Che cosa significa parlare di ruralità romagnola senza ridurla alla campagna, alla cucina tradizionale o al ricordo di un mondo scomparso?
È una delle domande che attraversano Rurali sempre di Enrico Santini, pubblicato da Panozzo Editore con prefazione di Piero Meldini. Il libro raccoglie brevi scritti nei quali memoria personale, territorio e osservazione del presente finiscono per comporre una particolare idea dell'essere “rurale”.
Non si tratta di una definizione generale della Romagna né di uno studio storico sulla società contadina. È la prospettiva di Santini: fortemente autobiografica, legata a Coriano e al Riminese e costruita attraverso ricordi, luoghi, persone, parole e consuetudini.
La ruralità come modo di guardare il mondo
Nella prefazione a Rurali sempre, Piero Meldini individua il punto decisivo: per Santini essere rurali non significa semplicemente provenire dalla campagna o lavorare la terra. La ruralità è soprattutto una forma mentis.
Dentro questa prospettiva acquistano importanza il rapporto con il tempo e con le stagioni, la semplicità, l'ospitalità, la memoria delle generazioni precedenti e una diffidenza verso ciò che cancella differenze e continuità in nome dell'omologazione.
È una chiave utile per leggere l'intero volume. Argomenti apparentemente lontani fra loro vengono infatti ricondotti continuamente allo stesso interrogativo: che cosa resta delle radici quando cambiano abitudini, linguaggi, paesaggi e modi di vivere?
La risposta non viene formulata attraverso una teoria. Santini procede per frammenti, associazioni e ritorni. Il significato della ruralità emerge progressivamente dalla successione degli scritti.
Coriano come punto di partenza
Il centro geografico e affettivo di questo sguardo è Coriano. È il luogo dell'infanzia e della formazione dell'autore e il punto dal quale si diramano molti dei suoi ricordi.
Da qui lo sguardo si allarga verso la Valconca, Rimini e altri luoghi della Romagna. Il territorio non funziona però come una semplice ambientazione. Paesi, campagne, colline e città acquistano significato perché conservano relazioni, esperienze e trasformazioni.
Per questo Rurali sempre non può essere letto soltanto come un libro “su Coriano”. Il paese rappresenta piuttosto il punto d'origine dal quale Santini costruisce un rapporto più ampio con la propria terra.
La geografia precisa di questo universo e il rapporto fra Coriano, Valconca e memoria rurale meritano un approfondimento specifico: qui è sufficiente riconoscere la funzione che il territorio assume nell'architettura complessiva del volume.
Memoria personale e identità collettiva
Una parte importante della forza di Rurali sempre deriva dall'intreccio continuo fra esperienza individuale e memoria condivisa.
Santini parte spesso da ciò che ha conosciuto direttamente: famiglia, scuola, paese, amicizie, consuetudini, luoghi e modi di parlare. La memoria personale non viene però presentata come una ricostruzione oggettiva di come “vivevano i romagnoli”. Resta memoria individuale, con il proprio punto di vista e la propria voce.
Proprio questa soggettività permette al libro di conservare qualcosa che una ricostruzione generale difficilmente restituisce: il modo in cui un territorio viene ricordato da chi lo ha attraversato e continua a misurare il presente attraverso ciò che ha vissuto.
Il passaggio dalla memoria individuale a una dimensione più collettiva avviene quando esperienze particolari incontrano elementi riconoscibili della cultura locale: le stagioni, il dialetto, la convivialità, il rapporto con la terra, le occasioni comunitarie e la trasmissione orale dei ricordi.
Cibo e vino come linguaggio del territorio
Piada, tagliatelle, olio, vino e altri riferimenti alla tavola ricorrono frequentemente nel mondo narrativo di Santini. Sarebbe però riduttivo trasformare Rurali sempre in un libro di gastronomia romagnola.
Il cibo interessa soprattutto per ciò che rappresenta: stagionalità, provenienza, convivialità, memoria familiare e relazione fra un prodotto e il luogo dal quale nasce. La tavola diventa così uno dei linguaggi attraverso i quali l'autore esprime la propria idea di appartenenza.
Questa prospettiva va distinta dalla ricostruzione storica dell'alimentazione contadina. Chi vuole approfondire specificamente quel tema può leggere l'articolo Cucina contadina romagnola: come mangiavano davvero i contadini, dedicato a fonti e volumi differenti del catalogo Panozzo.
