Manlio Masini e Panozzo Editore: oltre venticinque anni tra libri, collane e Ariminum

Manlio Masini

Il rapporto tra Manlio Masini e Panozzo Editore non può essere ricostruito soltanto contando i libri pubblicati.

In oltre un quarto di secolo Masini è stato autore della casa editrice, ma anche direttore di collane, curatore, prefatore e interlocutore di progetti nati intorno alla storia e alla cultura di Rimini. Attraverso la lunga esperienza alla guida di Ariminum, ha inoltre contribuito a mettere in relazione con Panozzo ricerche, studiosi e materiali che in alcuni casi hanno trovato nel libro una nuova forma.

Questa pagina non sostituisce né il profilo dedicato alla vita e all'attività di Manlio Masini, né la sua pagina autore e nemmeno le schede delle singole opere. Ricostruisce invece una delle Storie editoriali di Panozzo Editore: il modo in cui un rapporto personale e professionale ha contribuito, nel tempo, alla costruzione del catalogo.

1999: il primo libro e l'inizio del rapporto con Massimo Panozzo

È lo stesso Manlio Masini a indicare con precisione l'inizio della collaborazione: il 1999, anno della pubblicazione di Mondaino tra le due guerre.

Ricordando quel percorso durante la presentazione di La mia vita di Umberto Panozzo alla Biblioteca Gambalunga, Masini ha descritto il legame con Massimo Panozzo come un rapporto insieme editoriale e personale, destinato a proseguire per più di venticinque anni.

La quantità dei libri pubblicati è soltanto la parte più visibile di quella collaborazione. Masini ha ricordato soprattutto il confronto che accompagnava la nascita delle opere: materiali, ricerche e capitoli venivano discussi con l'editore e progressivamente organizzati fino ad assumere una forma libraria compiuta.

È un elemento essenziale per comprendere il rapporto. Il manoscritto non era considerato semplicemente un oggetto da consegnare e stampare: il libro nasceva anche attraverso il dialogo fra autore ed editore.

Da autore a direttore di collana: i Quaderni di Ariminum

All'inizio degli anni Duemila la collaborazione assume una forma ulteriore. Manlio Masini non compare più soltanto come autore: diventa anche direttore di un progetto editoriale Panozzo.

Nel 2004 prendono infatti forma i Quaderni di Ariminum, collana nata dal rapporto con la rivista e diretta da Masini.

L'idea rispondeva a un'esigenza molto concreta. Alcune ricerche erano troppo articolate per essere contenute nello spazio di un articolo, ma sufficientemente circoscritte da non richiedere necessariamente un volume di grandi dimensioni. Il piccolo libro illustrato offriva una terza possibilità: dare autonomia a una vicenda, un personaggio o un frammento della storia cittadina.

Masini partecipò direttamente alla prima fase della collana anche come autore. Fra i titoli iniziali figura Il «delitto» Spiess, accanto a opere di altri studiosi e giornalisti riminesi.

La funzione dei Quaderni è approfondita nella pagina specifica della collana. Qui interessa soprattutto un altro aspetto: affidandone la direzione a Masini, il rapporto con Panozzo aveva ormai superato la sola pubblicazione dei suoi libri ed era entrato direttamente nella costruzione di una linea editoriale.

Ariminum come ponte tra ricerca, autori e libri

La lunga direzione di Ariminum è uno dei punti decisivi di questa storia.

Masini ha raccontato che dal confronto con Massimo Panozzo nacque progressivamente la possibilità di sviluppare in forma libraria alcuni dei temi e delle ricerche coltivati intorno alla rivista. I collaboratori potevano approfondire materiali già emersi nel lavoro giornalistico, estendere le proprie indagini e trovare nel libro uno spazio differente.

