Il nome di Fernando Santucci – Nando per chi lo conosceva – occupa un posto preciso nella storia di Panozzo Editore e, in particolare, nella nascita di uno dei progetti dedicati alla cultura gastronomica riminese: La cucina riminese tra terra e mare, pubblicato nel 2005 da Michele Marziani e Piero Meldini.
Santucci non fu autore del volume, ma ebbe un ruolo importante nella sua origine e nella sua impostazione culturale. Come Delegato di Rimini dell’Accademia Italiana della Cucina, contribuì infatti a trasformare un lungo percorso di attenzione al patrimonio gastronomico locale in un progetto editoriale affidato a Marziani e Meldini.
Il libro conserva direttamente la sua voce nella prefazione Se si perdono i sapori prima o poi si perderanno anche i saperi, testo che permette ancora oggi di comprendere le ragioni dalle quali nacque l’iniziativa.
Fernando Santucci e l’Accademia Italiana della Cucina a Rimini
Nel 2005 Fernando Santucci era Delegato di Rimini dell’Accademia Italiana della Cucina.
Nella prefazione a La cucina riminese tra terra e mare presenta l’attività dell’Accademia come un lavoro di tutela non soltanto dei piatti, ma anche degli usi, dei riti, delle consuetudini e dei modi di vivere collegati alla tavola.
È dentro questa prospettiva che va collocato il progetto editoriale del 2005. La cucina non viene osservata soltanto come tecnica di preparazione del cibo, ma come una delle forme attraverso le quali un territorio conserva e trasmette la propria memoria culturale.
La nascita del volume, il patrocinio della Delegazione riminese e la presentazione dell’8 ottobre 2005 al Museo della Città sono ricostruiti nell’approfondimento La cucina riminese tra terra e mare: dalla nascita del progetto alla presentazione del 2005.
“Se si perdono i sapori prima o poi si perderanno anche i saperi”
Il titolo scelto da Santucci per la prefazione è diventato una delle formule più riconoscibili legate alla nascita del libro:
“Se si perdono i sapori prima o poi si perderanno anche i saperi”.
La relazione fra le due parole esprime bene il senso attribuito al progetto. Conservare una cultura gastronomica non significava soltanto salvare ricette o prodotti, ma impedire che andassero perdute anche conoscenze, pratiche, storie e relazioni con il territorio.
È un’idea che attraversa tutta la prefazione, ma non è necessario riprodurne qui integralmente le argomentazioni. Il valore di quel testo, all’interno della storia editoriale, sta soprattutto nel mostrare quale fosse la domanda originaria alla base dell’iniziativa.
Un percorso durato quasi otto anni
Nella stessa prefazione Santucci racconta che il libro arrivava al termine di un percorso durato quasi otto anni all’interno della Delegazione riminese dell’Accademia Italiana della Cucina.
Fu alla conclusione di quel lavoro che, secondo il suo stesso racconto, venne chiesto a Michele Marziani e Piero Meldini di mettere “nero su bianco” le tappe di quell’itinerario.
Questo passaggio chiarisce bene il ruolo di Santucci: non autore materiale della ricerca affidata ai due studiosi, ma promotore di un progetto culturale che trovò poi forma editoriale nel volume Panozzo.
Il libro mantenne comunque una struttura chiaramente a quattro mani. Marziani si occupò soprattutto del territorio, dei prodotti e della cultura gastronomica contemporanea; Meldini sviluppò la parte storica, intitolata Quindici secoli di cucina riminese.
Un libro che non voleva essere un semplice ricettario
Santucci insisteva inoltre su un aspetto decisivo: La cucina riminese tra terra e mare non nasceva come una raccolta di ricette organizzata secondo le forme classiche del manuale gastronomico.
L’obiettivo era costruire una lettura del territorio attraverso prodotti, persone, luoghi, memoria e documenti, mettendo in relazione il mare con l’entroterra e il presente con la storia.
Questa impostazione spiega anche perché la pubblicazione rientrasse bene nella tradizione editoriale di Panozzo Editore dedicata alla cucina storica e alla cultura materiale, nella quale le ricette vengono spesso inserite all’interno di un contesto storico e sociale più ampio.
Per comprendere il posto occupato dal volume nella bibliografia di Meldini, senza confondere il contributo dello studioso con quello di Marziani e con il ruolo di Santucci, è disponibile la pagina La cucina riminese tra terra e mare nel percorso di Piero Meldini.
Santucci nella vita pubblica del volume
Il rapporto di Fernando Santucci con La cucina riminese tra terra e mare non terminò con la prefazione e con l’uscita del libro.
Il suo nome torna infatti anche nella successiva vita pubblica del progetto.
Il 18 novembre 2007, a Mondaino, Santucci partecipò all’incontro-dibattito La cucina riminese tra terra e mare (tartufi compresi) insieme a Michele Marziani, Piero Meldini, all’editore Panozzo e a Nicola Pelliccioni.
L’appuntamento si svolse durante la manifestazione dedicata al tartufo bianco e al formaggio di fossa delle colline riminesi ed è documentato nell’articolo La cucina riminese tra terra e mare a Mondaino nel 2007: “tartufi compresi”.
Il programma dell’incontro conferma quindi una continuità fra la nascita del progetto e la sua successiva circolazione pubblica.
Fernando Santucci nella memoria editoriale di Panozzo
Ricordare oggi Santucci all’interno del sito Panozzo Editore significa soprattutto conservare la memoria di una collaborazione che non si esaurisce nella semplice firma di una prefazione.
Il volume del 2005 nacque infatti dall’incontro fra esperienze differenti: il lavoro dell’Accademia Italiana della Cucina sul territorio, la prospettiva giornalistica e gastronomica di Michele Marziani, la ricerca storica di Piero Meldini e la trasformazione di queste componenti in un progetto editoriale.
Santucci rappresenta uno dei punti di raccordo di quella esperienza.
Per questo la sua presenza deve essere conservata come parte della storia del catalogo e non assorbita dentro una generica storia della cucina riminese.
Dalla nascita del progetto alla sua vita editoriale
La cucina riminese tra terra e mare ebbe negli anni successivi una vita pubblica fatta di articoli di stampa, recensioni e incontri.
La cronologia complessiva è raccolta nel sub-hub La cucina riminese tra terra e mare: vita editoriale, recensioni e incontri.
Questa pagina dedicata a Fernando Santucci mantiene invece un’altra funzione: ricordare la persona e il suo ruolo nella nascita e nell’accompagnamento pubblico del progetto.
L’edizione cartacea di La cucina riminese tra terra e mare è esaurita e non è prevista una ristampa.
Per approfondire oggi la ricerca storica sull’alimentazione riminese è disponibile Mangiare a Rimini. Dall’età romana al Novecento di Piero Meldini.

