La Banda musicale dei minatori di Perticara nella poesia di Gilberto Grazia

Banda musicale dei minatori di Perticara nella memoria poetica di Gilberto Grazia

Nella comunità mineraria di Perticara, la musica non apparteneva a un mondo separato da quello del lavoro. I minatori potevano essere anche strumentisti, maestri e componenti della banda del paese. Dopo le ore trascorse nel sottosuolo, gli strumenti accompagnavano feste, incontri e momenti della vita collettiva.

Questa relazione fra miniera e musica ritorna nelle poesie di Gilberto Grazia. Nella raccolta E’ paés di minadór , la Banda dei minatori di Perticara entra nella memoria attraverso la figura di Giovanni Evangelisti, minatore, clarinettista e maestro di musica.

La poesia a lui dedicata non ricostruisce la storia completa della banda. Conserva invece una voce, il clima delle lezioni e il rapporto fra il maestro e i giovani musicanti. Indicazioni musicali, dialetto e ironia permettono al personaggio di riaffiorare senza trasformarlo in una figura immobile del passato.

La musica nella comunità mineraria di Perticara

La miniera ha profondamente segnato l’identità di Perticara, ma la vita del paese non si esauriva nel lavoro estrattivo. Intorno alla comunità mineraria si svilupparono anche attività musicali, teatrali e ricreative.

La banda e la filarmonica rappresentavano occasioni di incontro. Permettevano ai lavoratori e alle loro famiglie di condividere feste, cerimonie e momenti pubblici, contribuendo alla vita sociale del paese.

La pagina del Comune di Novafeltria dedicata al Museo storico minerario Sulphur ricorda infatti, accanto alla durezza e all’incertezza del lavoro, la presenza di bande musicali, filarmonica, teatri, cinematografo e iniziative legate al carnevale.

Queste attività non cancellavano la fatica della miniera. Mostrano però che la comunità possedeva una vita culturale articolata, costruita anche attraverso la musica e la partecipazione degli stessi lavoratori.

Giovanni Evangelisti, minatore e maestro di musica

Nel libro, Giovanni Evangelisti è ricordato come minatore, clarinettista e maestro di musica. La breve nota che accompagna il componimento riferisce che diresse fino al 1970 la Banda dei minatori di Perticara e la scuola di musica.

In questa figura si incontrano due aspetti della vita del paese: il lavoro minerario e la trasmissione della conoscenza musicale. Evangelisti non appartiene soltanto alla storia di una formazione bandistica. Appartiene anche alla memoria di coloro che impararono da lui a leggere uno spartito, conoscere uno strumento e suonare insieme agli altri.

Grazia non ne offre una biografia completa. Non elenca incarichi, concerti o tappe della sua attività. Sceglie invece il ricordo della lezione, perché è proprio in quel momento quotidiano che il carattere del maestro può tornare a farsi riconoscibile.

Il personaggio emerge attraverso il modo di parlare e di correggere gli allievi. La memoria biografica viene così affidata alla voce, più che a una successione di informazioni.

Una lezione di musica trasformata in poesia

Il componimento Giovanni Evangelisti possiede la forma mobile di un ricordo orale. Non presenta una scena descritta ordinatamente dall’esterno, ma accosta frammenti di lezione, indicazioni tecniche, richiami e battute.

Il lettore entra direttamente nell’atmosfera della scuola di musica. Il maestro sembra rivolgersi ancora ai ragazzi, correggere un’esecuzione e richiamare la loro attenzione. La pagina conserva qualcosa del ritmo di quelle lezioni senza raccontarne una in modo completo.

Il lessico musicale non viene utilizzato per mostrare erudizione. Fa parte della voce del personaggio e dell’esperienza degli allievi. Note, tempi e strumenti diventano elementi di una situazione vissuta.

La poesia permette quindi di ricordare non soltanto ciò che Giovanni Evangelisti fece, ma anche il modo in cui insegnava e veniva percepito dai giovani musicanti.

Disciplina, familiarità e ironia

La figura del maestro non viene celebrata attraverso un tono solenne. Il componimento alterna disciplina musicale, familiarità e ironia, mostrando un rapporto diretto con gli allievi.

Le correzioni appartengono alla serietà dell’insegnamento, ma possono aprire anche uno spazio per il gioco linguistico. La battuta non annulla l’autorevolezza del maestro: restituisce l’ambiente umano nel quale la musica veniva imparata.

L’ironia impedisce inoltre alla memoria di diventare retorica. Evangelisti non appare come un monumento, ma come una persona riconoscibile, dotata di un tono, di una presenza e di un modo particolare di rivolgersi ai ragazzi.

Per comprendere pienamente questo equilibrio è necessario leggere il componimento nella sua forma originale. Il suo effetto dipende dall’ordine delle parole, dai passaggi fra italiano e dialetto e dalla conclusione costruita dall’autore.

Il dialetto nella scuola di musica

Nel testo dedicato a Giovanni Evangelisti, il dialetto entra accanto al linguaggio tecnico della musica. I due registri non si escludono: convivono nella stessa lezione e nella stessa memoria.

Le indicazioni musicali appartengono alla disciplina e all’apprendimento. Il dialetto avvicina invece la voce del maestro alla vita quotidiana del paese, alle battute e alla relazione immediata con gli allievi.

