Il 2 dicembre 2023 Palazzo Buonadrata ha ospitato a Rimini la conferenza “La Rimini di Nuvolari – La nascita della terra dei piloti”, organizzata da Panozzo Editore nel settantesimo anniversario della morte di Tazio Nuvolari.
L’incontro ha riunito Luigi Rivola, Alessandro Catrani, Tommaso Panozzo, Gianni Morolli e Carlo Dolcini. I loro interventi hanno composto un racconto unitario, esteso dalle prime manifestazioni della modernità alla diffusione del motorismo, fino alla Mille Miglia e alla sua trasformazione in memoria collettiva.
Il titolo della conferenza non indicava quindi soltanto il rapporto tra un grande pilota e la città. “La Rimini di Nuvolari” diventava il punto di osservazione dal quale comprendere come Rimini e la Romagna avessero sviluppato, nel corso del Novecento, una particolare familiarità con la velocità, la competizione e l’organizzazione degli eventi sportivi.
Una storia più ampia dell’automobilismo
Nella parte conservata della registrazione, Luigi Rivola colloca il tema della giornata entro un quadro regionale molto più ampio. La definizione di Romagna come “terra dei piloti” non dipende soltanto dalla presenza di campioni automobilistici o motociclistici, ma da una cultura sportiva formatasi attraverso esperienze differenti.
Il ciclismo, l’aviazione pionieristica, le competizioni motociclistiche e automobilistiche, la vela e le manifestazioni organizzate lungo la costa mostrano una società pronta a confrontarsi con il rischio, la tecnica e lo spettacolo della velocità. A questa disposizione si affiancò una capacità organizzativa capace di trasformare una passione diffusa in gare, circuiti e appuntamenti seguiti da un pubblico numeroso.
Il Circuito del Savio, la Coppa dell’Adriatico e, in anni successivi, la Mototemporada non appaiono così come episodi isolati. Appartengono a una storia territoriale nella quale iniziativa imprenditoriale, partecipazione popolare e desiderio di modernità si rafforzarono reciprocamente.
La conferenza ha assunto fin dall’inizio questa prospettiva: non costruire una semplice galleria di campioni, ma interrogarsi sulle condizioni che permisero alla Romagna di riconoscersi progressivamente nell’immagine della terra dei motori e dei piloti.
Rimini entra nella modernità
Tommaso Panozzo ha accompagnato il passaggio dal quadro regionale alla trasformazione di Rimini. Alla fine dell’Ottocento la città stava uscendo lentamente dalla propria dimensione provinciale e cominciava a riconoscere nella Marina, nella villeggiatura e nei nuovi mezzi di trasporto alcuni dei principali segni del cambiamento.
L’automobile e la motocicletta comparvero inizialmente come oggetti inconsueti, osservati con curiosità prima ancora di entrare nella vita quotidiana. Pochi anni più tardi anche l’aviazione sarebbe diventata parte dello spettacolo offerto dalla città balneare ai propri ospiti.
È in questo contesto che si inserisce l’intervento di Alessandro Catrani, dedicato alla riunione aviatoria organizzata a Rimini nel 1911. Le immagini e le cartoline mostrate durante la conferenza hanno consentito di osservare l’avvenimento non soltanto come episodio della storia del volo, ma come manifestazione della società balneare della Belle Époque.
I biglietti erano venduti anche presso il Grand Hotel e l’esibizione attirava un pubblico interessato contemporaneamente alla novità tecnologica e alla sua dimensione mondana. L’aeroplano rappresentava una macchina ancora sorprendente, capace di riunire sport, rischio, spettacolo e immaginazione.
Fra gli episodi ricordati da Catrani vi fu il volo compiuto il 31 agosto 1911 da Lyda Borelli insieme all’aviatore Romolo Manissero. La presenza di una delle più celebri attrici italiane trasformò l’esibizione in un avvenimento nel quale notorietà pubblica e innovazione tecnica si incontravano. La vicenda è ricostruita nello specifico approfondimento dedicato a Lyda Borelli e al volo riminese del 1911.
Nella conferenza, questo episodio ha svolto soprattutto una funzione storica: mostrare che la futura terra dei piloti aveva cominciato a formare il proprio immaginario della velocità prima della piena affermazione dell’automobile. Le fotografie, le cronache e le testimonianze conservate da Catrani permettono di riconoscere la relazione tra la nascita della Rimini balneare e l’arrivo di nuove forme di spettacolo.
Dalle prime gare alla Mille Miglia
Dopo la Prima guerra mondiale la passione per la velocità trovò nuove forme. Il Circuito del Savio e la Coppa dell’Adriatico portarono sulle strade romagnole piloti, costruttori e spettatori, consolidando un rapporto con il motorismo destinato a durare nel tempo.
Tommaso Panozzo ha ricordato in questa parte dell’incontro figure ed episodi che collegano la storia nazionale delle competizioni alla dimensione locale: il confronto sulle strade fra Tazio Nuvolari ed Enzo Ferrari, la vicenda di Luigi Arcangeli e i luoghi nei quali piloti e appassionati continuavano a essere ricordati.
Non si trattava soltanto di gare. Attorno alle competizioni si formavano racconti, abitudini e memorie che rimanevano legati ai paesi e alle persone anche quando il circuito aveva cessato di esistere. Il mito sportivo entrava così nella storia quotidiana della Romagna.
