La Resistenza nella Bassa reggiana fu attraversata da culture politiche e motivazioni differenti. Accanto alla forte presenza comunista e socialista operarono anche sacerdoti, esponenti dell'associazionismo cattolico, uomini e donne legati alle parrocchie e persone che interpretarono l'opposizione al nazifascismo a partire dalla propria formazione religiosa.
Parlare dei cattolici nella Resistenza della Bassa reggiana significa quindi osservare una realtà articolata: assistenza alla popolazione, protezione dei perseguitati, mediazione, reti clandestine, partecipazione ai Comitati di Liberazione e, in alcuni casi, adesione diretta alle formazioni partigiane.
Il caso di Campagnola Emilia, studiato da Angiolino Catellani e Corrado Pignagnoli in Società e Resistenza a Campagnola Emilia. Aspetti identitari di una lotta di popolo, permette di entrare nella scala ravvicinata di una comunità. Allargando lo sguardo emergono però collegamenti con Novellara, Correggio e con altri centri della pianura fino al Po.
Il quadro generale del percorso è disponibile nell'articolo Resistenza a Campagnola Emilia: società e memoria nella Bassa reggiana.
Il clero tra assistenza, mediazione e responsabilità civile
Durante l'occupazione tedesca e la Repubblica Sociale Italiana, il sacerdote poteva assumere nelle comunità locali un ruolo che andava oltre la normale attività pastorale.
In una situazione segnata dalla crisi delle istituzioni, dalla guerra e dalla violenza, parrocchie e canoniche potevano diventare punti di riferimento per la popolazione. Sacerdoti e religiosi intervenivano nell'assistenza, cercavano di proteggere civili e perseguitati e potevano svolgere funzioni di mediazione fra forze contrapposte.
Il Dizionario della Resistenza nell'Emilia nord-occidentale curato nell'ambito della rete degli istituti storici sottolinea proprio questa funzione religiosa e civile del clero. Accanto all'attività assistenziale, una parte più circoscritta dei sacerdoti arrivò inoltre a inserirsi direttamente nell'organizzazione resistenziale.
Nel Reggiano questa pluralità di comportamenti è particolarmente importante. La categoria del «prete partigiano» identifica soltanto una parte del fenomeno: esistevano anche sacerdoti che sostenevano persone in pericolo, intervenivano presso le autorità, mantenevano contatti con le organizzazioni clandestine o cercavano di limitare le conseguenze della guerra sulle proprie comunità.
Brescello, Boretto e Gualtieri: la Resistenza cattolica lungo il Po
Il ruolo della componente cattolica nella pianura reggiana è rimasto oggetto di ricerca e memoria pubblica anche a ottant'anni dalla Liberazione.
Nel 2025 Istoreco ha promosso il ciclo Partigiani Cristiani – Fede e Resistenza, articolato in tre incontri nella Bassa.
A Brescello il percorso ha richiamato i fratelli Cervi e don Pasquino Borghi; a Boretto sono stati affrontati Pasquale Marconi, don Domenico Orlandini e Giuseppe Dossetti; a Gualtieri don Giuseppe Iemmi e Giorgio Morelli. Territori e biografie differenti, accomunati dal problema del rapporto fra formazione cristiana, scelta antifascista e partecipazione alla Resistenza.
La geografia degli incontri è significativa. Brescello, Boretto e Gualtieri permettono di osservare la presenza cattolica non come un fenomeno confinato alla città di Reggio Emilia o alla montagna, ma anche all'interno della pianura e delle comunità del Po.
Parrocchie e associazionismo cattolico prima della lotta clandestina
La scelta resistenziale non nacque improvvisamente dopo l'8 settembre 1943.
Una parte del cattolicesimo reggiano disponeva già di luoghi di aggregazione, relazioni personali e forme associative attraverso le quali erano maturate esperienze comunitarie e orientamenti politici. L'Azione Cattolica e le parrocchie costituivano reti preesistenti alla clandestinità.
Questo elemento è importante soprattutto nella Bassa, dove la parrocchia poteva mantenere un forte radicamento nelle comunità rurali. Rapporti costruiti prima della guerra potevano essere riattivati in condizioni completamente diverse, quando occorreva trovare persone affidabili, mettere in contatto gruppi, assistere chi era ricercato o creare collegamenti fra paesi vicini.
Una ricerca storica dedicata a Novellara e pubblicata online dall'ANPI provinciale di Reggio Emilia documenta i rapporti fra associazionismo cattolico, sacerdoti e Resistenza nell'area novellarese e nei comuni confinanti.
Si delinea così una rete territoriale nella quale le relazioni religiose si intrecciavano con quelle familiari, professionali e politiche.
Correggio: il clero dentro una Resistenza di popolo
Anche la documentazione del Centro Memorie dal '900 di Correggio aiuta a superare una rappresentazione esclusivamente militare della Resistenza.
La pagina dedicata alla Resistenza a Correggio individua fra i soggetti della lotta di Liberazione le famiglie contadine, i partiti, il clero, le masse lavoratrici e i militari, sottolineando la varietà delle forme di opposizione all'occupazione tedesca e al fascismo repubblicano.
È una chiave interpretativa utile anche per la Bassa nel suo complesso. La partecipazione cattolica acquista significato quando viene collocata dentro un ambiente nel quale agivano contemporaneamente formazioni armate, strutture politiche, famiglie, case di latitanza, staffette e reti civili.
