Articolo aggiornato dopo l’incontro del 4 giugno 2026.
Giovedì 4 giugno 2026 il Lapidario romano del Museo della Città di Rimini ha ospitato l’incontro “Aspettando la Mille Miglia. La corsa più bella del mondo a Rimini”, organizzato in attesa del ritorno della manifestazione automobilistica sulle strade della città.
La serata ha visto la partecipazione di Gianni Morolli e Tommaso Panozzo, con la conduzione di Maurizio Ceccarini. Attraverso racconti, immagini e documenti è stato ripercorso il legame tra la Mille Miglia, Rimini e la Romagna.
L’appuntamento, promosso dal Comune di Rimini in collaborazione con Panozzo Editore e ACI Rimini, ha offerto l’occasione per ricordare non soltanto i grandi campioni della corsa, ma anche i piloti locali, gli spettatori e le comunità che per decenni parteciparono al passaggio delle vetture.
La Mille Miglia nella storia di Rimini e della Romagna
Per ventitré delle ventiquattro edizioni storiche la Mille Miglia attraversò Rimini, situata in una posizione fondamentale lungo il percorso tra l’Italia settentrionale e Roma.
La corsa non si svolgeva su un circuito separato dalla vita quotidiana. Le automobili percorrevano le strade normalmente utilizzate dalla popolazione, entravano nei centri abitati e passavano spesso davanti alle case.
Il loro arrivo modificava per alcune ore il ritmo delle città. Gli spettatori si disponevano lungo il tracciato, i locali rimanevano aperti e i nomi dei piloti venivano gridati tra la strada, le finestre e i balconi.
La Mille Miglia diventava così un’esperienza collettiva capace di coinvolgere persone appartenenti a condizioni sociali differenti. Al valore sportivo si univano la curiosità per la tecnica, il fascino della velocità e l’impressione di assistere all’irruzione della modernità nella vita di provincia.
Dalla corsa popolare alla rievocazione contemporanea
Uno dei temi centrali dell’incontro è stato il confronto tra la Mille Miglia storica e la manifestazione contemporanea.
La gara disputata tra il 1927 e il 1957 era una competizione di velocità estrema, affrontata da grandi campioni, piloti privati e concorrenti locali. Le vetture attraversavano l’Italia su strade aperte alla normale circolazione, affrontando condizioni meteorologiche, fondi stradali e imprevisti molto differenti.
La manifestazione attuale conserva il fascino delle automobili d’epoca e rappresenta un importante appuntamento culturale, turistico e collezionistico. La sua natura è però profondamente diversa da quella della gara vissuta da Tazio Nuvolari, Achille Varzi e dagli altri protagonisti del motorismo del Novecento.
Il cambiamento della Mille Miglia permette anche di osservare quanto sia mutata la società italiana: il rapporto con il rischio, la sicurezza, l’infanzia, la tecnologia e la partecipazione agli eventi pubblici.
I piloti romagnoli e le testimonianze dei protagonisti
Accanto ai campioni più celebri, la storia della Mille Miglia è formata dalle vicende di numerosi piloti romagnoli, alcuni dei quali ottennero risultati importanti mentre altri parteciparono per realizzare un sogno coltivato fin dall’infanzia.
Le loro esperienze sono state conservate attraverso fotografie, documenti e testimonianze raccolte nel corso degli anni. Questo patrimonio permette di ricostruire la dimensione umana della competizione: la preparazione delle vetture, le difficoltà incontrate lungo il percorso, l’entusiasmo delle famiglie e il rapporto con le comunità di provenienza.
Il lavoro di Gianni Morolli ha avuto un ruolo importante nella raccolta dei ricordi dei piloti e degli appassionati riminesi. Quelle testimonianze costituiscono una delle basi del volume La corsa più bella del mondo. La Mille Miglia in Romagna, scritto insieme a Tommaso Panozzo.
La Mille Miglia nella Rimini di Federico Fellini
La serata ha permesso inoltre di ricordare il rapporto tra la corsa e l’immaginario di Federico Fellini.
Nella Rimini degli anni Venti e Trenta, il giovane regista poté assistere al passaggio notturno delle automobili. Il rombo dei motori, i fari che apparivano nel buio e l’attesa degli spettatori entrarono nella sua memoria infantile.
Molti anni dopo, Fellini trasformò quelle impressioni nella celebre sequenza di Amarcord. Nel film la Mille Miglia non viene rappresentata come una cronaca sportiva precisa, ma come un’apparizione improvvisa, destinata a scomparire quasi prima di poter essere osservata.
Il rapporto tra la corsa realmente attraversata da Rimini e la sua rielaborazione cinematografica è studiato nel libro Amarcord e la Mille Miglia. La leggendaria corsa nella Rimini di Fellini, di Carlo Dolcini e Tommaso Panozzo.
Due libri per raccontare la Mille Miglia
Nel corso dell’incontro sono stati presentati due volumi pubblicati da Panozzo Editore, dedicati a periodi e aspetti differenti della competizione.
La corsa più bella del mondo. La Mille Miglia in Romagna, di Gianni Morolli e Tommaso Panozzo, ricostruisce soprattutto la fase del dopoguerra, le vicende dei piloti romagnoli e le testimonianze di chi partecipò alla gara o ne attese il passaggio.
Amarcord e la Mille Miglia. La leggendaria corsa nella Rimini di Fellini, di Carlo Dolcini e Tommaso Panozzo, torna invece alla Rimini dell’anteguerra e analizza il modo in cui la corsa entrò nei ricordi di Federico Fellini e nel mondo cinematografico di Amarcord.
Le due opere sono complementari: la prima valorizza soprattutto le storie dei protagonisti romagnoli e la rinascita del secondo dopoguerra; la seconda intreccia storia urbana, motorismo e memoria cinematografica.
Un patrimonio da conservare
L’incontro del 4 giugno ha mostrato come la Mille Miglia appartenga non soltanto alla storia dell’automobilismo, ma anche alla memoria culturale e sociale della Romagna.
Le imprese dei piloti, le fotografie delle automobili, i ricordi degli spettatori e le trasformazioni delle strade permettono di ricostruire un’Italia profondamente diversa da quella contemporanea.
Conservare e studiare queste testimonianze significa evitare che la corsa venga ridotta a un semplice elenco di vincitori e risultati. Dietro la competizione emerge infatti la storia di intere comunità che, per alcune ore, vedevano passare sotto le proprie case le automobili più veloci del mondo.
Per approfondire
Il carattere popolare della corsa e il confronto con la rievocazione contemporanea sono approfonditi nell’articolo La Mille Miglia era un evento popolare: intervista a Tommaso Panozzo, tratto dall’intervista pubblicata dal Corriere Romagna alla vigilia dell’incontro.
La storia e la complementarità dei due libri sono raccontate anche nell’intervista a Tommaso Panozzo trasmessa da IcaroTeche Talk.
Scopri infine i volumi La corsa più bella del mondo. La Mille Miglia in Romagna e Amarcord e la Mille Miglia. La leggendaria corsa nella Rimini di Fellini.

