Tra la fine di maggio e l'inizio di giugno del 2001 Chiamami Città dedicò una segnalazione a Guida alla Rimini di Fellini, il volume curato da Giuliano Ghirardelli e pubblicato da Panozzo Editore.
Il breve articolo coglieva un aspetto particolare del progetto: la guida non era pensata soltanto per accompagnare il visitatore alla scoperta della città legata a Federico Fellini, ma poteva offrire anche ai riminesi un'occasione per tornare a osservare Rimini, la sua memoria e le sue trasformazioni.
Riletta oggi, quella pagina costituisce quindi una testimonianza della prima ricezione del libro e del modo in cui, all'inizio degli anni Duemila, veniva presentato il rapporto fra Fellini e la sua città natale.
Il primo titolo della collana «francamente»
Chiamami Città ricordava innanzitutto che Guida alla Rimini di Fellini inaugurava una collana denominata francamente.
L'impostazione dichiarata era quella di raccontare agli ospiti la città senza ridurla a una rappresentazione costruita esclusivamente per il turismo. È un elemento significativo, perché permette di collocare il volume all'interno di un progetto editoriale che cercava di mettere in relazione conoscenza del territorio, memoria e osservazione della Rimini contemporanea.
La guida nasceva nell'ambito dell'iniziativa promossa da Montanari Tour e veniva pubblicata da Panozzo Editore, con Giuliano Ghirardelli nel ruolo di curatore. Non era dunque soltanto una raccolta di indicazioni pratiche, ma un tentativo di proporre una particolare lettura della città attraverso il rapporto con uno dei suoi protagonisti più conosciuti.
Una guida rivolta anche ai riminesi
È soprattutto questo il punto sul quale la segnalazione di Chiamami Città assume una propria fisionomia rispetto alle altre recensioni del 2001.
Secondo l'articolo, fin dalle prime pagine risultava evidente come la guida potesse accompagnare anche un riminese nella riscoperta della propria città. La Rimini osservata attraverso il rapporto con Fellini diventava così uno strumento per interrogare anche la città di allora, attraversata da cambiamenti che avevano modificato luoghi, abitudini e percezione del territorio.
Non occorre ripercorrere qui gli itinerari o le testimonianze raccolte nel volume. Il loro sviluppo appartiene al libro. Per ricostruirne invece la vicenda editoriale interessa soprattutto constatare che, già al momento dell'uscita, Guida alla Rimini di Fellini veniva letta non soltanto come prodotto destinato ai visitatori, ma anche come occasione di confronto dei riminesi con la propria memoria urbana.
Testimonianze e fotografie per raccontare un rapporto complesso
La segnalazione ricordava inoltre alcune delle voci presenti nel progetto: Luigi “Titta” Benzi, amico d'infanzia di Federico Fellini e figura legata alla memoria di Amarcord; Gianfranco Angelucci, collaboratore e amico del regista; Giuseppe Chicchi; e Gianfranco Miro Gori, allora direttore della Cineteca di Rimini.
Alle testimonianze si affiancava un apparato fotografico nel quale erano comprese anche immagini allora inedite. Testi e fotografie contribuivano così a mettere in relazione la vicenda umana di Fellini con una città che, nel 2001, stava ancora definendo forme e strumenti attraverso i quali confrontarsi con la sua eredità.
La presenza di interlocutori differenti è importante anche per comprendere la natura del libro: non una ricostruzione affidata a un'unica voce, ma un percorso nel quale esperienze personali, memoria cittadina e documentazione concorrevano a osservare il legame fra Federico Fellini e Rimini.
Il volume è oggi esaurito, ma la scheda di Guida alla Rimini di Fellini rimane consultabile nel catalogo storico di Panozzo Editore.
Dal libro del 2001 alle ricerche oggi disponibili
A distanza di oltre vent'anni, il rapporto fra Federico Fellini e Rimini continua a essere affrontato nel catalogo Panozzo attraverso libri autonomi, ciascuno costruito intorno a un diverso oggetto di ricerca.
Chi vuole seguire la formazione riminese del regista e il rapporto fra biografia, memoria e spazi urbani può proseguire con Sulle tracce della Rimini di Fellini di Tommaso Panozzo. Il libro non ripropone la guida del 2001, ma sviluppa un proprio itinerario biografico nella Rimini vissuta e ricordata da Fellini.
Una vicenda molto più circoscritta è invece ricostruita in ...ma la casa mia 'n dov'è? - Fellini e la casetta sul porto di Giorgio Franchini, dedicato al progetto della casa che il regista avrebbe voluto costruire sul porto di Rimini.
Il rapporto fra memoria personale, storia cittadina e successiva elaborazione cinematografica viene affrontato da un'altra prospettiva in Amarcord e la Mille Miglia. La leggendaria corsa nella Rimini di Fellini di Carlo Dolcini e Tommaso Panozzo. Il volume prende in esame uno specifico ricordo della Rimini dell'anteguerra e ne ricostruisce il rapporto con la celebre sequenza cinematografica.
Per un primo inquadramento di quest'ultimo percorso è disponibile anche il dossier La Mille Miglia a Rimini e in Amarcord: storia, memoria e cinema, mentre l'indagine completa, le fonti e l'apparato iconografico restano affidati al volume.
Fonte: segnalazione dedicata a Guida alla Rimini di Fellini, Chiamami Città, 28 maggio–4 giugno 2001.

