Il 17 marzo 2025 Paolo Zaghini ha dedicato su Chiamami Città un'ampia recensione a La città perduta. Itinerari alla ricerca di una Rimini scomparsa di Tommaso Panozzo.
L'articolo, intitolato “1939, quell'ultima estate nella Rimini che non c'è più”, legge il volume a partire dal momento storico scelto per la ricostruzione: l'estate del 1939, quando Rimini era già una località turistica affermata ma conservava ancora caratteristiche economiche, sociali e urbane destinate a essere profondamente modificate negli anni successivi.
La recensione di Zaghini è particolarmente ampia e attraversa numerosi aspetti del libro. Questa pagina ne presenta soltanto le principali chiavi interpretative, senza riprodurre gli itinerari, i luoghi e le vicende raccontati nel volume.
Paolo Zaghini e la Rimini dell'ultima estate di pace
Il punto di partenza della recensione è il contrasto che caratterizzava Rimini alla fine degli anni Trenta.
Da una parte esisteva una città ancora fortemente legata alla propria dimensione provinciale e a un'economia nella quale il territorio agricolo conservava un'importanza significativa. Dall'altra, lungo la fascia costiera, il turismo balneare aveva ormai assunto un ruolo decisivo e stava accelerando la trasformazione della città.
Zaghini individua proprio in questa compresenza uno degli elementi centrali di La città perduta: la Rimini del 1939 non coincide con una sola immagine, ma comprende realtà sociali ed economiche differenti.
Il quadro storico generale di quella città è approfondito separatamente in Rimini nel 1939: com'era la città prima della guerra. Qui interessa invece la lettura specifica proposta da Paolo Zaghini.
Una città sospesa fra tradizione e modernizzazione
Nella recensione emerge con chiarezza la natura di una città in trasformazione.
Il turismo aveva modificato il rapporto di Rimini con il mare, creato nuove attività economiche e favorito la crescita della zona balneare. Ma questa modernizzazione conviveva con ambienti, mestieri e forme di vita che appartenevano ancora a una realtà molto diversa dalla Rimini del secondo dopoguerra.
È questa distanza fra mondi contemporaneamente presenti nella stessa città a interessare Zaghini.
La recensione non legge quindi La città perduta come una semplice successione di edifici scomparsi, ma come una ricostruzione capace di mettere in relazione turismo, vita quotidiana, lavoro e differenze sociali.
La guerra come frattura nella storia di Rimini
Un secondo elemento centrale della lettura di Zaghini riguarda la frattura provocata dalla Seconda guerra mondiale.
La città ricostruita nel volume è quella immediatamente precedente a un periodo di distruzioni che avrebbe cambiato radicalmente il tessuto urbano.
La recensione sottolinea però anche un aspetto essenziale: la scomparsa della Rimini precedente non può essere attribuita soltanto alla guerra.
Alle conseguenze del conflitto si aggiunsero infatti le trasformazioni della ricostruzione e il successivo sviluppo urbano e turistico, che modificarono ulteriormente il volto della città.
La storia specifica delle distruzioni belliche è trattata nell'approfondimento Bombardamenti di Rimini: come la guerra cambiò il volto della città.
Una lettura che supera la nostalgia
La recensione richiama anche la prefazione di Stefano Pivato, mettendo in evidenza un punto importante dell'impostazione del volume.
Ricostruire la città scomparsa non significa sostenere che la Rimini precedente alla guerra fosse necessariamente migliore di quella successiva.
Il valore storico del progetto sta piuttosto nel rendere nuovamente comprensibili le trasformazioni: osservare ciò che esisteva, capire ciò che è stato perduto e distinguere le differenti cause che hanno modificato il tessuto urbano.
È questa impostazione a impedire che il concetto di “città perduta” venga ridotto a una semplice evocazione nostalgica.
L'ampiezza della ricostruzione secondo Zaghini
Uno degli aspetti più evidenti della recensione è l'attenzione riservata all'ampiezza del lavoro.
Zaghini segue infatti la struttura del volume attraverso le diverse dimensioni della città: la zona del mare, il centro urbano, il tempo libero e i trasporti, il lavoro e le realtà sociali meno visibili.
È proprio su questo punto che la pagina di Panozzo Editore deve fermarsi.
Non riproponiamo l'elenco dei luoghi, degli edifici, delle attività e dei personaggi richiamati nella recensione originale: la loro successione costituisce infatti una parte essenziale del percorso costruito nel libro.
La recensione completa di Paolo Zaghini può essere letta direttamente su Chiamami Città.
Leggi l'articolo originale su Chiamami Città
Il ruolo delle immagini nella ricostruzione della città
Zaghini richiama infine l'importanza dell'apparato iconografico del volume, costruito grazie alle collezioni di Alessandro Catrani.
Le immagini non rappresentano soltanto un accompagnamento al testo: contribuiscono alla possibilità di confrontare la città raccontata con testimonianze visive del suo aspetto precedente.
Anche per questa ragione il sito non riproduce sistematicamente l'apparato fotografico del libro. La relazione fra immagini, mappe e itinerari costituisce una delle componenti specifiche dell'opera.
La recensione di Paolo Zaghini nella vita editoriale del libro
L'articolo di Chiamami Città si inserisce nel percorso pubblico di La città perduta dopo le prime presentazioni e la partecipazione di Tommaso Panozzo a Un Ponte con la storia su IcaroTV.
Nel tempo il volume è stato oggetto di ulteriori interviste e recensioni, ciascuna caratterizzata da un differente punto di osservazione.
Tutte le principali tappe sono raccolte nella pagina La città perduta di Tommaso Panozzo: presentazioni, interviste e recensioni.
Per approfondire
La recensione di Paolo Zaghini restituisce soprattutto l'ampiezza del progetto e la pluralità della Rimini ricostruita da Tommaso Panozzo.
Il percorso completo rimane però nel volume: gli itinerari, la disposizione dei luoghi, i personaggi, le microstorie, le fotografie e la cartografia sono gli elementi attraverso i quali la città del 1939 viene progressivamente ricomposta.
Per conoscere integralmente la ricerca, consulta La città perduta. Itinerari alla ricerca di una Rimini scomparsa di Tommaso Panozzo.

