Nel numero 5/2024 di Rimini IN Magazine, Tommaso Panozzo è protagonista di un ampio servizio dedicato a La città perduta. Itinerari alla ricerca di una Rimini scomparsa.
L'articolo-intervista presenta il progetto del volume attraverso le parole dell'autore e mette in evidenza soprattutto tre aspetti: la ricostruzione della Rimini precedente alle grandi trasformazioni del Novecento, il metodo della ricerca e il ruolo della documentazione iconografica.
Non si tratta quindi di una semplice segnalazione editoriale. Il servizio permette di comprendere da quale domanda sia nata la ricerca e quale rapporto esista fra il libro, la memoria della città e le trasformazioni che hanno modificato profondamente Rimini.
La città perduta raccontata su Rimini IN Magazine
Rimini IN Magazine presenta La città perduta come il lavoro con cui Tommaso Panozzo prova a ricostruire la città dell'ultima stagione precedente alla frattura provocata dalla guerra.
L'obiettivo non è però limitarsi al racconto delle distruzioni.
Il punto di partenza del volume è una domanda più ampia: come appariva e come viveva Rimini prima che guerra, ricostruzione e successivi cambiamenti urbani ne modificassero profondamente il volto?
Proprio per mantenere distinto questo articolo dal dossier storico, la ricostruzione generale della città nel 1939 è sviluppata nella pagina Rimini nel 1939: com'era la città prima della guerra.
Qui interessa invece il modo in cui l'autore racconta a Rimini IN Magazine la nascita e l'impostazione della propria ricerca.
Un progetto nato dal rapporto con la città
Dal servizio emerge anche la componente personale che ha accompagnato la realizzazione del volume.
La ricerca nasce infatti dal confronto continuo fra la Rimini contemporanea e quella che emerge dalle testimonianze del passato. Conoscere la città significa allora andare oltre gli edifici più celebri e provare a ricostruire anche modi di vivere, relazioni sociali, attività e spazi quotidiani.
È questa prospettiva a distinguere il progetto da una semplice raccolta di fotografie d'epoca.
Il volume tenta di restituire la complessità di una città reale, evitando di trasformare il passato in una rappresentazione esclusivamente nostalgica.
Il ruolo delle immagini e delle fonti
Un passaggio importante dell'articolo riguarda l'apparato iconografico, curato da Alessandro Catrani.
Rimini IN Magazine sottolinea la presenza nel libro di oltre cento immagini e materiali d'epoca, provenienti in larga parte dalla collezione di Catrani.
Fotografie e altri documenti visivi assumono nel progetto una funzione precisa: non servono semplicemente a illustrare il testo, ma permettono al lettore di confrontarsi direttamente con testimonianze della città scomparsa.
La relazione fra ricerca scritta e apparato iconografico costituisce quindi uno degli elementi centrali del metodo seguito per costruire il volume.
Questa pagina non riproduce volutamente la sequenza delle immagini, i singoli luoghi o gli episodi descritti nel servizio. Sono proprio il rapporto fra fotografie, mappe, itinerari e microstorie a costituire una parte essenziale dell'esperienza di lettura di La città perduta.
Una città non soltanto distrutta, ma capace di ripartire
Il servizio di Rimini IN Magazine dedica attenzione anche a ciò che accadde dopo la perdita della città descritta nel volume.
Tra gli aspetti che colpiscono maggiormente Tommaso Panozzo c'è infatti la rapidità con cui Rimini riuscì a reagire alla distruzione e ad avviare una nuova fase della propria storia.
Nell'articolo l'autore osserva:
«Sembra assurdo che una città così martoriata sia riuscita a ripartire in pochi anni».
Il tema della rinascita diventa così complementare a quello della perdita.
La Rimini raccontata nel libro non viene considerata come un mondo destinato semplicemente a scomparire, ma come il punto di partenza di una trasformazione che avrebbe condotto la città verso un modello completamente differente.
L'intervista lega questa capacità di ripresa anche all'intraprendenza che avrebbe caratterizzato lo sviluppo riminese dei decenni successivi.
Memoria e trasformazione, senza idealizzare il passato
Uno degli aspetti più interessanti del servizio consiste proprio nel rapporto fra memoria e cambiamento.
Ricostruire una Rimini scomparsa non significa affermare che la città precedente fosse necessariamente migliore di quella contemporanea.
Il valore della ricerca sta piuttosto nella possibilità di rendere nuovamente leggibili le trasformazioni: comprendere ciò che esisteva, ciò che è stato perduto e ciò che è nato successivamente.
È una prospettiva che permette di evitare due semplificazioni opposte: la nostalgia indiscriminata per il passato e la convinzione che il volto attuale della città sia il risultato di uno sviluppo inevitabile e privo di alternative.
Un articolo-intervista nella vita editoriale di La città perduta
Il servizio pubblicato da Rimini IN Magazine rappresenta una delle prime ampie occasioni giornalistiche nelle quali il progetto di La città perduta viene raccontato attraverso la voce dell'autore.
Per questo assume una funzione distinta rispetto alle successive recensioni critiche e alle presentazioni pubbliche del volume.
Le altre interviste, recensioni e tappe del percorso del libro sono raccolte nella pagina La città perduta di Tommaso Panozzo: presentazioni, interviste e recensioni.
Leggi il servizio originale su Rimini IN Magazine
L'articolo è pubblicato nel numero 5/2024 di Rimini IN Magazine, all'interno di un servizio corredato da fotografie storiche e da un ritratto di Tommaso Panozzo.
Consulta il numero 5/2024 di Rimini IN Magazine
Per approfondire
L'intervista permette di conoscere la genesi e l'impostazione generale della ricerca, ma non sostituisce il percorso costruito nel volume.
Gli itinerari, le mappe, la documentazione fotografica, i luoghi e le singole vicende attraverso cui viene ricostruita la città rimangono infatti affidati alle pagine del libro.
Per conoscere il progetto completo, consulta La città perduta. Itinerari alla ricerca di una Rimini scomparsa di Tommaso Panozzo.