In Rurali sempre, invece, il punto centrale rimane il rapporto personale fra cibo, memoria e territorio.
Dialetto, oralità e civiltà del racconto
Un'altra componente della ruralità raccontata nel volume è la parola.
Espressioni dialettali, soprannomi, modi di dire, citazioni e ricordi di conversazioni convivono con l'italiano e con riferimenti letterari e culturali. Non costituiscono un repertorio linguistico ordinato: appartengono alla voce stessa dell'autore e al mondo dal quale quella voce proviene.
È significativo che Meldini, nella prefazione, collochi Santini dentro una “civiltà del racconto”. Prima della conservazione scritta esiste infatti una trasmissione fatta di incontri, veglie, conversazioni, storie ripetute e ricordi familiari.
Nel libro la scrittura raccoglie alcune tracce di questa oralità senza trasformarle in un dizionario o in un'indagine sul dialetto romagnolo. La loro funzione è soprattutto narrativa e identitaria.
Una scrittura breve costruita per accumulo
Rurali sempre nasce da testi concepiti originariamente per una pubblicazione periodica online. Questa origine spiega la brevità degli interventi, la rapidità degli attacchi, le digressioni e la capacità di passare in poche pagine dall'esperienza personale a considerazioni più generali.
Il singolo scritto può essere letto autonomamente. Nel passaggio al libro, però, accade qualcosa di diverso: la successione dei testi fa emergere ricorrenze, ossessioni, luoghi e modi di pensare che isolatamente sarebbero meno evidenti.
È precisamente per questo che un approfondimento online non deve riprodurre o riassumere uno dopo l'altro i testi raccolti nel volume. Il loro valore sta anche nell'accumulo e nella voce con cui Santini li lega, direttamente o indirettamente, gli uni agli altri.
La prefazione di Piero Meldini: una chiave, non un riassunto
La prefazione di Piero Meldini svolge una funzione importante proprio perché non cerca di raccontare al posto di Santini ciò che il lettore incontrerà nelle pagine successive.
Meldini individua invece alcune coordinate: la ruralità come atteggiamento mentale, il rapporto con le radici, la centralità di Coriano e la particolare forma di scrittura scelta dall'autore.
Queste coordinate aiutano a riconoscere un disegno unitario dietro una raccolta che, a prima vista, potrebbe apparire composta semplicemente da interventi indipendenti.
Tradizione e cambiamento
La memoria di Rurali sempre non resta confinata nel passato. Il confronto con il presente è continuo.
Paesaggi che cambiano, nuove abitudini, trasformazioni della vita quotidiana e perdita di alcune forme di socialità diventano occasioni per interrogarsi sul rapporto fra innovazione e continuità.
La prospettiva è apertamente personale. Santini non costruisce una storia sociale della Romagna e non pretende di rappresentare tutte le esperienze possibili. Il suo interesse è un altro: conservare una posizione riconoscibile dentro il cambiamento.
È questa tensione fra memoria e presente a impedire che la ruralità del libro diventi soltanto nostalgia. Le radici vengono richiamate perché continuano a essere utilizzate come criterio con cui osservare ciò che accade oggi.
Rurali sempre e il suo percorso editoriale
Pubblicato da Panozzo Editore nel 2022, il volume ha avuto anche una propria vita pubblica. Il 17 maggio dello stesso anno è stato presentato al Museo della Città di Rimini con Enrico Santini, Alessandro Giovanardi e Piero Meldini.
L'incontro è documentato nell'approfondimento Rurali sempre: Enrico Santini al Museo della Città di Rimini.
Presentazioni, recensioni e interventi della stampa appartengono però a un'altra dimensione rispetto ai temi affrontati qui: raccontano la vita editoriale del libro dopo la pubblicazione e saranno organizzati separatamente, senza sovrapporli all'approfondimento sulla ruralità.
Dal territorio alle pagine del libro
Parlare di ruralità romagnola attraverso Rurali sempre significa quindi parlare meno di una categoria sociologica che di uno sguardo: il modo in cui Enrico Santini mette in relazione memoria personale, territorio, stagioni, parole, convivialità e trasformazioni del presente.
Questo approfondimento ne individua le coordinate senza ricostruire i singoli episodi e senza sostituirsi alla lettura. Persone, racconti, digressioni e associazioni attraverso cui quella prospettiva prende forma appartengono alle pagine del volume.
Scopri Rurali sempre di Enrico Santini nel catalogo Panozzo Editore.