Questo incontro fra registri produce una comicità che difficilmente potrebbe essere separata dal suono delle parole. Una semplice traduzione o una parafrasi completa ridurrebbe il componimento al suo contenuto, facendogli perdere ritmo e personalità.

Il ruolo più generale del dialetto nella raccolta è esaminato nell’articolo Il dialetto dei minatori di Perticara nelle poesie di Gilberto Grazia .

In questa pagina il dialetto viene considerato soltanto per la funzione che assume nel ricordo della scuola e del maestro di musica.

La scuola di musica e la trasmissione fra generazioni

Una banda non può continuare a esistere senza la formazione di nuovi strumentisti. La scuola di musica rappresentava quindi un luogo essenziale per la trasmissione di conoscenze fra generazioni.

Imparare a suonare non significava soltanto acquisire una tecnica individuale. Ogni allievo doveva ascoltare gli altri, rispettare il tempo e contribuire al suono collettivo.

Questa dimensione rende la banda particolarmente significativa all’interno di una comunità. Persone di età ed esperienze diverse potevano ritrovarsi nello stesso complesso, condividendo prove, esecuzioni e occasioni pubbliche.

Il maestro assumeva perciò una funzione che superava la singola lezione. Attraverso l’insegnamento contribuiva alla continuità di una tradizione musicale e alla formazione di un gruppo.

La poesia di Grazia non descrive sistematicamente questo processo, ma ne conserva il momento più vivo: l’incontro fra il maestro, gli strumenti e i giovani musicanti.

Le tracce archivistiche della Banda dei minatori

La Banda musicale dei minatori di Perticara ha lasciato anche alcune tracce documentarie. Il Sistema informativo unificato per le soprintendenze archivistiche registra un piccolo fondo conservato presso il Museo storico minerario Sulphur.

La scheda archivistica indica documenti compresi fra il 1887 e il 1950 e riporta anche la denominazione Società filarmonica di Perticara, utilizzata per il periodo 1860-1929.

La documentazione superstite è limitata. Comprende un carteggio con altre filarmoniche, un giornale di cassa e un registro nel quale venivano annotati acquisti e riparazioni degli strumenti. Gran parte dell’archivio risulta dispersa.

Proprio la scarsità dei materiali rende significativo ciò che è rimasto. Un registro relativo agli strumenti non racconta il suono della banda, ma testimonia l’organizzazione necessaria per mantenerla attiva. Il carteggio mostra invece le relazioni con altre formazioni musicali.

Chi desidera consultare i dati archivistici può leggere la scheda SIUSA della Banda musicale minatori Perticara .

Ciò che conserva un archivio e ciò che conserva una poesia

Un archivio e una poesia non svolgono la stessa funzione. I documenti permettono di conoscere date, attività amministrative, acquisti, rapporti con altre associazioni e aspetti dell’organizzazione della banda.

La poesia non sostituisce queste fonti e non consente di ricostruire la storia completa della formazione musicale. Conserva però qualcosa che difficilmente entra in un registro: il tono della voce, il rapporto fra maestro e allievi, una battuta e il ricordo emotivo di una lezione.

Nel componimento di Grazia, Giovanni Evangelisti non ritorna attraverso una data o una qualifica. Ritorna nel momento in cui parla, corregge e cerca di ottenere dai ragazzi il suono desiderato.

La documentazione storica e la memoria poetica possono quindi essere lette come testimonianze differenti e complementari, senza confondere i rispettivi compiti.

Un paese di minatori, musicanti e maestri

La presenza della banda mostra che Perticara non può essere raccontata soltanto attraverso il sottosuolo e gli impianti minerari. La comunità era formata anche da musicanti, insegnanti, allievi e persone che partecipavano agli eventi del paese.

La musica offriva una forma di espressione collettiva diversa dal lavoro, ma profondamente legata alle stesse persone. Un minatore poteva impugnare uno strumento, insegnare ai ragazzi e contribuire alla vita culturale della comunità.

Questa pluralità è uno dei motivi centrali di E’ paés di minadór. I personaggi non vengono identificati unicamente dalla professione. Conservano passioni, convinzioni, ironia, sensibilità e legami con gli altri abitanti.

Il quadro complessivo della comunità è presentato nella pagina Perticara, paese di minatori: poesia, dialetto e memoria dell’alta Valmarecchia .

Questo approfondimento rimane invece concentrato sul rapporto fra banda, insegnamento musicale e memoria poetica.

Una memoria musicale, non una storia completa della banda

Questo articolo non ricostruisce tutte le vicende della Banda dei minatori di Perticara e non propone un elenco di direttori, musicisti, concerti o repertori.

Il suo obiettivo è mostrare come una parte della vita musicale del paese entri nella poesia di Gilberto Grazia attraverso una persona precisa: Giovanni Evangelisti.

Anche il componimento non è stato trascritto o spiegato verso per verso. La sua efficacia dipende dal ritmo della voce, dall’alternanza linguistica, dai termini musicali e dalle battute che il lettore incontra direttamente nel libro.

Leggere Giovanni Evangelisti in E’ paés di minadór

La poesia permette di incontrare il maestro durante una lezione, ma lascia emergere anche l’ambiente umano della scuola di musica e della comunità di Perticara.

Per ascoltare nella loro forma originale la voce, il dialetto e l’ironia del componimento è necessario leggere la raccolta completa.

Scopri E’ paés di minadór di Gilberto Grazia , con prefazione di Sabrina Foschini.

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