Il caso di Arnaldo Pedrazzi è uno dei più chiari. Fu proprio Masini a favorire il suo incontro con Panozzo Editore quando le ricerche pubblicate su Ariminum cominciarono a richiedere uno spazio maggiore. Da quel passaggio nacque un rapporto destinato a svilupparsi attraverso numerosi volumi. La vicenda è ricostruita autonomamente nell'approfondimento Arnaldo Pedrazzi e Panozzo Editore: da Ariminum alle Microstorie.

Pedrazzi non fu un episodio isolato. Anche altri collaboratori e ricerche passarono, in forme differenti, attraverso il confronto fra Masini e Massimo Panozzo. Nei Quaderni di Ariminum, per esempio, entrarono lavori come Passione biancorossa di Enzo Pirroni; altri progetti furono sviluppati e ampliati prima di diventare libri.

Non esisteva necessariamente un percorso automatico dalla rivista alla casa editrice. Ciò che emerge è piuttosto una rete di relazioni nella quale Masini poteva individuare un tema o un autore e discuterne la possibile trasformazione editoriale con Panozzo.

Artisti Riministi: il rapporto si estende all'arte

Lo stesso meccanismo non rimase confinato alla ricerca storica.

Un'altra esperienza significativa fu Artisti Riministi, collana d'arte diretta da Manlio Masini per Panozzo Editore. Qui il suo lavoro si spostava verso pittori e protagonisti della cultura figurativa locale, mettendo in relazione ricerca critica, catalogazione delle opere e pubblicazione.

Fra i volumi che documentano questa attività si trovano Luciano Filippi. Nell'intrigo... lo stupore, curato da Masini, e Maurizio Minarini. L'arte del togliere, nel quale Masini figura fra i curatori.

Anche il successivo rapporto con Giuliano Maroncelli “Giuma” mostra quanto il confine fra scrittura, immagine e progetto editoriale potesse essere permeabile. La collaborazione fra Masini e Maroncelli, passata da Ariminum a diversi libri Panozzo, è ricostruita separatamente nell'articolo Giuliano Maroncelli Giuma: i libri di Masini per Panozzo.

In questo modo la relazione Masini-Panozzo contribuì a collegare nel catalogo due aree differenti ma comunicanti: la memoria storica della città e la sua rappresentazione artistica.

Curatele e progetti collettivi

Le curatele rappresentano un'altra componente del rapporto, perché mostrano Masini impegnato non soltanto a firmare propri testi, ma a dare forma editoriale anche al lavoro di altri.

Un caso particolarmente significativo è Sigismondo Pandolfo Malatesta Signore di Rimini, pubblicato da Panozzo Editore nel 2017 e curato da Manlio Masini. Il volume riuniva contributi di diversi studiosi e confermava, a molti anni dall'inizio della collaborazione, la funzione di coordinamento culturale svolta da Masini.

Non si tratta quindi di aggiungere semplicemente altre pubblicazioni alla sua bibliografia. La curatela comporta una posizione differente: ordinare contributi, mettere in relazione competenze diverse e trasformare una pluralità di ricerche in un progetto unitario.

Le prefazioni: accompagnare i libri degli altri

Nel corso degli anni Masini è entrato nel catalogo Panozzo anche attraverso le prefazioni.

Già nel primo volume de La Rimini che non c'è più di Arnaldo Pedrazzi la prefazione di Masini accompagnava un autore il cui incontro con la casa editrice era stato favorito proprio da lui.

Nel 2023 Masini firma invece la prefazione alla nuova edizione di Riminesi alla menta. I favolosi anni del dopoguerra di Giuliano Masini, intervenendo successivamente anche nella presentazione pubblica del volume.

Nel 2026 arriva infine la prefazione a La città dell'estate. Itinerari alla ricerca della Marina di Rimini. Anni '50 e '60 di Tommaso Panozzo. Il volume appartiene a una generazione editoriale diversa da quella con cui il rapporto era cominciato nel 1999, ma Masini continua a esserne interlocutore. Il contesto storico del libro è approfondito nel dossier La Marina di Rimini dal 1948 al 1968, mentre la sua vita pubblica è raccolta nel percorso editoriale di La città dell'estate.

