizzazione di luoghi straordinari come il Palazzo Ducale di Urbino.
Il passaggio dal libro allo schermo rappresenta un importante riconoscimento per la testimonianza di Nevio Monaco e per un’opera che ricostruisce il caso attraverso la voce di uno dei suoi protagonisti.
Pubblicato da Panozzo Editore nel 2021, “Il carabiniere e l’antiquario” racconta infatti non soltanto il furto e il recupero dei dipinti, ma anche i retroscena meno conosciuti dell’indagine: le trattative riservate, le rivalità tra gli investigatori e il ruolo determinante dell’antiquario riminese Maurizio Balena. Il volume conta 88 pagine ed è firmato da Nevio Monaco.
Il furto del secolo al Palazzo Ducale di Urbino
Nella notte tra il 5 e il 6 febbraio 1975, tre capolavori del Rinascimento furono sottratti dalla Galleria Nazionale delle Marche, all’interno del Palazzo Ducale di Urbino:
- La Muta di Raffaello;
- La Madonna di Senigallia di Piero della Francesca;
- La Flagellazione di Cristo di Piero della Francesca.
La portata artistica e simbolica delle opere trafugate trasformò immediatamente l’episodio in un caso internazionale, presto definito dalla stampa “il furto del secolo”.
Le indagini durarono oltre un anno e si svilupparono tra l’Italia e la Svizzera. I tre dipinti furono infine recuperati nel marzo del 1976 e restituiti allo Stato italiano. Nel libro, Nevio Monaco ricostruisce dall’interno i passaggi decisivi dell’operazione, mostrando quanto il recupero sia dipeso anche da contatti personali, intuizioni investigative e delicati equilibri tra istituzioni.
Il carabiniere e l’antiquario: Nevio Monaco e Maurizio Balena
Il titolo del libro richiama i due personaggi centrali di questa storia.
Il carabiniere è Nevio Monaco, all’epoca comandante del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Bologna e protagonista di alcune delle indagini più delicate degli anni Settanta.
L’antiquario è invece Maurizio Balena, riminese e amico d’infanzia di Monaco. Grazie alla conoscenza del mercato dell’arte e ai suoi contatti internazionali, Balena riuscì ad avvicinarsi agli ambienti nei quali circolavano i dipinti rubati.
Secondo la ricostruzione contenuta nel volume, l’antiquario riuscì persino a vedere le opere nascoste in Svizzera e a prelevare alcuni piccoli frammenti di legno dal retro delle tavole. Le verifiche su quei materiali consentirono agli investigatori di stabilire che i dipinti fossero autentici, integri e ancora recuperabili.
È proprio questo intreccio tra indagine ufficiale e mediazione riservata a rendere la vicenda particolarmente adatta a una trasposizione cinematografica.
Un documentario crime tra arte, storia e indagini
Il docufilm adotterà il linguaggio del crime per raccontare una vicenda realmente accaduta, ricostruendo il colpo, le indagini e il recupero delle opere.
La produzione coinvolge in larga parte professionisti e interpreti marchigiani. Secondo quanto dichiarato da Andrea Agostini, presidente di Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission, il progetto è il primo di quattro capitoli dedicati ai grandi furti d’arte e ha ottenuto il sostegno del bando 2025 nella categoria documentari.
Accanto alla dimensione investigativa, il film offrirà anche l’occasione per riscoprire il patrimonio culturale di Urbino, il Palazzo Ducale e tre opere fondamentali del Rinascimento italiano.
La voce narrante di Natasha Stefanenko
A raccontare la storia sarà Natasha Stefanenko, attrice e conduttrice televisiva da molti anni legata alle Marche.
Per Stefanenko si tratta del debutto come voce narrante di un documentario storico. L’attrice ha descritto il progetto come un’esperienza particolarmente coinvolgente, sottolineando come il furto abbia sconvolto non soltanto Urbino, ma l’Italia e il mondo dell’arte internazionale.
La sua narrazione accompagnerà le ricostruzioni degli eventi e le immagini dei luoghi nei quali il caso ebbe origine.
Quando sarà trasmesso il docufilm sul furto di Urbino?
Secondo le informazioni pubblicate dal Resto del Carlino l’8 luglio 2026, la consegna del documentario a Rai Documentari è prevista per i primi giorni di ottobre 2026.
La messa in onda sulla Rai è attesa tra novembre e dicembre 2026. Successivamente, il docufilm dovrebbe essere disponibile anche su RaiPlay.
Le date precise della trasmissione saranno comunicate prossimamente.
Una storia vera che dal libro arriva sullo schermo
La realizzazione del docufilm conferma la forza narrativa e il valore storico di “Il carabiniere e l’antiquario”.
Il libro di Nevio Monaco permette di conoscere gli avvenimenti dalla prospettiva di chi partecipò direttamente alle indagini, facendo emergere particolari, testimonianze e retroscena assenti in molte precedenti ricostruzioni.
Una storia di capolavori trafugati, investigazioni internazionali, rivalità, incontri segreti e uomini disposti a rischiare pur di restituire all’Italia una parte fondamentale del proprio patrimonio artistico.
Una storia vera che, dopo essere diventata un libro pubblicato da Panozzo Editore, è ora pronta ad arrivare sullo schermo.

