La mia vita di Umberto Panozzo: la presentazione alla Cineteca di Rimini

Tommaso Panozzo, Oreste Delucca e Piero Meldini alla presentazione di La mia vita di Umberto Panozzo a Rimini

La mia vita. Storia di un uomo di Umberto Panozzo è stato presentato alla Cineteca della Biblioteca Gambalunga di Rimini durante un incontro dedicato anche ai quarantacinque anni di Panozzo Editore.

Il volume raccoglie il diario e le memorie di Umberto Panozzo, professore, autore scolastico e fondatore della casa editrice. Alla presentazione sono intervenuti Tommaso Panozzo, Piero Meldini, Manlio Masini, Oreste Delucca e Massimo Panozzo.

Le testimonianze hanno restituito prospettive differenti ma complementari: la scoperta del manoscritto da parte del nipote, il posto dell’opera nella collana Microstorie, il rapporto tra autore ed editore, il ricordo lasciato dal professor Panozzo nei suoi allievi e la continuità di un’attività editoriale attraversata da tre generazioni.

La presentazione di La mia vita alla Cineteca di Rimini

La serata ha unito la presentazione di un libro autobiografico al ricordo della persona dalla quale ebbe origine Panozzo Editore.

La mia vita non venne infatti concepito come una celebrazione della casa editrice. Le sue pagine seguono Umberto negli anni della formazione, durante la Seconda guerra mondiale e nel difficile ritorno alla vita civile, molto prima che il progetto editoriale assumesse una forma definitiva.

Proprio questa prospettiva ha permesso agli intervenuti di parlare non soltanto del fondatore, ma del giovane studente, del militare, del professore e dell’autore scolastico. Il resoconto pubblico dell’incontro non ha sostituito la narrazione del volume: ne ha mostrato il valore attraverso i ricordi di familiari, ex allievi e autori della casa editrice.

Tommaso Panozzo e la scoperta del manoscritto

Tommaso Panozzo, curatore della pubblicazione e autore della prefazione, ha raccontato il proprio avvicinamento alle memorie del nonno.

La lettura gli ha permesso di conoscere una persona diversa dall’uomo anziano e riservato incontrato durante l’infanzia. Nelle pagine scritte durante la giovinezza e la guerra ha riconosciuto un ragazzo ancora incerto sul futuro, vicino per età a quella che Tommaso aveva quando cominciò a studiare il manoscritto.

Da questa scoperta nacque la convinzione che il testo non dovesse rimanere confinato alla memoria familiare. La sua pubblicazione avrebbe conservato la voce diretta di Umberto senza trasformarla in una biografia composta a posteriori dai discendenti.

Il rapporto tra nonno e nipote, la prima diffidenza verso il genere autobiografico e le ragioni che hanno condotto alla pubblicazione sono sviluppati nell’intervista a Tommaso Panozzo su La mia vita.

Piero Meldini e la collana Microstorie

Piero Meldini ha collocato il volume all’interno della collana Microstorie, della quale La mia vita costituisce il numero 88.

La collana raccoglie opere nelle quali vicende individuali, consuetudini, personaggi e comunità permettono di osservare trasformazioni storiche più ampie. In questo senso, il racconto di Umberto Panozzo supera la dimensione strettamente familiare senza perdere il carattere personale della testimonianza.

Meldini ha inoltre richiamato l’importanza del catalogo. Una casa editrice non è formata soltanto dalle novità del momento, ma dai libri che continuano a essere considerati parte di un progetto anche a distanza di molti anni.

La mia vita entra in questa continuità come opera capace di ricondurre il catalogo alla formazione umana e culturale del suo fondatore.

Manlio Masini e il rapporto tra autore ed editore

Manlio Masini ha ricordato la propria collaborazione con Panozzo Editore, iniziata alla fine degli anni Novanta e proseguita attraverso numerosi libri dedicati alla storia di Rimini.

La sua testimonianza ha mostrato come una pubblicazione non nasca dalla semplice consegna di un manoscritto. Ricerche, articoli e materiali devono essere discussi, ampliati, organizzati e trasformati in un’opera coerente attraverso il confronto tra autore ed editore.

Masini ha ricordato la serietà degli impegni assunti, l’attenzione dedicata alla costruzione dei capitoli e la durata dei rapporti sviluppati intorno ai libri.

Il suo intervento ha assunto un significato particolare perché proveniva da un autore esterno alla famiglia: la continuità della casa editrice è stata raccontata attraverso la collaborazione concreta con chi ha contribuito alla formazione del catalogo.

Oreste Delucca ricorda il professor Umberto Panozzo

Oreste Delucca ha riportato l’incontro nella Rimini dei primi anni Cinquanta, quando fu allievo di Umberto Panozzo alla scuola media Panzini.

Nel suo ricordo, una delle prime lezioni partì dal muro dell’aula e da un calendario. Agli studenti venne chiesto di descrivere ciò che avevano davanti. Le prime righe, necessariamente povere di particolari, divennero il punto di partenza per cercare parole più precise e costruire una nuova descrizione.

Il principio trasmesso dal professore era semplice: non soltanto guardare, ma imparare a vedere.

La testimonianza di Delucca ha mostrato soprattutto la durata di quell’insegnamento. A oltre settant’anni di distanza, l’ex allievo ricordava ancora il modo in cui Umberto avvicinava gli studenti alla scrittura, al latino e alla letteratura.

Quella esperienza scolastica e il suo successivo sviluppo nei manuali sono ricostruiti nell’articolo dedicato al metodo didattico di Umberto Panozzo.

Massimo Panozzo e i quarantacinque anni della casa editrice

Massimo Panozzo ha collegato la pubblicazione del libro ai quarantacinque anni di Panozzo Editore e al passaggio tra le diverse generazioni della famiglia.

Per riservatezza, la decisione di rendere pubbliche le memorie del padre era stata rimandata a lungo. L’iniziativa di Tommaso ha permesso di superare quelle esitazioni e di presentare il volume coinvolgendo alcuni degli autori maggiormente legati alla storia della casa editrice.

Nel racconto di Massimo, il quarantacinquesimo anniversario rappresenta una sorta di «boa generazionale»: un momento nel quale osservare il percorso compiuto e riconoscere l’inizio di una nuova fase.

Ogni libro pubblicato è stato considerato parte di una costruzione più ampia. La soddisfazione non deriva soltanto dall’accoglienza iniziale di una novità, ma dalla possibilità che un titolo continui a essere richiesto e letto a molti anni di distanza.

La continuità generazionale e l’identità maturata dalla casa editrice sono al centro dell’intervista a Massimo Panozzo sulle tre generazioni di editori indipendenti.

Il video integrale della presentazione

La registrazione permette di ascoltare direttamente gli interventi di Tommaso Panozzo, Piero Meldini, Manlio Masini, Oreste Delucca e Massimo Panozzo.

Guarda la registrazione completa della presentazione su YouTube.

I temi storici, letterari e autobiografici richiamati durante l’incontro sono organizzati nel dossier dedicato a La mia vita di Umberto Panozzo, che collega i diversi approfondimenti senza anticipare la successione completa degli avvenimenti narrati nel libro.

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