Le tre esperienze sono lontane nel tempo e differenti per origine. Osservate insieme mostrano però un'altra forma della collaborazione: Masini non accompagna soltanto i propri libri, ma presta la propria esperienza di cronista e studioso per introdurre ricerche altrui.

Da Massimo a Tommaso Panozzo: un rapporto attraverso due generazioni

La durata del rapporto acquista un significato particolare nel passaggio fra due generazioni della casa editrice.

Masini ha ricordato che la collaborazione nata con Massimo Panozzo nel 1999 è proseguita successivamente con Tommaso Panozzo. Alla continuità editoriale si è affiancato un legame personale: un rapporto che Masini stesso ha definito di amicizia e che ha accompagnato il confronto sui libri anche al di fuori della semplice relazione professionale.

Il passaggio è visibile anche nei progetti. Negli anni di Massimo, Masini pubblica i propri lavori, dirige collane e contribuisce a far emergere nuovi autori. Nella fase successiva continua a partecipare alla vita della casa editrice attraverso prefazioni, presentazioni e occasioni di confronto.

La partecipazione nel 2026 all'incontro dedicato a La mia vita di Umberto Panozzo e ai quarantacinque anni di Panozzo Editore ha reso questa continuità particolarmente evidente. Masini ha potuto ricostruire direttamente un rapporto iniziato più di un quarto di secolo prima e attraversato da libri, discussioni, collane e rapporti personali.

Da Rimini raccontata a Rimini trasformata in catalogo

Nel rapporto con Panozzo Editore c'è infine un elemento che attraversa tutte queste esperienze: il modo di intendere la storia locale.

Masini ha spesso preferito definirsi un cronista del passato. L'attenzione si concentra su persone, episodi, documenti e vicende circoscritte attraverso i quali diventa possibile ricostruire trasformazioni più ampie della città.

È un metodo che ha trovato nel catalogo Panozzo forme diverse: dalle Microstorie ai Quaderni di Ariminum, dai libri dedicati alla Rimini del Novecento alle pubblicazioni d'arte. Titoli successivi come Ballando tra le macerie o Riccione 1922. La conquista del municipio appartengono a momenti differenti di questo lungo percorso, senza esaurirlo.

Nel 2024 Riminesi ha riportato ancora una volta nella forma del libro materiali e incontri maturati attraverso l'esperienza di Ariminum. La presentazione del volume alla Biblioteca Gambalunga ha rappresentato una delle tappe più recenti della vita pubblica dei libri di Masini.

Non è però il singolo titolo a definire questa storia editoriale. È la continuità fra ricerca, rivista, libro, autori e casa editrice.

Un rapporto che ha contribuito a costruire il catalogo Panozzo

La storia fra Manlio Masini e Panozzo Editore è quindi diversa da una semplice successione di pubblicazioni.

Comincia nel 1999 con un autore e un editore che lavorano insieme a un libro. Negli anni successivi si allarga alla direzione di collane, alle curatele, alle prefazioni, alla valorizzazione di artisti e al passaggio di alcuni collaboratori di Ariminum verso nuovi progetti editoriali. Infine attraversa il passaggio da Massimo a Tommaso Panozzo continuando a produrre occasioni di collaborazione.

È proprio questa pluralità di ruoli a rendere il rapporto significativo nella storia della casa editrice. I libri restano il risultato più visibile, ma dietro di essi emerge una relazione capace di contribuire anche alla scelta dei temi, alla costruzione delle collane e all'incontro con altre persone che avrebbero trovato posto nel catalogo.

Per questo Manlio Masini occupa una posizione particolare nelle Storie editoriali di Panozzo Editore: non soltanto autore di numerosi volumi, ma uno degli interlocutori attraverso i quali una parte della ricerca storica e culturale riminese è diventata libro.

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