Nel catalogo documentario correggese esistono inoltre materiali specificamente dedicati al clero e ai protagonisti della Resistenza locale, ulteriore testimonianza del peso assunto da questa componente nella ricostruzione storica del territorio.
Campagnola Emilia e Cognento nel quadro della Bassa
Dentro questa geografia, Campagnola Emilia e la località di Cognento rappresentano un caso particolarmente adatto alla microstoria.
Nel volume di Catellani e Pignagnoli il contributo cattolico viene ricostruito partendo dalle radici dell'opposizione al fascismo, dal ruolo dei sacerdoti, dall'associazionismo e dalla presenza di laici che parteciparono alla lotta di Liberazione secondo modalità diverse.
Il tema si collega direttamente alla Resistenza civile nella Bassa reggiana: parrocchie, abitazioni private e famiglie potevano entrare nella stessa rete di assistenza e clandestinità.
Il portale Memorie in cammino dell'Istituto Alcide Cervi documenta infatti per Campagnola la presenza della 77ª Brigata SAP «Fratelli Manfredi», delle case di latitanza, delle staffette e del Comitato di Liberazione Nazionale clandestino.
Il dato territoriale permette di comprendere meglio anche il ruolo delle reti cattoliche: esse operavano all'interno di una struttura resistenziale nella quale convivevano orientamenti differenti.
Cattolici e comunisti: collaborazione senza identità politica
Una delle questioni più interessanti riguarda proprio il rapporto fra le differenti componenti della Resistenza.
Nella Bassa reggiana la presenza comunista era particolarmente rilevante, soprattutto nelle campagne e nelle formazioni sappiste. La componente cattolica partiva però da riferimenti culturali, sociali e politici differenti.
La collaborazione operativa contro il nazifascismo non cancellava queste diversità. Concezioni della società, valutazioni sulla lotta di classe, rapporto con la religione e prospettive per il dopoguerra potevano essere anche profondamente distanti.
La storia locale è utile proprio perché permette di osservare contemporaneamente due fenomeni: la distinzione fra le culture politiche e la capacità di costruire forme concrete di collaborazione quando le circostanze lo richiedevano.
Questo rapporto fra differenza e cooperazione è uno dei temi affrontati a Campagnola Emilia da Catellani e Pignagnoli e permette di evitare sia la rappresentazione di una Resistenza completamente omogenea sia quella di componenti rigidamente separate.
Dalle reti cattoliche della pianura al quadro reggiano
Il contributo cattolico nella Bassa appartiene a una storia provinciale più vasta.
A Reggio Emilia furono attivi ambienti cattolici nei quali maturarono figure destinate ad avere un ruolo importante nella Resistenza e successivamente nella vita democratica italiana. Giuseppe Dossetti costituisce il caso più noto, ma accanto a lui operarono sacerdoti, professionisti, giovani di Azione Cattolica e militanti che affrontarono in modi diversi la scelta successiva al 1943.
Il confronto territoriale resta però essenziale. La Resistenza cattolica della montagna, quella della città, le esperienze della zona di Scandiano e quelle della pianura non coincidono perfettamente.
Proprio su un'altra area del territorio reggiano, RS – Ricerche Storiche n. 140, rivista di Istoreco edita da Panozzo Editore, contiene lo studio di Antonio Mammi I cattolici e la Resistenza nella V zona. A Scandiano, dai «Gruppi del Vangelo» all'impegno.
Affiancare ricerche su territori differenti permette di cogliere meglio la pluralità della Resistenza reggiana e il peso assunto dalle caratteristiche sociali e culturali delle singole comunità.
Una componente della storia sociale della Resistenza
La presenza cattolica nella Resistenza della Bassa reggiana va quindi letta insieme agli altri elementi che componevano la società locale.
Le campagne e il lavoro agricolo sono al centro dell'approfondimento sui mezzadri e braccianti nella Resistenza reggiana; le reti clandestine e le case di latitanza mostrano la dimensione civile della lotta; il percorso sulle donne nella Resistenza della Bassa reggiana amplia ulteriormente il quadro della partecipazione.
Considerati insieme, questi livelli restituiscono una Resistenza radicata nella società: attraversata da conflitti e differenze, ma capace di mobilitare persone provenienti da ambienti sociali, politici e religiosi differenti.
Il libro di Catellani e Pignagnoli
Società e Resistenza a Campagnola Emilia. Aspetti identitari di una lotta di popolo affronta il contributo cattolico all'interno di un'indagine più ampia sulla composizione sociale, politica e ideale della Resistenza campagnolese.
La scala locale consente agli autori di seguire persone, testimonianze, rapporti fra le diverse componenti resistenziali e documenti che restituiscono la complessità di una comunità durante gli anni della guerra.
Il volume appartiene al catalogo di storia dell'Emilia-Romagna di Panozzo Editore. La sua presentazione pubblica del 29 aprile 2023 è ricostruita nell'articolo Società e Resistenza a Campagnola Emilia: la presentazione del libro alla Biblioteca comunale.
Per approfondire
- Resistenza a Campagnola Emilia: società e memoria nella Bassa reggiana – il quadro generale del dossier.
- Resistenza civile nella Bassa reggiana – case di latitanza e reti di assistenza.
- RS – Ricerche Storiche n. 140 – fra i contributi, lo studio di Antonio Mammi sui cattolici e la Resistenza nella V zona.
- Dossier e approfondimenti sui libri di Panozzo Editore – l'indice generale dei percorsi editoriali.

