Sangiovese e Santarcangelo: tra tradizione e fonti storiche

Sangiovese e Santarcangelo: tra tradizione e fonti storiche

Il Sangiovese è uno dei vitigni più strettamente associati alla Romagna. Quando però si cerca di risalire alle sue origini, il terreno diventa molto meno sicuro di quanto lascino immaginare alcune narrazioni ormai familiari.

Fra i luoghi chiamati in causa compare Santarcangelo di Romagna, dove il rapporto fra vino, territorio e memoria storica ha favorito nel tempo interpretazioni suggestive sull'origine del nome Sangiovese.

Monte Giove, le grotte del colle e un'antica cultura della conservazione del vino costituiscono elementi reali di una storia più ampia. Ma fino a che punto permettono di ricostruire anche la storia del vitigno? È qui che diventa necessario distinguere fra tradizione, ipotesi e documentazione storica.

Perché Santarcangelo viene associata al Sangiovese?

Il legame è facile da comprendere. Santarcangelo possiede una lunga storia legata alla vite e al vino e il colle sul quale sorge il centro storico è conosciuto come Monte Giove.

A questo si aggiunge il vasto sistema di cavità sotterranee che attraversa il colle. Alcuni di questi ambienti sono stati utilizzati nel tempo anche per la conservazione del vino, favorita dalle condizioni fresche e relativamente costanti del sottosuolo.

Vino, Monte Giove e grotte formano quindi un insieme particolarmente evocativo. Da qui alla ricerca dell'origine del Sangiovese il passaggio è stato quasi inevitabile.

Ma una relazione suggestiva fra elementi diversi non costituisce, da sola, una prova storica.

Monte Giove e le grotte: storia del vino o storia del Sangiovese?

È una distinzione fondamentale.

Dimostrare che in un territorio la vite veniva coltivata, che il vino aveva un'importanza economica o che esistevano spazi destinati alla sua conservazione significa documentare una cultura vinicola.

Non significa automaticamente dimostrare che proprio lì abbia avuto origine un determinato vitigno o che il suo nome derivi da quel luogo.

Le grotte di Santarcangelo sono quindi importanti per comprendere la storia del vino nel territorio riminese. Il loro rapporto con l'origine del Sangiovese richiede invece un passaggio ulteriore: occorre trovare testimonianze capaci di collegare in maniera verificabile un nome, un'uva e un territorio.

È precisamente in questo spazio fra ciò che sappiamo e ciò che vorremmo poter dimostrare che nasce una parte consistente delle discussioni sull'origine del Sangiovese.

Da dove viene il nome Sangiovese?

Anche l'etimologia ha prodotto nel tempo interpretazioni differenti.

Il nome è stato messo in relazione con riferimenti religiosi, con Giove, con caratteristiche del territorio e con forme linguistiche che potrebbero avere assunto significati differenti nel corso dei secoli.

Il problema è che una somiglianza linguistica non basta. Per trasformare un'ipotesi etimologica in una ricostruzione storica è necessario capire quando una determinata forma compare nelle fonti, che cosa indica in quel contesto e se esista una continuità documentabile fra il termine antico e quello successivo.

Un nome apparentemente trasparente può nascondere una storia molto più complessa.

Tradizione e documento non sono la stessa cosa

Le tradizioni locali hanno un valore storico, ma diverso da quello di un documento contemporaneo ai fatti che si vogliono ricostruire.

Un racconto tramandato può testimoniare il modo in cui una comunità ha interpretato la propria storia. Un toponimo può suggerire una pista di ricerca. Un ambiente sotterraneo utilizzato per il vino può documentare pratiche di conservazione.

Nessuno di questi elementi deve essere scartato. Ma devono essere tenuti distinti.

Il rischio opposto è costruire una conclusione in anticipo e utilizzare successivamente ogni indizio per confermarla. Nella ricerca storica il procedimento dovrebbe essere inverso: partire dalle fonti e verificare fin dove consentono realmente di arrivare.

Come si ricostruisce la storia di un vitigno?

La difficoltà aumenta quando si studiano piante coltivate per secoli.

Le denominazioni possono mutare, la stessa uva può assumere nomi differenti in territori diversi e termini simili possono indicare realtà non perfettamente coincidenti. Inoltre il nome di un vino non corrisponde necessariamente al nome della varietà d'uva dalla quale è prodotto.

Per questo una singola attestazione, per quanto interessante, deve essere collocata all'interno di una sequenza più ampia.

Occorre confrontare fonti di epoche differenti, terminologia, territorio e pratiche agricole. Ed è altrettanto importante riconoscere quando la documentazione disponibile non consente ancora una risposta definitiva.

Il Sangiovese dentro una storia più grande

Concentrarsi esclusivamente sulla questione dell'origine rischia però di far perdere di vista un aspetto più ampio.

La storia del vino riminese non nasce con il Sangiovese. Per secoli la vite ha fatto parte del paesaggio agricolo, dell'economia e della vita quotidiana del territorio, insieme a colture destinate a soddisfare esigenze molto diverse.

Il dossier Agricoltura medievale a Rimini: grano, vite e vita quotidiana parte proprio da questo rapporto fra terra, produzione e società.

All'interno dello stesso percorso, l'approfondimento sul maggese nel Medioevo osserva le tecniche di coltivazione del grano, mentre quello dedicato a salari e prezzo del grano nel Medioevo sposta l'attenzione sul rapporto fra produzione, mercato e condizioni di vita.

Sangiovese, Santarcangelo e ricerca storica

Il rapporto fra Sangiovese e Santarcangelo è quindi interessante non soltanto perché potrebbe condurre alle origini di un vino celebre. È anche un caso esemplare di come nasce una tradizione storica e di come possa essere sottoposta alla verifica delle fonti.

Oreste Delucca affronta la questione in Il grano e la vite a Rimini nel Medioevo, all'interno di una ricerca più ampia sui vini e sui vitigni riminesi.

Nel volume vengono esaminate le testimonianze disponibili, le interpretazioni formulate nel tempo e il rapporto fra documentazione e tradizione. Le attestazioni, i confronti e le conclusioni dell'indagine restano volutamente nel libro: è il loro esame congiunto, e non un singolo indizio isolato, a dare significato alla ricerca.

Per approfondire

Per seguire l'indagine completa sulle fonti e sulla storia dei vini riminesi: Il grano e la vite a Rimini nel Medioevo di Oreste Delucca.

Per il quadro generale nel quale si inserisce la ricerca: Agricoltura medievale a Rimini: grano, vite e vita quotidiana.

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