La Mille Miglia come esperienza collettiva
L’intervento più ampio della conferenza è stato affidato a Gianni Morolli, che ha ricostruito il significato assunto dalla Mille Miglia nella società italiana e nel territorio romagnolo.
La corsa non poteva essere ridotta a una successione di risultati sportivi. Attraversando strade, città e paesi lungo il percorso fra Brescia e Roma, metteva in contatto il pubblico con l’automobile, con la modernizzazione della rete stradale e con le trasformazioni industriali del Paese.
La Mille Miglia aveva anche una dimensione popolare. Gli spettatori aspettavano il passaggio delle vetture lungo le strade, spesso per molte ore e anche durante la notte. La competizione entrava così nella vita delle comunità senza bisogno di uno stadio o di un circuito separato: il suo spazio coincideva temporaneamente con quello della vita quotidiana.
Accanto ai grandi piloti partecipavano concorrenti privati e figure legate ai territori attraversati. Per Morolli questa caratteristica contribuiva a fare della Mille Miglia una corsa capace di alimentare identificazione e immaginazione: la distanza tra campione e spettatore sembrava, almeno per la durata dell’evento, meno invalicabile.
La conferenza ha richiamato alcuni protagonisti e alcuni momenti di quella storia senza trasformarsi in un repertorio completo. Le vicende dei piloti romagnoli, le testimonianze raccolte presso concorrenti e appassionati, le diverse edizioni e la documentazione iconografica costituiscono infatti il terreno della ricerca sviluppata nel volume La corsa più bella del mondo. La Mille Miglia in Romagna.
Quando la storia diventa memoria
Con Carlo Dolcini l’incontro si è spostato dal piano della ricostruzione storica a quello della memoria e della rappresentazione cinematografica.
Il punto di partenza è stata la sequenza della Mille Miglia in Amarcord. Le automobili attraversano la notte davanti agli abitanti in attesa, ma la scena non corrisponde alla ricostruzione documentaria di una singola edizione della corsa. Piloti, vetture e riferimenti cronologici appartenenti a momenti differenti convivono nello stesso spazio cinematografico.
Dolcini ha mostrato come queste incongruenze non debbano essere considerate semplicemente errori. Nel cinema di Federico Fellini il passato non ritorna secondo l’ordine di una cronaca: ricordi, persone assenti, sogni e impressioni possono incontrarsi in una dimensione nella quale epoche diverse diventano contemporanee.
La Mille Miglia di Amarcord conserva quindi un rapporto con l’esperienza vissuta e con la Rimini storica, ma la trasforma secondo la logica della memoria. La differenza fra evento e rappresentazione diventa essa stessa una domanda di ricerca. Il rapporto tra la competizione, la città e la sequenza cinematografica è affrontato nell’approfondimento sulla Mille Miglia a Rimini e in Amarcord.
All’interno della conferenza questo passaggio ha completato il percorso: dalla nascita materiale della velocità come esperienza moderna alla sua sopravvivenza nel ricordo e nell’immaginario.
Nuvolari e il significato della conferenza
Nella parte conclusiva Tommaso Panozzo è tornato alla figura di Tazio Nuvolari, ricordando il legame tra le sue ultime partecipazioni alla Mille Miglia e la costruzione di un mito che avrebbe continuato a vivere molto oltre la conclusione della sua carriera.
Nuvolari è rimasto il riferimento simbolico della giornata, ma non ne ha esaurito il contenuto. Attorno alla sua figura sono emersi i processi che permisero alla velocità di diventare un elemento riconoscibile della cultura romagnola: il turismo, lo sport, le innovazioni tecniche, gli organizzatori, i piloti locali e il pubblico raccolto lungo le strade.
Una postilla finale di Luigi Rivola, dedicata al pilota faentino Dario Resta e ai suoi successi negli Stati Uniti, ha ulteriormente allargato lo sguardo. La storia della terra dei piloti non coincide con un solo campione, una sola disciplina o un’unica competizione. È composta da percorsi differenti, alcuni divenuti celebri e altri ancora da recuperare.
“La Rimini di Nuvolari” ha avuto il merito di riunire queste prospettive senza confonderle. La Rimini elegante e balneare dell’inizio del Novecento, l’aviazione pionieristica, le competizioni sulle strade romagnole, la Mille Miglia e la memoria cinematografica appartengono a momenti diversi, ma partecipano alla stessa lunga trasformazione culturale.
Il resoconto dell’incontro può restituire la struttura di questo percorso e le domande poste dai relatori. Le immagini d’epoca, le fonti, le testimonianze e la ricostruzione completa delle vicende rimangono invece affidate ai volumi dai quali la conferenza aveva preso avvio.
Per approfondire
La formazione della Rimini balneare, i protagonisti della vita mondana e le immagini attraverso le quali riemerge la città dell’inizio del Novecento sono al centro di Gli anni dell’Incanto. Eleganza e mondanità nella Rimini della Belle Époque di Alessandro Catrani.
La storia della competizione, le vicende dei concorrenti romagnoli e le testimonianze legate al passaggio della corsa sono sviluppate in La corsa più bella del mondo. La Mille Miglia in Romagna di Gianni Morolli e Tommaso Panozzo.

