La città perduta recensita da Paolo Zaghini su Chiamami Città

La città perduta di Tommaso Panozzo – recensione di Paolo Zaghini su Chiamami Città

Il 17 marzo 2025 Paolo Zaghini ha dedicato a La città perduta. Itinerari alla ricerca di una Rimini scomparsa di Tommaso Panozzo una recensione pubblicata su Chiamami Città, all'interno della rubrica La Torre di Babele riminese.

Nel suo intervento Zaghini legge il volume soprattutto come un tentativo di restituire una visione complessiva della Rimini precedente alle grandi trasformazioni del Novecento, mettendo in relazione la città turistica con quella abitata, produttiva e quotidiana.

La recensione costituisce una delle prime letture critiche organiche dedicate al libro dopo la sua pubblicazione.

Paolo Zaghini recensisce La città perduta

L'articolo di Zaghini prende le mosse dall'estate del 1939, scelta nel volume come momento dal quale osservare la città prima della frattura provocata dalla guerra.

Il recensore sottolinea però come La città perduta non coincida semplicemente con un catalogo di edifici distrutti. Il quadro che emerge è quello di una realtà urbana già complessa e in trasformazione, nella quale convivevano differenti modi di vivere e utilizzare la città.

È proprio questa ampiezza dello sguardo uno degli elementi sui quali Zaghini insiste maggiormente: la Rimini ricostruita nel volume non viene identificata esclusivamente con la sua immagine balneare.

Per approfondire il contesto storico senza sovrapporlo alla recensione è disponibile il dossier Rimini nel 1939: com'era la città prima della guerra.

Una città scomparsa non soltanto per la guerra

Un altro elemento evidenziato nella recensione riguarda il significato stesso dell'espressione “città perduta”.

Zaghini richiama infatti la distinzione, presente nel libro e nella prefazione di Stefano Pivato, fra ciò che venne cancellato dal conflitto e ciò che scomparve invece in seguito alle trasformazioni urbanistiche del dopoguerra.

La perdita della città precedente non viene quindi ricondotta a un unico momento storico.

È un punto importante anche per comprendere l'impostazione del volume: la guerra rappresenta una frattura decisiva, ma la Rimini contemporanea è il risultato di un processo più lungo, fatto anche di ricostruzioni, demolizioni e nuovi modi di concepire lo spazio urbano.

Il tema specifico delle conseguenze del conflitto è approfondito nell'articolo Bombardamenti di Rimini: come la guerra cambiò il volto della città.

Oltre la nostalgia per la Rimini che non c'è più

La lettura proposta da Paolo Zaghini mette in evidenza anche un aspetto essenziale: La città perduta non viene interpretato come una semplice celebrazione nostalgica della Rimini del passato.

Ricostruire la città significa piuttosto acquisire gli strumenti per comprenderne l'evoluzione.

Il confronto fra ciò che esisteva e ciò che è venuto dopo può così diventare un modo per leggere la storia urbana senza presupporre che ogni elemento del passato fosse necessariamente migliore e senza giudicare il presente attraverso una contrapposizione troppo semplice.

La memoria assume in questo senso una funzione conoscitiva: permette di rendere nuovamente leggibili parti della storia cittadina che il paesaggio contemporaneo non consente più di riconoscere immediatamente.

Le diverse anime della Rimini raccontata nel libro

Nella sua recensione Zaghini dedica ampio spazio alla varietà degli ambienti affrontati nel volume.

È un aspetto significativo perché mostra come il progetto non sia limitato alla Rimini monumentale o alla Marina più elegante. La ricostruzione comprende anche lavoro, attività produttive, divertimento, mobilità e realtà sociali meno rappresentate nell'immagine tradizionale della città.

Questa pagina non riproduce tuttavia l'elenco dei luoghi e degli episodi citati nella recensione originale. La loro successione e il modo in cui vengono messi in relazione costituiscono infatti una parte fondamentale del percorso costruito nel libro.

L'articolo di Zaghini può essere letto integralmente sul sito di Chiamami Città:

Leggi su Chiamami Città la recensione di Paolo Zaghini a La città perduta

Il ruolo delle immagini nella ricostruzione di Rimini

Zaghini segnala inoltre l'importanza dell'apparato iconografico del volume, costruito attraverso le collezioni di Alessandro Catrani.

Le fotografie non svolgono soltanto una funzione illustrativa. Contribuiscono a rendere leggibile una città profondamente modificata, permettendo di mettere in relazione le fonti scritte con l'aspetto degli spazi urbani.

Anche in questo caso scegliamo di non riprodurre online la sequenza delle immagini o i singoli luoghi documentati: l'integrazione fra testo, fotografia e cartografia è uno degli elementi specifici dell'esperienza proposta dal volume.

Una delle prime letture critiche di La città perduta

La recensione di Paolo Zaghini rappresenta una tappa significativa nella vita editoriale di La città perduta.

Dopo le presentazioni del dicembre 2024 e la partecipazione di Tommaso Panozzo a Un Ponte con la storia su IcaroTV, l'articolo di Chiamami Città offre una delle prime analisi estese del libro pubblicate sulla stampa locale.

Altri interventi e recensioni avrebbero successivamente approfondito aspetti differenti della ricerca.

Il percorso completo è raccolto nella pagina La città perduta di Tommaso Panozzo: presentazioni, interviste e recensioni.

Dal giudizio critico alla lettura del volume

La recensione di Paolo Zaghini permette di comprendere la struttura generale e l'ampiezza della ricerca condotta da Tommaso Panozzo.

Il libro conserva però ciò che né questa pagina né la recensione possono sostituire: la progressione degli itinerari, l'incontro con i singoli luoghi e personaggi, le microstorie, l'apparato fotografico e le mappe attraverso cui il lettore ricostruisce progressivamente la città.

Scopri La città perduta. Itinerari alla ricerca di una Rimini scomparsa di Tommaso Panozzo.

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