Guida alla Rimini di Fellini: il progetto e la presentazione del 2001

Rassegna stampa del 2001 sulla presentazione di Guida alla Rimini di Fellini al Grand Hotel di Rimini

Nel maggio del 2001 veniva presentata al Grand Hotel di Rimini Guida alla Rimini di Fellini, volume curato da Giuliano Ghirardelli e pubblicato da Panozzo Editore. Le cronache dell'epoca permettono oggi di ricostruire non soltanto il lancio del libro, ma soprattutto l'impostazione di un progetto nato per raccontare il rapporto fra Federico Fellini e Rimini evitando una rappresentazione puramente turistica della città.

Promossa da Montanari Tour e fortemente sostenuta da Giovanni Montanari, la pubblicazione cercava infatti di affiancare alla funzione di guida una dimensione più legata alla memoria, alle testimonianze e alla storia urbana. Riletta a distanza di oltre vent'anni, l'operazione documenta anche una fase precisa del modo in cui Rimini stava costruendo il proprio rapporto culturale con l'eredità felliniana.

Un progetto tra turismo, memoria e racconto della città

La stampa riminese del maggio 2001 definì con chiarezza i ruoli del progetto: Montanari Tour ne fu promotrice, Giuliano Ghirardelli ne curò la realizzazione editoriale e Panozzo Editore pubblicò il volume.

Non si voleva però proporre una guida turistica tradizionale. Gli articoli dell'epoca sottolineavano piuttosto l'intenzione di accompagnare il lettore dentro una Rimini osservata attraverso il tempo, i ricordi e le persone che avevano conosciuto Federico Fellini. La città reale e quella conservata nella memoria del regista venivano così messe in relazione senza ridurre Rimini ai soli richiami più immediatamente riconoscibili.

Questa impostazione trovava espressione anche nella collana inaugurata dal volume, Francamente, pensata per offrire agli ospiti della città una conoscenza meno convenzionale del territorio. Una recensione coeva osservava inoltre come il libro potesse interessare non soltanto il visitatore, ma anche i riminesi chiamati a riscoprire aspetti della propria città.

La presentazione al Grand Hotel di Rimini

Il lancio pubblico ebbe come cornice il Grand Hotel, luogo inevitabilmente legato all'immaginario felliniano ma, in questo caso, anche sede concreta della presentazione del nuovo volume.

Il 19 maggio 2001 sia la cronaca riminese del Corriere sia La Voce diedero spazio all'iniziativa. Gli articoli presentarono la guida come il risultato dell'incontro fra informazioni sulla città e testimonianze di persone che avevano avuto rapporti diversi con Fellini.

Tra le voci coinvolte figuravano Luigi “Titta” Benzi, amico d'infanzia del regista; Gianfranco Angelucci, suo collaboratore e amico; Giuseppe Chicchi, sindaco di Rimini negli anni Novanta; e Gianfranco Miro Gori, allora direttore della Cineteca di Rimini. La loro presenza chiariva già l'impostazione dell'opera: non una biografia sistematica di Fellini, ma una pluralità di punti di osservazione sul rapporto fra il regista e la città.

Le cronache ricordavano inoltre come fotografie, memorie e riferimenti urbani accompagnassero il lettore attraverso una Rimini nella quale esperienza personale, trasformazioni della città e successiva costruzione della memoria felliniana tendevano continuamente a sovrapporsi. Il percorso completo e le testimonianze restano naturalmente affidati al volume.

Una guida pensata anche per riscoprire Rimini

Un elemento significativo della ricezione del 2001 riguarda proprio il pubblico al quale la guida sembrava rivolgersi. La dimensione turistica non esauriva il progetto: il libro veniva presentato anche come occasione per i riminesi di tornare a osservare la propria città attraverso una prospettiva differente.

Era un'impostazione coerente con una fase nella quale il rapporto fra Rimini e Federico Fellini continuava a essere discusso attraverso luoghi, istituzioni, iniziative culturali e testimonianze personali. Guida alla Rimini di Fellini appartiene quindi a un momento preciso di questa storia e conserva oggi anche il valore di documento editoriale della Rimini di inizio Duemila.

Il volume è attualmente esaurito, ma la sua scheda rimane consultabile nel catalogo storico di Panozzo Editore.

Dal volume del 2001 a nuove ricerche sulla Rimini di Fellini

Negli anni successivi Panozzo Editore è tornato più volte sul rapporto fra Federico Fellini e Rimini attraverso libri autonomi, nati da domande e prospettive differenti. Non si tratta di nuove edizioni della guida del 2001, ma di ricerche che consentono di continuare il percorso da angolazioni diverse.

Con Sulle tracce della Rimini di Fellini, Tommaso Panozzo ricostruisce la biografia riminese del regista attraverso il rapporto fra luoghi, formazione, memoria e trasformazioni della città.

...ma la casa mia 'n dov'è? - Fellini e la casetta sul porto di Giorgio Franchini concentra invece l'attenzione su una vicenda specifica del rapporto fra Fellini e Rimini: il progetto della casa sul porto che avrebbe dovuto accompagnare il riavvicinamento del regista alla città.

Un terzo percorso è quello di Amarcord e la Mille Miglia. La leggendaria corsa nella Rimini di Fellini di Carlo Dolcini e Tommaso Panozzo. Il volume prende in esame un episodio della Rimini conosciuta dal giovane Fellini e il modo in cui il ricordo della corsa venne successivamente trasformato nel cinema. Per inquadrare questo rapporto senza anticipare la ricerca del libro è disponibile anche il dossier La Mille Miglia a Rimini e in Amarcord: storia, memoria e cinema.

Dalla guida del 2001 alle ricerche più recenti cambia dunque il punto di osservazione, mentre rimane aperta la stessa relazione fra una città reale, la memoria di Federico Fellini e le forme attraverso le quali Rimini ha continuato a interrogare la propria immagine.

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